Calendario

L’arte che verrà

Tra biennali e grandi mostre il 2022 si prospetta come un grande anno per l'arte, Coronavirus permettendo

di Silvia Anna Barrilà

Marlene Dumas, Losing (Her Meaning), 1988, olio su tela, 50 x 70 cm, Pinault Collection. Paris, France, Copyright e courtesy di Marlene Dumas, fotografia di Peter Cox, Eindhoven

6' di lettura

Tra le prime notizie del mondo dell'arte nel 2022 è arrivata quella del rinvio, a due settimane dall'inaugurazione, della storica manifestazione fieristica bolognese Arte Fiera a data da destinarsi. Anche artgenève, prevista a fine gennaio, si svolgerà a Ginevra dal 3 al 6 marzo. Dopo che ci eravamo quasi riabituati ai ritmi frenetici del calendario dell'arte in autunno, l'emergenza sanitaria ha nuovamente tirato il freno a mano nel freddo inverno del Covid. Bisognerà aspettare la primavera per tornare a incontrarsi in fiera.

Biennali e Triennali

Si spera che non siano le prime di tante cancellazioni, perché l'anno che è appena iniziato ha in serbo moltissimi grandi eventi per il pubblico dell'arte. A partire da quelle che sono considerate le più importanti manifestazioni dell'arte attuale: la Biennale d'Arte di Venezia, saltata nel 2021 e ora prevista dal 23 aprile al 27 novembre con la curatela di Cecilia Alemani, e Documenta a Kassel, appuntamento quinquennale in programma dal 18 giugno al 25 settembre, per la prima volta affidato ad un collettivo proveniente dall'Indonesia, i Ruangrupa , che hanno invitato diversi collettivi e artisti dal Sud globale per affrontare i temi scottanti del nostro tempo. Un’altra ventina tra Biennali e Triennali sono previste per quest'anno (sembra impossibile, eppure è così), tra cui quella di Sydney (12 marzo-13 giugno), Berlino (11 giugno-18 settembre), Riga (15 luglio-2 ottobre), Manifesta a Prishtina, dal 22 luglio al 30 ottobre, Lione (14 settembre-31 dicembre) e Istanbul (17 settembre-20 novembre).

Loading...

Olafur Eliasson a Palazzo Strozzi nell'autunno 2022

Il 2022 è anche l'anno dei tanto discussi mondiali di calcio in Qatar, grande evento sportivo indirettamente collegato con il mondo dell'arte, poiché sarà allestita per l'occasione un festival di sculture all'aperto con 40 opere di artisti, tra cui Bruce Nauman, Isa Genzken, Subodh Gupta e Katharina Fritsch. Il programma è supervisionato dalla sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, sorella dell'Emiro e responsabile di acquisti di capolavori dai valori milionari come “I giocatori di carte” di Cezanne da 250 milioni di dollari e “When will you marry me” di Gauguin da 300 milioni di dollari.

Georgia O'Keeffe, «Oriental Poppies», 1927, olio su tela, Collection of the Frederick R. Weisman Art Museum at the University of Minnesota, Minneapolis, museum purchase 1937 © 2021, ProLitteris, Zurich

Anniversari e grandi mostre

Il 2022 è anche l'anno di grandi anniversari, come quello dei 150 anni di Mondrian. Per celebrarlo diversi musei gli dedicheranno delle retrospettive: la Fondation Beyeler (dal 5 giugno al 9 ottobre) e K20 di Düsseldorf (dal 29 ottobre al 10 febbraio 2023) partiranno dalla sua prima produzione ispirata al paesaggio olandese, mentre al Mudec di Milano una mostra fino al 27 marzo illustra il suo passaggio dalla figurazione all'astrazione attraverso opere del Kunstmuseum den Haag, detentore della più importante collezione di Mondrian al mondo. Proprio quest'ultimo museo inaugurerà una mostra (dal 2 aprile al 25 settembre) all'influenza dell'artista olandese sugli artisti del suo tempo e contemporanei. In vista dell'anniversario, lo scorso maggio una tipica composizione dell'artista, rara sul mercato, “Composition: No. II, with Yellow, Red and Blue” del 1929, è stato venduto all'asta da Christie's per 26 milioni di dollari. L'ultima volta che un dipinto del genere era stato offerto all'asta, sempre da Christie's nel 2015, aveva segnato il record per Mondrian pari a 50,6 milioni di dollari.

Elmgreen & Dragset, «Pregnant White Maid and Unitree A1 robot dog», 2017, Collection of Bancrédito, Puerto Rico, Courtesy: Perrotin, Fotografia di Elmar Vestner

Il 2022 segna anche i 60 anni dalla prima sfilata di Yves Saint Laurent, un evento che sarà celebrato da sei musei parigini, ognuno con i capolavori che hanno ispirato lo stilista (dal 29 gennaio al 15 maggio). Ma, anche in assenza di ricorrenze particolari, il 2022 sarà l'anno di alcuni grandi artisti, come Cézanne, di cui l'Art Institute of Chicago e la Tate di Londra stanno preparando la più grande mostra da una generazione a questa parte, rispettivamente con 90 e 70 dipinti (dal 15 maggio al 5 settembre a Chicago e dal 6 ottobre al 12 marzo a Londra). Un altro maestro al quale per più di 40 anni non è stata dedicata una grande mostra è Donatello, che quest'anno sarà a Palazzo Strozzi e al Museo del Bargello dal 19 marzo al 31 luglio e poi alla Gemäldegalerie di Berlino dal 2 settembre all'8 gennaio 2023.

