creatività e territori

L’arte contemporanea valorizza l’Abruzzo

di Silvia Anna Barrilà e Nicola Zanella


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4' di lettura

La vera notizia è che lo scorso giugno anche a Pereto ha aperto il primo bed&breakfast. Pereto è un comune di 662 abitanti in provincia dell'Aquila ma che dista solo 45 minuti di macchina dal centro di Roma.
Caratteristiche peculiari? Nessuna. Tranne una vista mozzafiato sulla piana del cavaliere e un'intatta bellezza rurale.
Ma proprio Pereto, per il terzo anno, è il palcoscenico di Straperetana , mostra diffusa che ha inaugurato lo scorso 6 luglio ed è visitabile su appuntamento fino al 25 agosto. L'edizione di quest'anno ha come titolo “La luna è vicino” ed è curata da Saverio Verini: 18 artisti sono stati invitati ad esporre le proprie opere tra le vie del paese, dentro Palazzo Maccafani, dentro Palazzo Iannucci, ossia la ex caserma, dentro edifici semi-abbandonati. La luna funge da tema conduttore declinato in modo libero e rilassato dagli artisti.
Venendo dalla terra la prima opera che si incontra è il pollaio di Giuseppe Gallo («Pollaio n5», 2017-2019), una produzione significativa dell'artista romano con un valore di mercato di 45mila euro, che fa pandant a meraviglia con il castello locale. La passeggiata tra le opere si snoda per il paese, a palazzo Maccafani sono esposti, tra gli altri, i lavori pittorici di Aryan Ozmaei, artista di origine iraniane. I suoi dipinti figurativi contengono forti riferimenti autobiografici ed, in questo caso, sono legati anche alla storia di Pereto; le sue quotazioni oscillano tra i 2mila e i 5mila euro. Le opere non sono direttamente in vendita, ma una vetrina è pur sempre una vetrina soprattutto per un'artista ancora non conosciutissima in Italia e ancora non rappresentata da nessuna galleria.
Altro fulcro è Palazzo Iannucci. Qui trovano spazio tra gli altri “Usuale”, un video di Luca Vitone del 1995, e i dipinti di Matteo Fato che ha quotazioni che vanno dai 3mila ai 20mila euro, tra cui un ritratto di Charles Duke, l'astronauta dell'Apollo 16 che regalò alla luna una fotografia della propria famiglia. È presente, inoltre, un'installazione site-specific di Paolo Icaro («Two Pears, Guardare e vedere» 2019), che gioca in modo ironico e vitale con il nome Pereto-Pera-Pietra.

L’arte sostenibile per l'Abruzzo

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Le strade del paese sono puntellate di opere: la dozzina di statuine di Raffaele Fiorella, piccoli “alieni” in terracotta («Prove per una lunga attesa», 2019), e le opere di Silvia Mantellini Faieta («Protezione visibile», 2019), ritagli fotografici montati su frammenti di vetro ed incastonati tra le mura del paese, entrambe diventeranno patrimonio (culturale) permanente di Pereto andando ad aggiungersi ad altre opere, eredità delle edizione precedenti di Straperetana, come ad esempio le aiuole creative del collettivo Fondazione Malutta , ideate per l'edizione 2017.
Una stratificazione di opere nel tempo, che sono il valore aggiunto dell'iniziativa e che a lungo termine potranno incidere positivamente sull'identità del comune aquilano e di un territorio ancora poco esplorato.. Apriranno nuovi bed & breakfast?
Gli iniziatori di Straperetana sono Paola Capata e Delfo Durante, (alias Galleria Monitor che proprio a Pereto inaugurerà la sua terza sede il 21 di settembre), i quali per le tre edizioni hanno investito finora circa 25.000 euro, ricevendo, per l'edizione 2018, anche dei contributi dalla Regione Abruzzo , oltre che un sostegno da CARISPAQ e dalla Pro-Loco di Pereto. Durante l'opening del 6 luglio hanno partecipato circa 150 persone, numeri da festa del patrono, tra cui numerosi collezionisti anche abruzzesi come la Fondazione Malvina Menegaz , a testimonianza di come il territorio abbia accolto al meglio l'iniziativa. Straperetana è un esempio in più di come il sistema dell'arte contemporanea sia alla ricerca di nuove cornici e tenti di proporre nuove modalità di fruizione, più rilassate ed informali in questo caso.
È lo stesso spirito che infonde Arte Parco, un'iniziativa di Paride Vitale, collezionista, fondatore dell'agenzia di comunicazione Paride Vitale Communication and PR e della linea di profumi Parco 1923 , attraverso la quale l'arte contemporanea entra nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise . “Come per il mio marchio di profumi, che è ispirato alle piante del parco, è un modo per valorizzare un territorio unico al mondo” spiega Paride Vitale. “È la scoperta dell'arte in un luogo in cui si viene a visitare le montagne, in un posto incontaminato dove la natura è fortissima e trasforma l'arte”. Ogni anno, infatti, un'opera d'arte che parla di natura, rigorosamente sostenibile, viene installata in un sentiero del parco e col tempo viene modificata dalla natura. L'anno scorso, per la prima edizione, è stato chiamato Marcantonio, quest'anno Matteo Fato, un artista in rapida ascesa che ha realizzato l'installazione «Specchi angelici»: dei cavalletti, ispirati ad un testo del filosofo Gianni Garrera, che inquadrano la natura e “catturano” gli angeli. Il progetto è realizzato insieme a Sky Arte e a BMW come sponsor dell'iniziativa, in collaborazione con l'Ente Parco e il Comune di Pescasseroli . “Il budget annuale è di circa 10.000 euro, ma il valore delle opere è molto superiore, a maggior ragione perché si tratta di lavori site-specific” dichiara Vitale.
Anche come collezionista Paride Vitale rimane fedele alla sua terra e acquista, seppur non esclusivamente, opere di artisti abruzzesi, o che parlano dell'Abruzzo. Per esempio, appunto, Matteo Fato, pescarese, o Giuseppe Stampone, o le fotografie della serie dell'Aquila di Stefano Cerio, nelle quali l'artista ha inserito nel territorio aquilano delle case gonfiabili, una polemica sulla ricostruzione, ma al tempo stesso un effetto visivo giocoso. “Le ho viste da The Pool NYC e ho subito riconosciuto il territorio” racconta Paride Vitale, “nella mia collezione mi piacerebbe continuare a seguire questa linea”.

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