tradizione

L’arazzo e l’antica arte dei telai, omaggio alle donne tessitrici della Sardegna

di Davide Madeddu


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2' di lettura

Arte, letteratura e design. E i fili di un telaio che legano, intrecciano e uniscono storie, mondi. Tra tradizione e innovazione seguendo le trame tracciate dall’arte e dalla letteratura in un cammino che mescola e “contamina” passato e futuro e dove l’uno diventa ispirazione per l’altro. E dove le fantasie di un arazzo diventano spunto per uno scialle o viceversa. Attraverso i fili che scorrono in 23 telai, seguendo tradizioni e modi differenti, nascerà “Maria Lai – Andando via. Omaggio a Grazia Deledda” un progetto artistico diretto da Giuditta Sireus (con Chiara Manca, curatrice d’arte e responsabile scientifica del progetto, e Paulina Herrera Letelier, designer che ha riprodotto i disegni originali di Maria Lai) che vuole celebrare le due donne sarde. L’artista, capace di contaminare e diventare ispiratrice di stilisti, proprio con le sue opere e i suoi fili che cuciono e legano e la scrittrice, prima donna premio nobel.

Al centro del lavoro che sarà una riproposizione di “Andando via”, l’ultima grande opera pubblica dedicata da Maria Lai a Grazia Deledda, ci sarà un arazzo. Non un semplice “tappeto”, ma un’opera corale che raccoglierà le tradizioni delle 23 comunità che partecipano all’evento artistico ognuna con le le proprie peculiarità di stili, tecniche e materiali. In ciascuno dei comuni coinvolti ci saranno le tessitrici che prepareranno 22 arazzi (che coincidono con le 22 facciate degli 11 piloni dell’ultima opera pubblica di Maria Lai) che andranno a “incastrarsi” in un mosaico più grande facendo nascere la prima opera monumentale tessuta nella storia dalle tessitrici di Sardegna.

Eppoi i fili, capaci di cucire, legare e unire, tanto cari a Maria Lai e capaci, ancora una volta di superare le differenze.

In questo viaggio artistico in cui la tradizione della tessitura si mescola all’innovazione e al design nasce il nuovo lavoro. Primo appuntamento il 9 marzo a Nuoro con la presentazione ufficiale del progetto che trae ispirazione dal monumento che Maria Lai dedicò alla scrittrice nuorese.

«La riproposizione di una grande opera – chiarisce la direttrice artistica Giuditta Sireus – non è solo un tributo alle due grandi donne, ma anche uno strumento che offre una nuova visione e opportunità all’universo delle tessitrici”.

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