ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMolino Moras

L’arte antica della farina ora sposa l’innovazione

di Barbara Ganz

Nuovo e antico. Il Molino ha una storia ultracentenaria

2' di lettura

Una impresa familiare nata a Trivignano Udinese, che da oltre 100 anni lavora la farina e - in un settore tradizionale - scommette sull’innovazione. Molino Moras ha una storia che inizia nel 1905, quando Geremia Moras sceglie di prendere in gestione lo storico molino comunale; sul finire degli anni '20 decide insieme alla famiglia di acquistarlo e di coinvolgere nell’attività tutti i membri della famiglia. Di generazione in generazione si arriva a oggi, ma se un tempo il lavoro del mugnaio si tramandava prevalentemente di padre in figlio, nel caso di Molino Moras oggi in prima fila sono le donne della famiglia. Dal 2010 Nicoletta Moras è la prima donna a ricoprire un ruolo direzionale, poi affiancata dalle figlie Anna e Sara nella gestione. Proprio Anna Pantanali, responsabile Marketing e R&S Molino Moras, racconta la scelta benefit del Molino, maturata negli anni del Covid: «Quando tutto si è fermato noi abbiamo iniziato a ricevere richieste di acquisto da tutta Italia: l’ecommerce era appena abbozzato, ma ci siamo rimboccati le maniche. Diventare Società Benefit è stata la naturale evoluzione del nostro percorso di Responsabilità sociale d’impresa avviata fin dal 2010, quando la parola sostenibilità non era ancora entrata nel linguaggio comune. Il fine è di contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, territorio, ambiente e di tutti gli altri portatori di interesse». Il tutto in un contesto inedito e difficile: l’aggressione all’Ucraina ha portato l’attenzione sul fatto che in termini di cibo l’Italia è un Paese deficitario: produce appena il 36% del grano tenero che le serve, il 53% del mais, il 56% del grano duro per la pasta, il 73% dell’orzo. Ma i prezzi delle commodity agricole, già in rialzo a causa della pandemia, dopo la guerra e la siccità sono saliti con effetti a catena prima sui piccoli-medi molini, poi sulle industrie e infine sui consumatori stessi. Per questo il Molino è in prima linea nel ricordare che sono necessari interventi tempestivi per scongiurare una pericolosa situazione di crisi del settore molitorio, già in difficoltà a causa degli aumenti di energia, materie prime, trasporti, carta e imballaggi. «La farina è sempre stata considerata un prodotto scontato, perennemente disponibile e si è sempre pensato che ai molini spettasse “solo” il semplice compito di produrla. Niente di più sbagliato. Le marginalità su un bene così importante come la farina sono davvero basse e in un momento così critico come quello che sta affrontando il nostro Paese, per i piccoli molini la produzione degli sfarinati rischia di diventare non sostenibile, anche se è quello per cui sono nati», spiega Anna Pantanali, responsabile marketing e R&S di Molino Moras, che punta comunque sui nuovi prodotti. Qui è nata, con il supporto tecnico e scientifico dell'Istituto Superiore di Sanità, AmorBimbi, la farina di grano tenero certificata dall’ente imparziale DNV GL per una riduzione dell’80% di micotossine rispetto al limite massimo fissato per legge dall’Unione Europea. AmorBimbi è certificata zero pesticidi e zero glifosato ed è prodotta da grano italiano proveniente da un progetto di filiera corta regionale.

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