strategie di comportamento

L’approccio partecipativo aiuta ad adattarsi al cambiamento

di Francesca Contardi *


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(AFP)

2' di lettura

Essere «hands on», cioè avere un approccio partecipativo, concreto e positivo. È una delle richieste che, sempre più spesso, ci sentiamo fare dalle aziende alla ricerca di nuove risorse, Ma perché è diventato così importante avere un approccio partecipativo e concreto, indipendente dall’esperienza professionale acquisita? Io penso che molto dipenda dal mercato che, come tutti vediamo, è sempre più instabile. In un passato neanche troppo lontano, le strategie di crescita e sviluppo avevano degli orizzonti di medio lungo periodo.

Oggi, quando si parla di evoluzione e cambiamenti, spesso l’arco temporale di riferimento è molto breve. Saper anticipare i trend di mercato, sapersi adattare a nuove tecnologie o semplicemente saper correggere errori richiede frequentemente azioni immediate. E non tutti sono capaci di adattarsi in fretta e applicare in modo fluido quanto realizzato dall’alto. Questo accade spesso in Italia perché abbiamo un’elevata percentuale di aziende che sono filiali di società con casa madre all’estero e spesso le decisioni vengono calate dall’alto e non sempre sono immediatamente comprensibili da parte di chi le subisce.

Questo cambiamento di approccio si sta concretizzando anche nel processo di selezione, all’interno del quale - durante la ricerca di nuove risorse - si fa sempre più attenzione alla capacità dei futuri colleghi di adattarsi a situazioni in continuo cambiamento. Avere a bordo profili in grado non solo di interiorizzare il cambiamento in tempi rapidi, ma soprattutto in maniera semplice e non ostruttiva, viene considerato un valore aggiunto. Si ricercano persone capaci di costruire sul cambiamento in modo elastico, di adattarsi alle intemperie del mercato e in grado di proteggere il proprio team facendosi carico delle tensioni che inevitabilmente questi cambi repentini comportano.

Oggi una collega ha usato un termine obsoleto, embricare. Deriva dal latino e usato per indicare la tecnica di posare le tegole. A pensarci bene le tegole vengono posate le une sulle altre, le une leggermente sovrapposte alle altre, con l’obiettivo di proteggere la casa dalla pioggia, facendo scivolare l’acqua dall’una sull’altra, senza possibilità di risalire oltre i bordi che stanno a monte e facendo in modo che non entri nei solai. Ecco, forse potremmo tradurre l’approccio «hands on» con la capacità di embricare dei candidati all’interno dell’azienda.

* Managing Director di EasyHunters

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