avvocati e arte

L’arte contemporanea seduce il diritto

di Marianna Agliottone


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Mongezi Ncaphayi - Now Here (Nowhere) - 2017 - Indian Ink and Mixed Media on Paper - 100 x 100 cm - Unique

3' di lettura

Nella sua quasi trentennale attività di consulenza, anche internazionale, Jenny.Avvocati di Milano ha acquisito una particolare esperienza nell'assistenza per la contrattualistica in favore di imprese operanti nei settori della moda e del design. E da 15 anni lo studio presta assistenza a tutti gli operatori del mercato dell'arte, acquirenti di opere, intermediari, artisti, nella pianificazione e gestione delle proprie attività. ArtEconomy24 ha intervistato Christoph Jenny, avvocato alto-atesino classe 1959, collezionista dal 1990 e managing partner di Jenny.Avvocati, che racconta com’è nata e si è sviluppata la sua collezione e la decisione di formalizzare l'innesco tra l'arte contemporanea e il lavoro quotidiano svolto dal suo studio legale lanciando un nuovo dipartimento di diritto dell'arte, del design e della moda guidato dall'avvocato Stefano Casartelli.

Lei è managing partner dello Studio, oltre che collezionista d'arte, quali e quante opere ci sono attualmente nella sua collezione?
Colleziono dal 1990. Come collezionista, ho vissuto varie fasi: per i primi 10 anni mi sono focalizzato più sull' arte figurativa internazionale e italiana osservando “La scuola di Palermo” di Bazan, De Grandi, Di Marco e Di Piazza. Poi iniziando a lavorare con Massimo De Carlo come avvocato, come collezionista ho iniziato a seguire anche l'arte che la sua galleria proponeva, nomi che andavano oltre il figurativo tipo Maurizio Cattelan, Cuoghi, Paola Pivi, Elmgreen & Dragset, questo per altri 10 anni. Poi, dal 2011, ho scoperto l'arte africana e mi sono concentrato su quella e poiché mancava per l'arte africana una galleria di riferimento in Italia ho voluto dare visibilità a questi artisti che collezionavo come i sud africani emergenti Tony Gum, Asha Zero e Mongezi Ncaphayi, e ho deciso nel 2015 di dare vita, come co-fondatore, alla C- Gallery a Milano, nata (con il nome originario di Ebano Gallery).

Come collezionista, amo in particolar modo quegli artisti che producono opere con forti richiami al loro territorio di origine e alla loro cultura. Attualmente in tutto avrò circa 400 opere divise tra magazzini, case e studio. Inoltre sono stato socio della Fluxia Gallery e come collezionista l'anno scorso ho co-prodotto opere monumentali come quella di Stefano Cagol a Caserta in aiuto alla Canepa e Neri , galleria con cui Cagol sta collaborando (una videoproiezione di grandi proporzioni sulla facciata della Reggia di Caserta dal costo di produzione di 16mila euro. N.d.A.) .

Nello studio legale com’è nata l'idea di istituire un dipartimento di diritto dell'arte, del design e della moda?
In realtà è da 15 anni che ci occupiamo di arte come studio legale. Ma solo adesso abbiamo formalizzato questa attività in dipartimento. Ci occupiamo di contrattualistica in favore di imprese operanti nei settori della moda e del design, e la mia conoscenza del mercato dell'arte consente allo Studio di prestare assistenza a tutti gli operatori del settore, in particolare galleristi ed artisti. C'è molto lavoro di cui occuparsi in termini di assistenza legale nelle varie transizioni del mercato dell'arte.

Qual è uno dei casi più problematici che ha affrontato?
Un contenzioso tra artista, venditore e la casa d'asta Phillips de Pury, nel 2004. Un famosissimo artista, di cui non posso fare nome, disconobbe un opera messa in asta dal fabbro che gliela aveva realizzata materialmente. Si trattava di una scultura in edizione di tre di cui due erano state regolarmente vendute con certificato di autenticità, ma siccome l'artista in questione non aveva terminato il pagamento di tutto il lavoro di realizzazione materiale, il fabbro a cui si era affidato aveva pensato di risolvere mettendo in vendita la terza scultura dell'edizione. Però senza certificato di autenticità. L'opera fu ritirata dalla casa d'asta e la questione non ha avuto seguito, almeno per quanto concerne la casa d'asta.

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