il libro di Monica pelliccione

L’ Aquila riscopre i suoi personaggi illustri

Papi, sovrani, architetti artisti e manager legati alla città in venti ritratti

di Nicoletta Picchio

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La Fontana delle 99 cannelle a L’Aquila

Papi, sovrani, architetti artisti e manager legati alla città in venti ritratti


2' di lettura

Ci sono i santi e papi, re, regine, scultori, amanti delle arti in genere, ma anche architetti e manager. Nomi famosi di personaggi contemporanei, ma anche di un passato veramente antico, che risale addirittura a prima di Cristo.

Cosa li unisce? L’Aquila, cuore dell’Abruzzo. O perché ci sono nati oppure perché hanno passato lì un periodo della propria vita e l’hanno amata, lasciando un segno, in una connessione tra luoghi e persone.

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“Personaggi aquilani”. È esplicito il titolo scelto da Monica Pelliccione per il suo libro, in questi giorni nelle librerie (edizioni Arkhé, 89 pagine, 10 euro). Venti ritratti: «Non più di venti – spiega l’autrice – per una selezione naturale». Non vuol essere un approfondimento storico sulla città, «piuttosto uno strumento agile e immediato di conoscenza del passato per le nuove generazioni, un modo per capire meglio la città e i suoi simboli».

Palazzo Margherita è il nome della sede del comune: forse molti non sanno che è stata l’abitazione di Margherita d’Austria, a metà del 1500: per abbellire le stanze e i soffitti sono stati spesi all’epoca 17mila ducati. Oppure che è dell’artista-architetto Giuseppe Valadier la chiesa delle Anime Sante che si affaccia su Piazza Duomo, con la cupola tondeggiante, distrutta dal terremoto e ricostruita, immagini che hanno fatto il giro del mondo. C’è poi l’avvocato della musica, Nino Carloni, che ha creato i Solisti Aquilani e l’Istituzione Sinfonica Abruzzese (nel 1968 e 1970), portando nella città una nuova cultura musicale.

Se si pensa a Sallustio si pensa a Roma, ma è ad Amiternum che è nato nell’86 avanti Cristo. E nella carrellata di racconti c’è Federico II di Svevia, cui la storiografia attribuisce la nascita della città, nel 1254. E poi Sant’Agnese, papa Celestino V, protagonista del gran rifiuto.

Ma trova spazio anche Marisa Bellisario, la manager che guidò l’Italtel, stabilimento che a ll’Aquila è arrivato ad avere 5mila dipendenti, protagonista quindi dello sviluppo e della ricchezza del territorio. Per arrivare all’archistar Renzo Piano, che ha realizzato per la città un auditorium in listelli di legno con cambiamenti cromatici che ricordano le stagioni, e all’artista Beverly Pepper, con il suo anfiteatro bianco e rosa che guarda verso la collina.

Per Pelliccione, storica firma del quotidiano Il Centro (ha collaborato anche con Repubblica, è stata corrispondente dell'agenzia Agi) non è la prima esperienza come scrittrice: è stata terza classificata al premio internazionale di letteratura Luca Romano, ha avuto il premio Donna per il giornalismo e la letteratura, ha ottenuto la menzione d’onore per la saggistica al Premio internazionale Kalos. I suoi libri si sono concentrati sull’Aquila, sia sull’aspetto economico, sia sulla storia del territorio e delle protagoniste femminili.

Per questo testo ha scelto una formula snella, circa tre pagine per ogni personaggio, quasi una scheda di pronta lettura. Ci sono anche le foto ad arricchirlo, in bianco e nero firmate da Daniela Dattrino. La prefazione è curata dal giornalista e vaticanista Mario Narducci e la postfazione da Stefano Di Salvatore, presidente dell’Associazione dei Quarti aquilani, i quartieri in cui è divisa L’Aquila, che risalgono addirittura alla seconda metà del 1200.

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