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L’Antitrust punisce il “cartello” sui diritti tv esteri. Danni alla Serie A per almeno 500 milioni

di Marco Bellinazzo


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3' di lettura

Un’intesa restrittiva della concorrenza nella vendita dei diritti tv esteri della Serie A che ha danneggiato il calcio italiano per centinaia di milioni di euro per oltre un decennio. È l’inquietante conclusione di un’indagine dell’Antitrust avviata nel luglio 2017 e che ha portato ad irrogare una sanzione di oltre 67 milioni nei confronti di tre operatori - MP Silva, IMG, e B4 - che si sono “spartiti” i diritti audiovisivi internazionali dei campionati di A e B, della Coppa Italia e della Supercoppa tra il 2008 e il 2015 ( di fatto fino alla vigilia dell’ultimo bando realizzato dalla Lega per il triennio 2018-21).

Ecco come ha funzionato il “Cartello”

L’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza si è basata su materiale probatorio della Procura di Milano (che ha compiuto una propria indagine sul mercato dei diritti tv della Serie A e sul ruolo dell’advisor Infront e del suo ex presidente Marco Bogarelli poi dissoltasi davanti al Gip del Tribunale lo scorso anno), nonchè sulla documentazione fornita da una delle tre società finite sotto accusa, Img, che ha ottenuto perciò un trattamento molto favorevole subendo una multa di soli 0,3 milioni.

A guidare il “cartello” è stato invece MP Silva destinataria di una multa da 63,6 milioni, mentre B4 Capital dovrà pagarne una di 3,1 milioni. In “teoria”. Perchè nei mesi scorsi sia Mp Silva (da un paio di settimane, lasciando debiti per centinaia di milioni di euro, di cui una quarantina verso la Serie A per il ciclo 2015/18 di era assegnataria) che B4 sono fallite e risultano in liquidazione. L’unico soggetto capiente è Img che è anche l’intemediario che ha “svelato” la segreta concertazione dietro la vendita dei diritti tv esteri e ha comprato quelli per il triennio in corso per oltre un miliardo di euro. La Lega e le squadre penalizzate dunque potrebbero fare fatica a rivalersi.

Per l’Antitrust non c’è dubbio infatti che il calcio italiano sia stato gravemente danneggiato, visto che i tre operatori che partecipavano alle aste prima delle stesse stipulavano accordi fra loro tesi a ridurre il prezzo di acquisto.

In che modo? In pratica mettendo in piedi nel tempo un meccanismo per cui, spiega l’Antitrust nelle 129 pagine della relazione, «MP Silva acquisiva i diritti della Serie A per l’estero, B4 Capital quelli della Coppa Italia e della Supercoppa e poi, mediante sub-licenze e consulenze, gli assegnatari ufficiali scambiavano tra di essi e con Img i diritti, suddividendone gli oneri e i ricavi».

Quindi attraverso gli accordi siglati, «talvolta anche prima dello svolgimento della gara», si permetteva anche a chi non partecipava alla stessa di beneficiarne, potendo commercializzare i diritti in determinate aree geografiche e allargando così il proprio portafoglio. Peraltro, sottolinea l’Antitrust, «le previsioni contrattuali sono state riconosciute come meramente formali, in quanto informalmente la gestione dei diritti e la divisione degli utili avveniva in misura paritaria (“50-50”)».

Sia per l’asta relativa ai diritti della Serie A del periodo 2010/12 che in quella per il triennio 2012/15, ad esempio, sono stati sottoscritti due contratti tra MP Silva e Img che prevedevano una sorta di “meccanismo di garanzia”: se MP Silva si fosse aggiudicato i diritti avrebbe nominato Img come consulente esclusivo per alcuni territori; in caso contrario, se Img avesse vinto, si impegnava a cedere per intero gli stessi diritti a MP Silva a un prezzo prefissato. Questi contratti - i cosiddetti output deals che MP Silva ha dichiarato essere normali nel settore per abbattere i rischi - per l’Antitrust rispondono al solo obiettivo di far conoscere alla presunta controparte il prezzo massimo (una qualsiasi offerta più alta del prezzo indicato da pare di Img in caso di aggiudicazione e stante l’obbligo di rivendita con somma già bloccata a Mp Silva avrebbe generato una perdita per la stessa Img).

I danni per il calcio italiano

Il calcolo dei danni per la Serie A non è semplice. L’Antitrust ha rimarcato come il tasso di crescita medio annuo dei ricavi tv esteri per le squadre italiane sia stato fra il 2009 e il 2018 pari al 13,6%, poco meno della metà di quello osservato negli altri paesi europei (21-23%).

D’altro canto in assenza di intese restrittive Img nell’ultimo bando per i diritti tv esteri 2018/21 ha vinto la gara offrendo tra un miliardo e 1,2 miliardi, con un incremento del 94% rispetto alle stagioni 2010/12 e dell’83% rispetto al triennio 2015/18 quando Mp Silva aveva ottenuto in esclusiva il pacchetto estero rispettivamente per un totale di 351 milioni e 555 milioni. Per molti presidenti e proprietari, insomma, in questi anni potrebbe esserci stato una sottrazione di potenziali introiti superiore al mezzo miliardo di euro. Starà ora agli avvocati trovare un modo per recuperare queste risorse.

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