ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa battaglia contro il Nutriscore

L’Antitrust frena le etichette a semaforo di Carrefour

Vittoria del made in Italy agroalimentare: chi usa il Nutriscore sui prodotti deve specificare che non si basa su «valutazioni scientifiche universalmente condivise»

di Micaela Cappellini

(Agf)

3' di lettura

L’Antitrust mette il freno alle etichette a semaforo, costruite sul modello del Nutriscore, che i supermercati Carrefour Italia, Gs e Iterdis utilizzano sui prodotti private label venduti nostro Paese. Finché non ci sarà una normativa europea in proposito, dice l’Autorità garante per la concorrenza,non può essere preferito un metodo di etichettatura al posto di un altro: chi vuole usare il Nutriscore, pertanto, dovrà precisare che «il sistema a semaforo è stato sviluppato in base a un algoritmo e a valutazioni scientifiche non universalmente riconosciute e condivise». In seguito alla decisione dell'Antitrust, chi utilizza il NutriScore dovrà inoltre specificare che esso non tiene conto del fabbisogno e del profilo nutrizionale del singolo individuo, ed è relativo a 100 grammi di prodotto e non a una porzione di consumo.

Per il made in Italy agroalimentare, da sempre contrario al Nutriscore, la delibera dell’Antitrust è una vittoria; «Nessun gruppo distributivo può imporre ai fornitori un’etichettatura nutrizionale che non sia oggetto di obbligo comunitario. In caso contrario la direttiva Ue contro le pratiche sleali autorizza i fornitori a denunciare il distributore all’autorità nazionale», ha detto Paolo De Castro, europarlamentare del Pd e “padre” della direttiva europea contro le pratiche sleali.

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Molto soddisfatto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, da cui era partita la segnalazione e la richiesta di intervento dell’Antitrust: «Le decisioni dell'Autorità sul Nutriscore vanno nella direzione tracciata da Confagricoltura e confermano l'ingannevolezza del sistema francese e la sua contrarietà al Codice del Consumo. In assenza di questo intervento, il Nutriscore si sarebbe potuto diffondere sul mercato alimentare italiano, malgrado l'assoluta contrarietà al sistema di etichettatura francese sostenuta dal nostro governo, da tutte le forze politiche, dalla comunità scientifica, dagli agricoltori e dalle associazioni di consumatori». È significativo poi - rimarca Confagricoltura - che molte delle aziende coinvolte nell'indagine abbiano deciso di ritirare volontariamente dal mercato italiano, già nel corso del procedimento, i prodotti etichettati con il bollino francese.

«L’etichetta Nutriscore - ricorda anche Carlo Piccinini, di Alleanza cooperative agroalimentari - è pericolosa per il suo eccesso di semplificazione nella classificazione della qualità nutrizionale degli alimenti ed è positivo che la recente delibera dell’Antitrust abbia chiarito ai consumatori che si tratti di un sistema di classificazione non obbligatorio. Il sistema a semaforo non aiuta il consumatore a seguire abitudini alimentari più salutari, anzi, lo indirizza in modo fuorviante all’acquisto, insinuando la convinzione che si tratti di alimenti sani o meno, per il solo fatto di essere associati ad un’etichetta di colore verde o rosso».

Di fronte alla delibera, Carrefour Italia ha fatto marcia indietro, facendo sapere che «in accordo con l’Autorità, non applicherà l’etichetta Nutriscore sui prodotti private label commissionati da Carrefour Italia ai propri fornitori e commercializzati in Italia o all’estero, sui prodotti Dop e Igp, sui prodotti della tradizione gastronomica italiana (salumi, formaggi, olio di oliva), a prescindere dal luogo di produzione (Italia o estero) e sui prodotti a marchio Terre d’Italia». Il gruppo precisa, inoltre che «continuerà ad includere nel proprio assortimento una selezione limitata di prodotti private label, commercializzati in Italia dalla società francese Interdis, facente parte del Gruppo Carrefour France, che adotta il sistema di etichettatura nutrizionale volontaria Nutriscore. Ma l’offerta verrà accompagnata da una campagna d’informazione in tutti i punti vendita e sul sito internet, sui motivi per cui alcuni prodotti recano il Nutriscore e gli strumenti necessari per una corretta interpretazione del sistema di etichettatura nutrizionale».

La battaglia italiana contro le etichette a semaforo sta per entrare nel vivo: entro la fine di quest’anno è infatti attesa la proposta ufficiale della Commissione Ue sul sistema di etichettatura fronte pacco da adottare in tutta l’Unione. «L’Italia - ha detto il presidente di Confagricoltura Giansanti - deve fare sponda comune con i Paesi mediterranei per salvaguardare il nostro agroalimentare e valorizzare uno stile di vita sano e consolidato, promuovendo una corretta educazione alimentare invece che un sistema di etichettatura difettoso».

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