Report di Ge Healthcare sulla sostenibilità del Ssn

L’arma dell’intelligenza artificiale per ridurre sprechi e liste d’attesa

di Barbara Gobbi


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(Agf)

3' di lettura

Una “torre di controllo” capace di monitorare in tempo reale tutti i posti letto di un ospedale. E di aiutare il personale, grazie all'impiego di intelligenza artificiale e di algoritmi avanzati, a prendere decisioni di cura rapide e appropriate e a prevedere e risolvere criticità. Obiettivo: fornire un'assistenza “digitale” sulle 24 ore, giorni festivi inclusi, riducendo al minimo sprechi organizzativi e tempi delle prestazioni. Che sono la bestia nera di ogni paziente: solo in Italia oltre la metà dei pazienti è costretto dalle liste d'attesa a rinviare o rinunciare a visite ed esami.

La “torre di controllo” o “Command center” è già operativa in Nord America – dove all'ospedale John Hopkins di Baltimora (1.100 posti letto) ha velocizzato del 60% i trasferimenti dei pazienti e abbattuto del 25% i tempi d'attesa in Pronto soccorso – ed è al debutto in Europa. Qui il Bradford Teaching Hospitals NHS Foundation Trust sta collaborando con GE Healthcare – divisione medicale di General Electric – per realizzare al Bradford Royal Infirmary, in Inghilterra, un Centro di comando mirato a ridurre i tempi d'attesa, a trattare più pazienti ed allentare la pressione sullo staff.

«Ciascuno dei nostri otto Centri di comando è stato progettato in modo personalizzato per rispondere alle specifiche esigenze degli operatori sanitari», avvisa Catherine Estrampes, presidente e Ceo di GE Healthcare Europe. Un vestito su misura, che nasce dalla sinergia tra pubblico e privato e mira all’appropriatezza con un approccio hi-tech. «Sostenibilità – continua Estrampes - è anche investire sugli ospedali per renderli più digitali, così da ridurre nettamente gli sprechi. L'1% di aumento dell'efficienza si traduce in un miliardo di euro all'anno di risparmi. L'intelligenza artificiale è già integrata nella tecnologia: perché abbia successo è ora necessario migliorare la gestione dei dati, che devono essere di alta qualità per sfruttare al massimo le opportunità che abbiamo davanti».

Opportunità di cura ma anche potenzialità di business: il doppio fronte su cui si focalizza il Dipartimento Health Economics di GE Healthcare, che proprio oggi presenta il Memorandum per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Il mercato dell’intelligenza artificiale nel settore della salute – si legge nel report - raggiungerà i 6,6 miliardi di dollari nel 2021 e il 39% dei dirigenti di servizi sanitari dichiara di star realizzando forti investimenti. Ma affinché le innovazioni possano decollare e dare un supporto decisivo alla sostenibilità è necessaria una serie di condizioni. Tanto più in un'Italia afflitta da definanziamento pubblico – la spesa pro capite a 3.391 dollari ci vede al di sotto della media Ocse e primi tra i Paese poveri - e da una tempesta perfetta socio-demografica in cui l'invecchiamento galoppa (+1,3 milioni di over 65 tra 2010 e 2017) e stagna la natalità (1,34 figli per donna, sotto la soglia di sostituzione). Due le condizioni per uscire dall'impasse, ricordate nel memorandum: risorse certe per la sanità - che mettano uno stop alla logica delle “revisioni al ribasso” – e la progettazione di un servizio socio-sanitario nazionale che coniughi bisogni sociali e sanitari. Non solo: i Livelli essenziali di assistenza – avvisano ancora gli esperti - vanno ridisegnati sulla base di evidenze scientifiche, principi costo-efficacia e con nuovi tariffari. E ancora, imprescindibile è il rilancio di politiche per il personale basate su una corretta programmazione dei fabbisogni. Infine, servono progetti di informazione scientifica per tutti gli utenti del servizio sanitario nazionale.

«La transizione che stiamo vivendo impone un ripensamento dell’approccio alla salute e di conseguenza all’organizzazione dell’assistenza – afferma Antonio Spera, Ad GE Healthcare Italia -. Il digitale applicato alla Sanità consente di semplificare e migliorare i servizi e di abilitare nuovi modelli di business su un orizzonte di medio-lungo periodo: la disponibilità di dati “buoni” e di informazioni permetterà di creare una completa digitalizzazione del nostro stato di salute, aprendo le porte a modelli di business altamente innovativi».

Ma ogni business richiede investimenti e gli investimenti necessitano della «certezza delle regole del mercato domestico e di incentivi», avvisa ancora GE Healthcare nel Memorandum. Come dire che il pieno dispiegarsi dell'innovazione digitale sarà possibile solo in un contesto politico-economico chiaro. E con regole snelle anche negli accordi con gli acquirenti di prodotti e servizi. La ricetta? Potenziare gli strumenti di procurement, utilizzare le nuove modalità di acquisizione di beni e servizi (PPP, concessioni, fee for use), utilizzare in modo razionale e dedicato la centralizzazione degli acquisti, puntare sulla formazione dei buyer.

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