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L'anno record dell'export lombardo

Nel 2021 superati i 135 miliardi di euro

di Andrea Gianotti

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il 31 dicembre scorso, oltre ai festeggiamenti rituali per la fine dell’anno, le imprese lombarde hanno avuto un motivo in più per stappare una bottiglia di Franciacorta: il record storico assoluto delle esportazioni. Nel quarto trimestre del 2021, infatti, l’Istat ha certificato che dalla Lombardia sono usciti verso l’estero beni e servizi per un valore superiore a 36 miliardi e mezzo, una cifra mai raggiunta prima. Una variazione tendenziale trimestrale, ossia calcolata sullo stesso periodo dell’anno precedente, pari al 13,6%: nessun’altra grande regione, tra quelle con un export di almeno 10 miliardi, è riuscita a fare meglio. Per dare invece il senso della galoppata storica, l’incremento registrato dalla Lombardia nelle esportazioni ha superato dell’80% il valore dell’ultima parte dell’anno 2000 e del 70% quello della fine del 2009, al termine della prima grande crisi economica del secolo. E le esportazioni sono uno dei principali indicatori dello stato di salute delle aziende che, viste le difficoltà del mercato domestico (l’Italia è tra gli ultimi posti della classifica dei Paesi OCSE per crescita del prodotto interno lordo pro capite dal 2007 ad oggi), cercano sbocchi commerciali all’estero. L’anno scorso, in particolare, le imprese lombarde sono state leader in Germania, Francia, Stati Uniti e Spagna considerando i soli mercati che hanno maggiormente incrementato la quota di importazioni dal nostro Paese, con un contributo complessivo della Lombardia per il 21% del totale dell’aumento verso l’Unione Europea e del 16,7% verso Paesi Extra-Ue.

L’ANNO RECORD DELL’EXPORT LOMBARDO
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Il 2021 è stato un anno record

Le performance lombarde sono state significative per tutto il 2021: in ciascun trimestre si è battuto il risultato dello stesso periodo dell’anno precedente. Alla fine, si sono sfiorati i 136 miliardi di euro, ben oltre il 26% dell’intero export italiano. Come dire che un euro su quattro che arriva in Italia dall’estero viene incassato da imprese lombarde. L’incremento finale è stato del 19,1%, superiore alla media complessiva italiana che, se si esclude la Lombardia, si ferma al 17,9%. Guardando invece ai settori, quelli dove la Lombardia è maggiormente protagonista (con quote superiori al 40% dell’intero export nazionale) sono la chimica, la manifattura di apparecchi elettronici e ottici e i prodotti delle attività di gestione dei rifiuti: quest’ultimo settore è particolarmente rilevante in senso strategico vista la crescente importanza dell’economia circolare.

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Guidesi: «Ordini al top ma pesano fattori esterni»

Il 2022 purtroppo non è certo iniziato sotto buoni auspici. Già il quadro era incerto a causa delle difficoltà nell’approvvigionamento delle commodities e semilavorati – in particolar modo microprocessori – e problemi del commercio internazionale derivanti dalla pandemia di Covid-19. Le tensioni internazionali derivanti dalla guerra in Ucraina, con gli incrementi dei prezzi delle materie prime energetiche, fanno però ipotizzare una generale contrazione dei mercati tradizionali di sbocco per i prodotti e servizi delle imprese lombarde, specialmente quelli dell’Unione Europea. Concetti espressi anche dall’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi: «Abbiamo il picco di ordinativi che non si vedeva da quindici anni ma siamo spesso impossibilitati nel produrre a causa dei negativi "fattori esterni": i costi energetici, l’impossibilità di approvvigionarsi e la guerra. Situazione paradossale che affrontiamo facendo squadra con le imprese, mettendo in campo tutto ciò che possiamo e sollecitando gli enti sovraregionali a intervenire mettendo a loro disposizione proposte e soluzioni. Insomma, qui il sistema Lombardo fa squadra sempre nel sano rapporto tra pubblico e privato». In effetti, la buona posizione competitiva acquisita in passato dalle aziende della regione fa ben sperare affinché anche questo shock ulteriore possa essere assorbito, nella speranza che il conflitto cessi quanto prima possibile e la situazione internazionale vada normalizzandosi. Non resta che attendere i prossimi dati, che ci diranno se e quanto avranno perso le imprese lombarde e quindi quanto terreno ci sarà da recuperare per tornare ai livelli record del dicembre 2021.

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