educazione finanziaria (e non solo)

L’app danese che insegna ai bambini il valore di denaro e lavoro

di Enrico Marro

(© uwe umstätter/imageBROKER)

3' di lettura

Si chiama Ernit ed è una startup danese che ha un obiettivo ambizioso: insegnare ai bambini dai 4 ai 10 anni il valore del denaro, ma anche quello del lavoro, della pazienza, della perseveranza e della fiducia. Il tutto in modo semplice e divertente. «Tutto è iniziato nel 2013», ci spiega Thomas Bjerring, uno dei tre co-fondatori, davanti a un cappuccino fumante nella luminosa e moderna area caffè dei Copehagen Fintech Labs, gli spazi di coworking che ospitano la sua startup, nell’elegante quartiere di Christianshavn, cuore della capitale danese.

I “desideri” indicati dai bambini sulla app (per esempio, un pallone da calcio)

La storia. «Io sono un online marketing manager e multimedia designer nel settore pubblicitario, i miei soci giornalista finanziario l’uno e game designer l’altro. Cinque anni fa abbiamo avuto quest’idea un po’ folle: trovare un modo per insegnare ai bambini il valore non solo del denaro ma anche del “sudore della fronte” in un mondo in cui i soldi sono ormai diventati digitali, virtuali, immateriali, soprattutto qui in Danimarca». Non a caso la loro app è stata ideata per un’età compresa tra i 4 e i 10 anni, «perché dopo, i bambini danesi di solito hanno già una loro carta ricaricabile per i piccoli acquisti».

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Alcuni dei piccoli “compiti” che i bambini possono scegliere per guadagnare

Ma come funziona Ernit? La app innanzitutto va scaricata sia sullo smartphone dei genitori che su quelli dei bambini. Papà e mamma impostano una serie di compiti da svolgere, specificando in che giorni della settimana e a che ora: si va dal fare la doccia al preparare la tavola, dallo sgomberare la lavastoviglie al portare la spazzatura nei cassonetti. I bambini invece impostano i loro “desideri”: un pallone nuovo, un tablet, una nuova felpa e così via, ciascuno con il suo prezzo. Ogni volta che il bambino esegue il piccolo compito assegnato dai genitori riceve un mini-compenso, di entità ovviamente impostabile a piacere, dal conto di papà e mamma a un sub-conto dei figli. La somma accantonata dal bambino cresce di giorno in giorno, avvicinandosi a quella necessaria a comprare i “desideri”, che alla fine possono essere acquistati direttamente dai figli pagando con il loro smartphone. Semplice, divertente ma soprattutto molto educativo.

Il momento della ricompensa per il lavoretto svolto

Il modello di business. L’app non solo è completamente gratuita, ma anche priva di pubblicità: siamo quindi lontani dal modello freemium così utilizzato nell’industria dei videogame. In pratica il modello di business è focalizzato sulla vendita dell’app alle grandi banche, compresa l’integrazione nei loro sistemi informatici («cosa tutt'altro che semplice», tiene a sottolineare Bjerring). Ernit è per esempio stata adottata da Spar Nord, una grande cassa di risparmio con sede nel nord della Danimarca, e trattative sono in corso con altri istituti di credito europei ma anche sudamericani.

La filosofia. «Il denaro è solo un mezzo - spiega ancora Thomas, che durante i cinque anni di vita di Ernit è a sua volta diventato due volte papà - il vero fine della nostra app è insegnare ai bambini il valore di virtù che durante il loro percorso di vita saranno molto più preziose dei soldi: tenacia, pazienza, concentrazione, fiducia e gratitudine».

Le evoluzioni future. I panel group di bambini ai quali è stata fatta provare l’app sono soddisfatti, ma vorrebbero una maggiore “giocabilità”. «Le nostre prossime tappe saranno quelle di migliorare la gaming experience di Ernit, anche con l’implementazione di sistemi di realtà aumentata integrati nella fotocamera dello smartphone», sottolinea Bjerring sorridendo: «Su Ernit i bambini si devono divertire e giocare. In fondo stiamo facendo tutto questo per loro, non per le banche».

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