La mostra al Mauto

L’arte di Fioravanti, l’uomo con la matita rossa che fece grandi le Rosse

Leonardo Fioravanti all’anteprima della mostra a lui dedicata

3' di lettura

Dietro la leggenda delle Rosse c’è quella del Fondatore, certo, un protagonista della fase pionieristica dell’età dei motori profondamente innamorato del colore più riconoscibile e spregiudicato. Ma c’è anche quella dell’«ingegnere-designer con la matita rossa» Leonardo Fioravanti, tra i progettisti che più hanno segnato nel tempo lo stile Ferrari, quello che tra gli anni Sessanta e Ottanta ha saputo creare le più affascinanti vetture con il Cavallino rampante sulla calandra.
Una su tutte: la mitica Daytona, considerata un capolavoro assoluto dagli appassionati del genere.

A quest’uomo intraprendente che ha trascorso nelle stanze dei bottoni qualcosa come mezzo secolo, prima in Pininfarina e poi a Maranello, è dedicata la nuova retrospettiva «Rosso Fioravanti» del Museo Nazionale dell’Automobile Giovanni Agnelli di Torino, in corso dal 23 marzo al 16 settembre. Un’esposizione, quella curata dal direttore del Mauto Rodolfo Gaffino Rossi e del giornalista Giosuè Boetto Cohen. che può essere considerata quasi una «mostra-incontro»: nei primi due mesi, infatti, Leonardo Fioravanti sarà disponibile a condurre personalmente visite guidate tra le sale espositive, un’occasione imperdibile di sentire dalla viva voce del protagonista aneddoti e approfondimenti legati al materiale esposto.

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Dalla Daytona a Magnum P.I. La Ferrari secondo Fioravanti

Dalla Daytona a Magnum P.I. La Ferrari secondo Fioravanti

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Dopo il tributo a Giorgetto Giugiaro e in attesa di celebrare nell’autunno 2018 Marcello Gandini, «Rosso Fioravanti» è il secondo appuntamento monografico che il Mauto dedica agli uomini dietro alle grandi firme che hanno fatto la storia del car design, italiano e non solo. È lunghissimo il curriculum di questo talento versatile che ha saputo esaltare l’eleganza delle forme coniugando capacità innovativa, funzionalità e ricerca di prestazioni da brivido. Dai primi disegni dell’adolescente Leonardo, che già rivelano manualità fuori dall’ordinario e attenzione ai dettagli oltre che ai contenuti, alle ricerche universitarie, dal primo colloquio in Pininfarina ai progetti più recenti della Fioravanti Srl, la mostra è il racconto di una vita fortunata, consacrata all’automobile. Attraverso immagini d’epoca, schizzi provenienti dal suo archivio personale mai divulgati in precedenza, interviste inedite e le sue vetture più iconiche, la retrospettiva ripercorre di fatto oltre cinquant’anni di stile e cultura delle quattro ruote guardando in particolare ai giovani che, anche in tempi tanto diversi, hanno il talento e la determinazione per seguirne le tracce.

Milanese, classe 1938, dopo aver studiato ingegneria meccanica al Politecnico specializzandosi in aerodinamica e design automobilistico, nel 1964 Fioravanti entra nella squadra creativa della carrozzeria fondata da Pinin. Nell’arco di 23 anni segue lo sviluppo di alcune tra le Ferrari più famose, alcune da lui disegnate personalmente e altre come responsabile di progetto – le Dino, la Daytona, la 308, nota al grande pubblico per essere stata la macchina del detective Magnum P.I. nell’omonima serie Tv, la 288 Gto e l’F40, solo per citare le più famose –, il collaudo su strada di modelli speciali e prototipi, i Gran Premi di F1 per il progetto Sigma Grand Prix e la realizzazione delle one-off più spettacolari, fino a diventare amministratore delegato e direttore generale della Pininfarina Studi & Ricerche spa. Ma non solo di vetture del Cavallino è costellato il cammino di questo appassionato pilota e inesauribile creativo dai modi gentili e l’eloquio fluente: dalla sua matita sono uscite la Bmc 1800 Aerodinamica del 1967 che avrebbe spianato la strada a decine di berline a due volumi nei successivi anni Settanta, l’Alfa Romeo 33 Spider Prototipo Speciale e la Lancia Gamma berlina. Il decennio successivo segna un punto di svolta e il raggiungimento dell’apice professionale quando nel 1987 fonda la Fioravanti srl che spazia tra splendidi prototipi e attività di progettazione a ciclo completo, dall’automobile all’architettura, ottenendo oltre 30 brevetti internazionali. Nominato vicedirettore generale di Ferrari e amministratore delegato della Ferrari Engineering, nel 1990 passa a dirigere il Centro stile Fiat per diventare in seguito consulente esterno di numerose aziende, tra le quali la Lexus e la cinese Baic.

Per Boetto Cohen «l’automobile del 2018 è un prodotto maturo. Forse persino un po’ vecchio. Per rinnovare le nostre energie e progettare il futuro delle quattro ruote non basta puntare su tecnologia e ricerca. Fa bene tornare a scuola dai grandi. Pensare da dove vengono la funzionalità e il bello». Gaffino Rossi aggiunge: «Quello di raccontare le storie personali che stanno dietro alle affermazioni professionali dei più grandi car designer del Novecento è un progetto che il Mauto ha iniziato lo scorso anno e che spero possa progredire in futuro. I nostri visitatori, soprattutto i più giovani, si lasciano coinvolgere da queste biografie per immagini che ci aiutano a raccontare come la strada per arrivare al successo sia la risultante di vari fattori». La biografia di Fioravanti è una di queste.

Rosso Fioravanti
Le auto di un ingegnere a mano libera

Torino, Mauto, dal 23 marzo al 16 settembre

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