indagine

L’arte contemporanea è un tesoro privato accessibile al pubblico

Intesa Sanpaolo e Comitato Fondazioni Arte Contemporanea con Civita hanno promesso una ricerca che mappa il collezionismo privato in Italia

di Marilena Pirrelli


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Lombardia. Gallerie d'Italia, Milano

5' di lettura

Si sono messi in tre, Associazione Civita , Intesa Sanpaolo e il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea , che raccoglie 14 fondazioni private di arte contemporanea, per fare questo grande passo: mappare e monitorare le organizzazioni di arte contemporanea che raccolgono la storia e le esperienze del collezionismo privato italiano a partire dagli anni ’90 del secolo scorso. Il campione oggetto della survey è composto da 63 organizzazioni italiane su 73 contattate dallo scorso marzo, in prevalenza Fondazioni (39, pari al 62% del totale) e Associazioni (19, pari al 30%); residuale la quota di società di capitali che, con 5 realtà fra Srl e Spa, pesa l'8%. Sono seguite 26 interviste dirette ai titolari o alla direzione. La ricerca verrà presentata a Roma il 23 gennaio con il tema «Organizzazioni private dell'arte contemporanea in Italia» presso l’Associazione Civita – Sala Gianfranco Imperatori, Piazza Venezia, 11. ArtEconomy24 è in grado di dare qualche anticipazione sullo studio che da un lato, indaga e pone a confronto gli ambiti strategico-gestionali legati all'offerta artistica e culturale (forma giuridica; organizzazione interna; risorse disponibili; attività pianificate e/o svolte; canali di comunicazione; relazioni di altri enti di settore in Italia e all'estero; ecc.) e, dall'altro, che mette in evidenza best practices e criticità sulle politiche di promozione dei giovani artisti, pratiche di audience engagement e impatti prodotti da queste realtà sui territori e le comunità di riferimento.

L’Italia contemporanea
La mappa fotografa le aree geografiche permeate da queste presenze contemporanee, con una netta prevalenza di realtà localizzate nelle regioni del Nord-ovest, dove si concentra il 44% delle Fondazioni e il 37% delle Associazioni, prima fra tutte la Lombardia seguita dal Piemonte.
In termini di età delle organizzazioni, il 70% del campione è stato costituito dopo l'anno 2000, con picchi di frequenza a partire dal 2008 fino al 2014, complice, fra l'altro, una sollecitazione culturale globale che ha interessato anche l'Italia. Dalla loro fondazione ad oggi si evidenzia, in molte, uno spiccato dinamismo. Non tutte le realtà sono sempre state focalizzate fin dalle origini sull'arte contemporanea; nel caso delle Fondazioni “di famiglia”, ad esempio, talora i passaggi generazionali hanno determinato uno spostamento di attenzione dall'arte antica al contemporaneo come per le Fondazioni Memmo a Roma e Morra Greco a Napoli. In altri casi, specie nelle realtà con almeno un trentennio di vita dotate di assetti giuridici “flessibili”, emergono trasformazioni nella mission e negli ambiti di azione, in risposta ai cambiamenti del contesto socio-culturale di riferimento.
Le realtà analizzate sorgono per il 90% in ambito urbano e, riguardo alla natura degli spazi, il 37% ha sede in strutture di origine industriale o commerciale, mentre il 35% all'interno di edifici storici. Le caratteristiche legate alla localizzazione rappresentano un elemento-chiave nel determinare la natura della programmazione di tali realtà (ad esempio, l'offerta di visite guidate/audioguide è senz'altro in rilevanza nel caso degli edifici antichi, mentre gli edifici ex industriali o commerciali dispongono in misura maggiore di servizi per l'accesso ai disabili) oltre che nel loro ruolo indirettamente svolto in termini di rifunzionalizzazione di un patrimonio dismesso o di rigenerazione urbana o extraurbana, sino al punto di creare un forte legame identificativo fra l'ente e l'ambito territoriale di riferimento. Per esempio per la Fondazione Morra Greco nata nel 2003 per volontà di Maurizio Morra Greco, dentista e grande collezionista napoletano, nel 2008 e ha comprato Palazzo Caracciolo di Avellino, un edificio di fondazione cinquecentesca nel cuore del centro antico di Napoli. Non avendo figli ha pensato di mettere a disposizione la sua collezione alla fruizione pubblica siglando un accordo con la Regione Campania, primo e unico esempio in Italia di fondazione di diritto misto, pubblico-privato, aprendo il cda alla Regione Campania. Ha devoluto poi la proprietà del palazzo alla Regione, ora in comodato d'uso alla Fondazione. Nel 2015 è stata avviata la ristrutturazione, il restauro e la rimessa in funzione di Palazzo Caracciolo, grazie al contributo ottenuto attraverso la Regione Campania sul POIn “Attrattori Culturali, Naturali e Turismo” (FESR) 2007-2013, e finalmente nel 2019 ha riaperto la collezione ha riaperto le porte al pubblico.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: il centro d'arte a Torino. Foto Maurizio Elia

