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L’appello degli infermieri: «Il Servizio sanitario deve avere un futuro»

Il Consiglio nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche con i 102 presidenti riuniti a Roma dalla Federazione nazionale hanno votato all’unanimità una mozione.


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2' di lettura

Un forte appello per ribadire il diritto al futuro della professione infermieristica e del Ssn che deve restare «accessibile , equo, sicuro, universale e solidale» arriva dal Consiglio nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche con i 102 presidenti riuniti a Roma dalla Federazione nazionale. Un appuntamento che si è concluso appunto con una mozione a difesa del Servizio pubblico e della professione di infermiere.

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Nella mozione votata all’unanimità gli infermieri ribadiscono la necessità di garantire «il diritto al futuro di un'assistenza accessibile, equa, sicura, universale e solidale senza accettare più prese di posizione, deroghe o tempi di attesa con l'unico effetto di rimanere ancorati a un immobilismo pericoloso per l'assistenza e i diritti dei cittadini». E proprio per questo i 450mila infermieri considereranno come banchi di prova del Governo il Nuovo Patto per la salute che dovrà essere chiuso entro fine anno, la prossima manovra attesa a giorni, oltre a tutti i provvedimenti legislativi e le intese tra Stato e Regioni in corso di esame in Parlamento e in Conferenza Stato Regioni. «Solo questo – affermano - darà la vera misura della volontà di tutelare il nostro Servizio Sanitario Pubblico e di sostenere i diritti dei pazienti. Solo questo darà la misura della capacità di Governo e di attenzione al tema dell'effettività dei diritti dei pazienti».

È una reazione decisa e determinata quella dei vertici delle professioni infermieristiche che rappresentano oltre 450mila iscritti, dei quali 270mila dipendenti del Ssn e oltre 115mila tra liberi professionisti e dipendenti di strutture assistenziali private che garantiscono ogni giorno l'assistenza ai bisogni di salute dei cittadini, soprattutto (ma non solo) ai più fragili (cronici, anziani, non autosufficienti, terminali ecc.). «L'obiettivo della professione infermieristica - si legge ancora nella mozione - non è altro che quello di rendere coerente l'esercizio professionale con le competenze acquisite costantemente nel corso degli anni, grazie ad uno specifico percorso di studi molto rigoroso e robusto, e in continua evoluzione. Non c'è alcun esproprio di professionalità o invasione di competenze altrui: nessun professionista vuole fare il lavoro di altri, nessun professionista che ha scelto una disciplina intende confonderla con quelle di altri», concludono i 102 presidenti degli Ordini e il Comitato centrale della Federazione

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