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L’appeal dei “Nordici” anche dopo il Covid


Svezia, Danimarca e Finlandia attraggono capitali esteri più degli altri Stati europei dal 2019 . Allianz Real Estate, Kildare Partners, Black Rock Re e gruppi coreani tra i maggiori investitori. Cbre ha recentemente creato la piattaforma di investimento dedicata Pan-nordic capital markets

di Evelina Marchesini

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(AdobeStock)


Svezia, Danimarca e Finlandia attraggono capitali esteri più degli altri Stati europei dal 2019 . Allianz Real Estate, Kildare Partners, Black Rock Re e gruppi coreani tra i maggiori investitori. Cbre ha recentemente creato la piattaforma di investimento dedicata Pan-nordic capital markets


3' di lettura

I Paesi nordici piacciono agli investitori internazionali più di tutto il resto d'Europa e anche i primi accenni di ripresa post Covid sembrano confermare questo trend. Svezia, Finlandia e Danimarca aumentano dunque il proprio peso non solo a livello politico ma anche come potere di attrarre capitali verso il proprio real estate. Ecco le operazioni più importanti, i loro protagonisti e gli ultimi sviluppi.

Gli investimenti
In Finlandia diversi player si sono affacciati sul mercato immobiliare nel 2019: Kildare Partners ha investito 729 milioni di euro in uffici e Black Rock Real Asset ha fatto il proprio debutto nel Paese comprando due complessi a uso uffici a Helsinki. A livello di investimenti non vengono considerati i singoli Paesi, ma l'intera area nordica. «Vediamo che gli investment managers rafforzano i proprio portafogli nell'area, diversificando per settori – dichiara Linus Ericsson, chief executive and head of debt & financial advisory a JLL Sweden – e diversi nuovi player stanno entrando dal 2019». O protagonisti già presenti nell'area si sono buttati su nuovi settori. Per esempio, citano da Jll, Barings Real Estate, un investitore già stabilito nella regione nordica, ha mosso i primi passi nel residenziale svedese con un investimento di 128 milioni in sei edifici residenziali a Stoccolma. Anche il settore logistico viene considerato interessante e all'inizio dell’anno Allianz Real Estate e Cbre Global Investment Partners hanno comprato insieme un portafoglio di otto proprietà logistiche in Svezia e Danimarca.

A testimonianza della sempre maggior importanza dell’area è il fatto che Cbre abbia recentemente creato una piattaforma d’investimento nominata pan-Nordic Capital Markets supportata da un apposito team di ricerca, il Pan-Nordic team of research experts, con l’obiettivo di fornire una gamma completa di servizi «ai clienti che hanno intenzione di avvantaggiarsi del mercato immobiliare particolarmente attivo della regione». A rafforzare la piattaforma, la nomina alla fine di febbraio di Colin Waddel come Managing director di Cbre Finlandia e Norvegia.
L’ingresso dal 2019 di importanti nuovi investitori nell’area nordica rompe una tradizione di piccoli e medi deal di operatori locali. «Con la diminuzione di flussi di capitali di investitori istituzionali domestici e l’inasprimento della concorrenza e l’aumento dei prezzi, abbiamo visto l’arrivo di player internazionali per i quali, nonostante l’area non sia economica, è comunque più conveniente rispetto ad altri Paesi europei – commenta Ericsson – con rendimenti nel settore prime uffici in centro a Stoccolma ed Helsinki del 3,5 per cento». La stabilità politica ed economica fanno il resto e il 2019 si è concluso con 16,3 miliardi di dollari di transazioni (156 miliardi Sek) in Svezia e 8,5 miliardi in Finlandia, escludendo in entrambi i casi il settore residenziale. In genere si tratta di investitori core che si posizionano nell’area con un'ottica di lungo periodo, come Allianz Real Estate che, oltre a investire, apre un ufficio a Stoccolma, dopo aver investito 175 milioni nell’acquisto di Gangaren 11, un edificio a uso uffici. Ci si attendono poi altri investimenti internazionali. «Gli investitori coreani sono entrati in Finlandia e Danimarca negli ultimi due anni – continua Ericsson – ed è solo una questione di tempo perché investano anche in Svezia».

Il Covid lascia poche tracce sull’economia
E il dopo Covid? Sembra meno peggio del previsto, a livello europeo. «Alcuni dati sorprendentemente positivi, rilevati dalle indagini effettuate sulle imprese tedesche, evidenziano il passaggio da uno scenario molto negativo ad uno in crescita, mantenendo così vive le speranze di una solida ripresa – spiegano da Nuveen Real Estate –. Tuttavia, in mancanza di dati ulteriori, è ancora troppo presto per confermare questa prospettiva». Nelle ultime settimane, le riaperture nei primi Paesi – Austria, Germania, Paesi Bassi e Danimarca – sembrano essere andate relativamente bene, anche se i ristoranti e i negozi rimangono ancora in gran parte sottoutilizzati. «Quasi l’80% dell’attività di investimento nel real estate europeo si è concentrata in Germania, Paesi Bassi e Paesi scandinavi – evidenziano –. Tutti gli altri Paesi, compresi mercati con elevata liquidità, quali Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna, rappresentano il restante 20%. Questa situazione riflette l’inversione di tendenza del virus più veloce nei primi Paesi e le aspettative di una ripresa economica più rapida».

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