ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPROFESSIONI

L’antitrust bacchetta il notariato milanese: il monitoraggio a tappeto scoraggia la concorrenza

di Saverio Fossati


default onloading pic

3' di lettura

L’Antitrust chiarisce che il notariato di Milano non può chiedere agli iscritti dati in continuazione e “a tappeto” per ottenere una mappatura dei servizi offerti, configurando una strategia che mira a limitare la libera concorrenza tra i professionisti ( delibera siglata definitivamente il 1° agosto 2019 e non ancora pubblicata sul Bollettino dell’Authority ).
La complessa vicenda parte da una segnalazione del 22 febbraio 2016, nella quale un notaio lamentava l’uso illegittimo dell’attività di monitoraggio del Consiglio notarile di Milano.
L’Antitrust, nella cospicua attività istruttoria, è partita da una relazione del 2013 nella quale il Consiglio notarile di Milano sottolineava «lo squilibrio tra pochi colleghi che conseguono repertori altissimi e altri, numerosi, che realizzano repertori ben al di sotto della media». Ma l’attività puntuale di raccolta di questi dati era stata interrotta proprio per evitare contrasti con

l’Antitrust. Nel 2016, però, viene inviato ai notai del distretto un altro questionario, con richieste di dati sensibili dettagliati e approfonditi sull’attività economica e sull’organizzazione dei notai del distretto relativi a tutto il 2015. Sono state poi svolte analisi particolareggiate, con audizioni dei notai interessati, relativamente ai questionari inviati nel 2014, osservando che si tratta a a volte di «onorari eccessivamente bassi». Vengono anche chiesti chiarimenti su notai che hanno emesso fatture«senza onorario».
Insomma, pur evidenziando che il procedimento «non mette in discussione il potere/dovere del Consiglio di tutelare l’utenza e la fede pubblica nell’esercizio delle funzioni di vigilanza, né sindaca la possibilità del Cnm di svolgere attività di monitoraggio», l’Antitrust rileva che «il Consiglio è pur sempre fatto di notai che operano in diretta concorrenza con i notai soggetti al loro controllo, quindi «la messa a disposizione di tale organo di dati sensibili relativi alla generalità dei notai del distretto dovrebbe essere attentamente evitata». Inoltre, «l’insieme delle iniziative poste in essere dal Cnm (...) costituiscono un’intesa unica a e complessa ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge 287/90» e le condotte del Cnm «risultano volte a limitare il ricorso alle leve competitive utilizzabili nell’offerta dei servizi notarili (...) con l’obiettivo di riportare le posizioni economiche degli iscritti, in particolare di quelli più performanti, in linea con la media del distretto», configurando un «monito al mercato, idoneo a scoraggiare modalità competitive di offerta del servizio da parte dei singoli notai». Le richieste di dati, infatti, «sono risultate slegate dal perseguimento di obiettivi di interesse generale».
Il Consiglio Notarile di Milano, in riferimento al provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato notificato «non può che esprimere soddisfazione per il fatto che l'Autorità non ha ravvisato alcun profilo di illiceità nell'esercizio delle funzioni di vigilanza disciplinare da parte dello stesso Consiglio, riconoscendo altresì che l'istruttoria condotta “non mette in discussione il potere/dovere del Consiglio di tutelare l'utenza e la fede pubblica nell'esercizio delle funzioni di vigilanza”, né la possibilità di svolgere attività di monitoraggio». L'unica condotta rispetto alla quale l'Autorità ha ravvisato dei profili di non conformità con l'art. 2 della legge n. 287 del 1990 in materia di intese anticoncorrenziali, si legge nel comunicato del Cnm, r«iguarda la non proporzionalità del monitoraggio effettuato negli anni 2014 e 2016, in quanto sarebbero stati richiesti ai notai vigilati dei dati in eccesso. Su questo profilo il Consiglio Notarile di Milano si riserva di effettuare ogni valutazione a tutela della propria posizione. In ogni caso, il Consiglio non può non sottolineare che l'infrazione contestata è stata comunque ritenuta dall'Autorità non grave e, per questa ragione, non è stata applicata alcuna sanzione nei confronti del Consiglio Notarile di Milano».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...