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L’arte del Contrappunto

di Nicol Degli Innocenti


2' di lettura

La prima scultura che si incontra entrando a “Contrappunto”, la prima mostra mai dedicata a Fausto Melotti in Gran Bretagna, è l'ultima opera in ordine cronologico ed è anche la più struggente. “In palude”, del 1984, è una barchetta fragile su un mare agitato, con una piccola vela strappata che sembra più una bandiera o un sos. Sembra che l'artista, prossimo alla morte, voglia illustrare il suo ultimo viaggio con questa opera delicata ma di grande potere evocativo.

In questa scultura c'è l'essenza dell'arte di Melotti: precisa e rigorosa nelle forme e nei materiali, ma anche onirica e poetica. La mostra alla Estorick Collection di Londra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Fausto Melotti di Milano, spazia dagli anni Trenta agli anni Ottanta.

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L'artista, laureato in ingegneria elettronica, appassionato di fisica e di matematica e ottimo pianista, fin dall'inizio segue una sua personalissima strada. Le opere in mostra alla sua prima personale del 1935 a Milano sono ispirate ai principi matematici dei contrappunti musicali. L'arte, scrisse allora,“è uno stato mentale angelico, geometrico, che si rivolge all'intelletto, non ai sensi”.
Per Melotti nella scultura quel che importa non è modellare bensì modulare, seguendo canoni precisi. Pur nell'evoluzione della sua arte, è rimasto coerente a se stesso. Negli anni Settanta la serie di sculture in acciaio inossidabile “Contrappunto”, che dà il titolo alla mostra, evoca uno spartito musicale astratto e tridimensionale, alternando simboli e vuoto con grande eleganza formale.

Il suo punto di riferimento iniziale è la scultura classica greca, arte di sublime perfezione. “Quando l'ultimo scalpello greco ha finito di risuonare, sul Mediterraneo è calata la notte”, scrisse. Oltre alla precisione, nella sua opera c'è però anche spazio per un'esuberanza giocosa. “L'amico leone” del 1960 è una creatura ridotta all'essenziale che invita al sorriso. “La coscienza inquieta” del 1973, un fascio di fili di ottone in precario, elegante equilibrio con in cima uno specchio nel quale si riflette chi osserva, riesce a essere opera semplice e complessa al tempo stesso, minimalista nella struttura ma profonda nelle riflessioni che provoca.
Dopo la guerra Melotti si è dedicato di più alla ceramica con grande successo, collaborando con Giò Ponti a numerosi edifici in Italia e all'estero. Nell'anno della sua morte, il 1986, la Biennale di Venezia gli assegnò il premo Leone d'oro postumo. Negli ultimi anni il suo successo è continuato nelle gallerie d'arte e nelle case d'asta, con quotazioni tra i 300mila e i 600mila euro.
In Italia Melotti è considerato un maestro del Novecento e un protagonista della ricerca astratta, ma nel Regno Unito era ancora poco conosciuto - almeno fino a questa mostra rivelatrice. Ancora una volta la Estorick è brillantemente riuscita nella sua missione di far conoscere l'arte moderna italiana in Gran Bretagna.
Fausto Melotti: Counterpoint
Fino al 7 aprile 2019
Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra
www.estorickcollection.com @Estorick

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