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L’antitrust Ue apre indagine contro Amazon sull’uso dei dati dei venditori terzi

di Luca Salvioli


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(Reuters)

2' di lettura

La Commissione Ue ha aperto un'inchiesta formale antitrust per verificare se Amazon usa dati degli esercenti terzi che vendono sulla sua piattaforma a proprio vantaggio violando le regole di concorrenza.

La Commissione europea ha contattato diversi retailer e produttori dal mese di settembre del 2018 per capire quali dati viene loro richiesto di condividere con Amazon per poter vendere sul negozio digitale.

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La nota della Commissione spiega che il problema è legato al fatto che la società americana si trova in un duplice ruolo, da un lato ospita esercenti indipendenti sulla propria piattaforma e dall’altro è un retailer che vende suoi prodotti (la differenza tra Amazon retail e Amazon marketplace che avevamo spiegato in questo articolo). E dunque in concorrenza con gli stessi rivenditori.

Scrive la Commissione: «Sulla base dei primi elementi verificati, Amazon sembra utilizzare informazioni sensibili in chiave competitiva a proposito degli esercenti, i loro prodotti e le transazioni sul markeplace».

La Commissione in primo luogo cercherà di capire se e come l’uso di informazioni sulle vendite abbia effetto sulla competizione all’interno della piattaforma. Secondo, cercherà di capire il ruolo dei dati nella selezioni dei nomi di venditori che entrano nel «buy box», ovvero la schermata in alto a destra delle pagine descrizione prodotto attraverso le quasi la maggior parte delle transazioni passa, puntando il tasto “aggiungi al carrello” o “compra subito”.

Se provate, queste pratiche violerebbero le regole sulla concorrenza tra aziende e/o l’abuso di posizione dominante.

L'autorità preposta alla concorrenza dell'UE può infliggere alle aziende ammende fino al 10% del fatturato globale. Non sarebbe la prima volta che Amazon si scontra con la Commissione, che nel 2017 aveva imposto all’azienda di Jeff Bezos di rimborsare al Lussemburgo imposte per 250 milioni di euro giudicando illegali le agevolazioni fiscali ricevute.

Lo stesso anno aveva raggiunto una intesa con l’autorità per la regolamentazione sui suoi accordi di distribuzione con gli editori di libri elettronici in Europa, mentre mercoledì scorso Amazon ha raggiunto un accordo con l'autorità antitrust tedesca per rivedere le condizioni di servizio per i rivenditori terzi, che si erano lamentati del trattamento iniquo nella vendita attraverso il più grande rivenditore online del mondo.

Secondo i nuovi termini, che si applicheranno anche in altri Paesi - Reuters cita Uk, Francia, Italia, Spagna, America e Asia - Amazon dovrà dare un preavviso di 30 giorni e un motivo per rimuovere un esercente dalla sua piattaforma.

Le aziende potranno inoltre, in determinate circostanze, portare Amazon in tribunale nel proprio paese, mentre prima era possibile solo in Lussemburgo; un deterrente per i piccoli commercianti.

Potranno inoltre presentare ricorso contro le decisioni di Amazon relative a chi deve sostenere i costi di restituzione e di rimborso. Altre modifiche riguardano le descrizioni dei prodotti, la facilità di comprensione dei termini di servizio di Amazon e una presentazione più equa delle recensioni dei clienti.

Negli ultimi 5 anni, da quando la Vestager guida l’antitrust europeo, gli uffici hanno multato tre volte Google per un totale superiore a 8 miliardi di euro. Nel mirino sono finite anche Facebook, Apple e Qualcomm.

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