il quesito del lunedì

L’anticipo del Tfr per estinguere il mutuo? Il datore non è obbligato

La legge prevede che la richiesta di anticipo sia giustificata dalla necessità di spese sanitarie o acquisto dell’abitazione principale. L’estinzione del prestito stipulato per la prima casa, invece, può essere ammessa solo con accordi ad hoc

di Alberto Bosco e Josef Tschöll


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2' di lettura

Il quesito. Una dipendente con più di otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, a distanza di due anni dall’atto di acquisto della prima casa di abitazione (per sé), può chiedere l’anticipazione del Tfr per l’estinzione anticipata del mutuo stipulato per l’acquisto dell’immobile? Il datore di lavoro può chiedere documenti a comprova della veridicità della domanda?
P.V. - Treviso

La risposta. La norma di riferimento, cioè l’articolo 2120 del Codice civile, prevede – salvo disposizioni più favorevoli contenute nei contratti collettivi o nei patti individuali – che la richiesta di anticipazione del Tfr debba essere giustificata dalla necessità di:
- spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche;
- acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli.

Nel caso in esame, l’acquisto dell’abitazione si è già perfezionato da tempo, e tale fattispecie non rientra tra quelle espressamente previste. In linea di massima, quindi, il datore di lavoro non è tenuto a concedere l’anticipazione.

Tuttavia, restano comunque sempre possibili e leciti accordi più favorevoli tra le parti: dunque, l’anticipo del Tfr per estinguere il mutuo in corso è fattibile solo nel caso in cui il datore lo consenta.

In alternativa, suggeriamo alla lettrice di verificare con la banca se è possibile, e a quali condizioni, rinegoziare il mutuo in corso.

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