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L’Antitrust: i clienti possono scegliere quale società tax free usare

La pronuncia dell’autorità per la concorrenza fa di fatto cadere l’obbligo di usare il fornitore legato al titolare del negozio

di Redazione Moda

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La pronuncia dell’autorità per la concorrenza fa di fatto cadere l’obbligo di usare il fornitore legato al titolare del negozio


2' di lettura

L' Autorità Italiana per la concorrenza e il mercato ha confermato il diritto del turista di scegliere il fornitore al quale rivolgersi per farsi processare il suo rimborso Iva (il cosiddetto shopping tax free, previsto per persone di Paesi extra Ue) invece di dover accettare il fornitore legato contrattualmente al commerciante.

Pubblicazione ufficiale

Il Bollettino settimanale n. 33/2020 pubblicato il 17 agosto dall’Autorità Antitrust chiarisce i diritti dei consumatori e conferma come definitiva la scelta finale effettuata dal turista. L’acquirente turista non è più obbligato a pagare commissioni di servizio elevate – come oggi accade passando per le società leader di questo mercato – ma ha il diritto di scegliere il proprio operatore di rimborso Iva in completa autonomia.

Le modalità per il rimborso
Le autorità hanno chiarito che l’acquirente può assegnare il modulo di rimborso Iva ricevuto da un qualsiasi negozio a un operatore di rimborso Iva di sua scelta e la Dogana sarà comunque obbligata a verificarlo ed elaborarlo. La legge italiana ha sempre posto gli interessi dei turisti al centro del processo di rimborso dell’Iva, ma occorre aggiungere che le dinamiche del settore hanno consolidato una pratica in cui gli operatori di rimborso avevano accordi commerciali con i negozi, lasciando ai turisti poca scelta o poca informazione sui loro diritti.

’Autorità compie un ulteriore passo in avanti per attuare un cambiamento favorevole nelle procedure e nei sistemi adottati dai principali portatori di interessi all’interno dell’ecosistema del rimborso dell’Iva - compresi gli uffici doganali negli aeroporti italiani e negli altri punti di uscita - per consentire pari opportunità tra gli operatori di rimborso dell’Iva al fine di consentire al turista di effettuare la sua scelta. «Con il turismo che rappresenta una percentuale significativa del Pil dell’Italia, la decisione dell’Antitrust è un primo passo importante nella preparazione del mercato in vista del rimbalzo post-Covid-19», spiega Alessandro Ciambrone, amministratore delegato di Utu Italia .

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Lo «sfidante» internazionale
Fondata nel 2015 a Singapore, Utu ha avviato il processo di innovazione del comparto tax free a cominciare dalla Thailandia con una piattaforma di internazionale di loyalty e rewards. È certificata “Pci” per la gestione delle operazioni su carta di credito e collegate a piattaforme di pagamento e wallet: la certificazione ( il nome completo è PCI PCI-DSS (Payment Card Application Data Security Standard ) è un insieme di requisiti e di procedure standardizzate che ha lo scopo di assicurare che i dati critici inerenti alle carte di credito siano sempre sicuri. Utu – che ha uffici in 8 Paesi e fornisce i suoi servizi in 19 Paesi – è l’unico operatore di rimborso Iva certificato Pci in Europa. Fornisce i suoi servizi in 19 paesi e ha uffici in 8 paesi.


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