Collezioni
Fra le 63 realtà censite, 38 (61%) - di cui 27 Fondazioni - posseggono una collezione d'arte contemporanea e, in diversi altri casi, è il soggetto fondatore a detenere una propria collezione (“di famiglia” o d'impresa) svincolata dall'organizzazione. Talora, quest'ultima, nasce dalla missione di tutelare e valorizzare il patrimonio di uno specifico artista (come per esempio la Fondazione Arnaldo Pomodoro e la Fondazione Baruchello , Fondazione Pistoletto, Fondazione Mario Merz ) o rappresenta l'evoluzione “sociale” di un'esperienza di collezionismo corporate o, ancora, frutto della volontà di un'impresa ( Fondazione Nicola Trussardi )– con un chiaro richiamo al brand aziendale – di posizionarsi in modo strategico nel mondo contemporaneo con creazione di valore condiviso a beneficio dell'azienda stessa ma anche della comunità.

Iniziative eterogeneo
Sul fronte espositivo, se 4 su 10 realtà sono assimilabili a musei poiché dotate di una collezione permanente fruibile dal pubblico, oltre 9 su 10 sviluppano una programmazione legata a mostre temporanee. Le residenze d'artista sono istituite da 37 organizzazioni (59%), mentre la tendenza a fare rete, sviluppando progetti artistici in partnership con Istituzioni pubbliche o altre organizzazioni private, è espressa da quasi 8 realtà su 10.
Seguono una spiccata attenzione alle attività educative e formative (8 casi su 10), progetti di taglio scientifico (6 su 10), produzioni editoriali in house ed eventi non espositivi destinati ad un pubblico specialistico (presentazioni di libri, seminari, convegni etc.,).

Promozione
Un asset fondamentale per la grande maggioranza delle Associazioni (94%) e Fondazioni (85%) sono le iniziative a sostegno e promozione dei giovani artisti attraverso l'organizzazione di mostre e attività espositive, l'istituzione di residenze, la pubblicazione di bandi e open call come Fondazione Ermanno Casoli , in particolare per le Associazioni. Le Fondazioni prediligono l'istituzione, a scala nazionale o internazionale, di borse di studio e ricerca; di interesse comune il sostegno all'accesso dei giovani artisti in network nazionali e stranieri (Istituti di Cultura, Accademie, etc.,).
Riguardo all'accessibilità alla propria audience, oltre 7 su 10 offrono un'apertura continuativa nel corso dell'anno con orari prestabiliti. La varietà di servizi di accoglienza e accessibilità offerti è un fattore significativo per l'audience development delle organizzazioni. In termini di servizi al visitatore, emerge una particolare attenzione ad attività di accoglienza e/o progetti educativi rivolti ai pubblici più giovani.
A distinguere tali organizzazioni rispetto alle istituzioni culturali pubbliche è la grande attenzione è posta alla comunicazione digitale; le realtà private del contemporaneo affidano siti web e social media a professionalità specializzate, a cui si affianca la figura più tradizionale dell'addetto all'ufficio stampa, e l'utilizzo di newsletter (8 su 10) al fine di mantenere aggiornata e fidelizzata la propria audience.

La governance
Le forme organizzative e modalità operative delle realtà analizzate, per quanto varie e disomogenee, registrano un dato incontrovertibile: quelle implementate non sono pratiche occasionali bensì interventi di profilo strategico coerenti con visioni di ampio respiro, resi possibili non tanto grazie al sostegno pubblico, quanto contando sulle proprie forze. In termini di sostenibilità economico-finanziaria, infatti, l'autofinanziamento, attraverso risorse dei fondatori (9 su 10) o degli associati (8 su 10), è la modalità prevalente sia per le Associazioni che le Fondazioni, seguito dalla raccolta di donazioni o erogazioni liberali. La biglietteria incide solo per il 10-15% sulle risorse proprie. Significativo, in particolare per le Associazioni, il contributo delle Fondazioni di origine bancaria.

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