La rivalutazione delle artiste

Nel 2022 proseguirà anche il lavoro di riposizionamento delle donne nella storia dell'arte. Dal 23 gennaio al 22 maggio, la Fondation Beyeler dedicherà una grande retrospettiva all'artista americana Georgia O'Keeffe, che nel 2014 ha segnato il record di prezzo per una artista con l'opera “Jimson Weed/White Flower No 1”, venduta da Sotheby’s per 44,4 milioni di dollari. Il New Museum di New York, invece, allestirà la prima retrospettiva nella città americana dell'artista afroamericana Faith Ringgold (17 febbraio-5 giugno) per fare il punto sui suoi 60 anni di carriera e la sua influenza sugli artisti di oggi. Ai musei statali di Berlino ci saranno Barbara Kruger, Candida Höfer, Monica Bonvicini, Sandra Mujinga. Marlene Dumas a Palazzo Grassi a Venezia (27 marzo-8 gennaio 2023). La TBA21-Academy di Venezia mostrerà due donne che si confrontano con la storia del colonialismo: la sudafricana Dineo Seshee Bopape (la stessa artista sarà in mostra a marzo alla Secession di Vienna e all'Hangar Bicocca di Milano dal 6 ottobre al 29 gennaio 2023) e la portoghese Diana Policarpo.

Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian, «Alluvium», Courtesy gli artisti

Al Maxxi di Roma si punta l'attenzione anche sulle donne dell'architettura (“Good News”, in corso fino all'11 settembre 2022). Alla Berlinische Galerie quasi tutto il programma dell'anno sarà dedicato all'arte al femminile, con Nina Canell, che sarà anche alle OGR di Torino dal 24 febbraio al 27 marzo 2022, poi la giovane Emilija Škarnulytė, classe 1987 e Sibylle Bergemann, fotografa della Germania dell'Est e cofondatrice della famosa agenzia Ostkreuz. Sempre a Berlino, il Gropius Bau ospiterà le mostre dell'indiana Dayanita Singh e di Louise Bourgeois. “Il nostro programma per l'anno prossimo riflette l'obiettivo di essere uno spazio condiviso per persone di diversa provenienza, interessi, abilità ed età” ha dichiarato la direttrice Stephanie Rosenthal, “un territorio per riflettere sul concetto di parentela, appartenenza e altri argomenti socialmente importanti, come la cura e la guarigione”.

I musei italiani

Anche per Carolyn Christov-Bagarkiev, direttrice del Castello di Rivoli, “nel XXI secolo il Museo d'Arte Contemporanea si sta reimmaginando, non più solo contenitore di grandi mostre temporanee, ma luogo radicato nella sua comunità locale e generatore di arte nel territorio di appartenenza”. Allo stesso tempo, lo “slow museum”, come lo definisce, deve essere capace di proiettarsi nel mondo; caratterizzato da una moltitudine di diversi eventi, ciascuno dedicato a una micro-comunità di interesse, la sfida è fare interagire queste comunità per generare una crescita collettiva. Il 2022 vedrà l'inaugurazione della mostra “Espressioni. L'epilogo” in primavera, dedicata alle varie declinazioni dell'Espressionismo, nonché la mostra personale di Olafur Eliasson in autunno, che contemporaneamente sarà anche a Palazzo Strozzi dopo Donatello (22 settembre 2022-29 gennaio 2023).

Alla Gamec di Bergamo, invece, i temi dei prossimi due anni di programmazione saranno quelli della smaterializzazione dei processi, della conservazione delle memorie e della svolta ecologica, con artisti quali Christian Frosi, la croata Dora Budor e Anri Sala. L'Hangar Bicocca mostrerà l'artista attualmente alla Turbine Hall della Tate, Anicka Yi (17 febbraio-24 luglio) e altre due superstar del contemporaneo, Steve McQueen (31 marzo-31 luglio) e Bruce Nauman (15 settembre–26 febbraio 2023), oltre alla già nominata Dineo Seshee Bopape. Nomi noti anche per la Fondazione Prada, che riporterà a Milano il famoso duo Elmgreen & Dragset. Il programma del 2022 del Macro riparte a febbraio con quattro mostre che rinnovano la parte del museo dedicata ai diversi linguaggi connessi all'arte contemporanea: editoria, con una mostra dedicata al libro su Roma «Remoria» di Valerio Mattioli; design, con un'esposizione della graphic designer lituana Goda Budvytytė che illustra il processo di creazione di un libro a partire dalla carta; musica, con una mostra sull'etichetta discografica Presto!?, fondata da Lorenzo Senni e il linguaggio stesso della mostra, con una mostra di Nicolás Guagnini che riflette sui modi di presentare il suo lavoro e ripercorre 15 anni di ricerca, allestendola come se fosse una commedia dell'arte. Diverse saranno anche le mostre a Venezia in occasione della Biennale, tra cui la prima della Fondazione In Between Art Film con le nuove opere video commissionate dalla fondazione al Complesso dell'Ospedaletto e, nello stesso luogo, la mostra degli iraniani Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh ed Hesam Rahmanian organizzata dalle OGR di Torino. Un programma certamente ricco quello del 2022, speriamo solo che il Coronavirus ne permetta lo svolgimento.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti