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L’annus horribilis di Facebook


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(NurPhoto)

Per Facebook quello che si sta per chiudere sarà ricordato come l'anno che ha messo in crisi un modello che sembrava destinato a una crescita senza fine. Invece scandali e indagini hanno trasformato il social network da oltre due miliardi di utenti in un Grande Fratello che non solo sa tutto di noi, ma che usa in maniera spregiudicata i dati dei propri utenti. Fino ad arrivare al sospetto di manipolazione delle idee e delle coscienze. L'ultimo scandalo è di pochi giorni fa: il colosso di Menlo Park avrebbe garantito un accesso privilegiato ai dati personali degli utenti ad alcune delle più grandi aziende tecnologiche, da Spotify a Netflix, da Microsoft ad Amazon. Ma nel corso del 2018 è emerso come Facebook fosse facile preda dei troll russi che a suon di fake news hanno cercato di influenzare le elezioni americane, favorendo Donald Trump e screditando le istituzioni americane. L'intera vicenda è esplosa a inizio anno quando è emerso che il social network aveva messo a disposizione, senza consenso, i dati di 87 milioni di americani a favore di Cambridge Analytica, la società incaricata da Trump stesso di sostenere la sua campagna elettorale. Il deterioramento dell'immagine di Facebook, accompagnato anche da una progressiva disaffezione dei più giovani, si è riflesso nella caduta del titolo, che al Nasdaq ha lasciato sul terreno più di un terzo del suo valore.

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