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L’arte italiana del dopoguerra passa il test milanese prima del lockdown

Christie's vende i due terzi dei lotti; Boetti sempre richiesto, molto presente la scultura mentre mancano i lotti milionari e i collezionisti americani

di Giovanni Gasparini

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Alighiero Boetti (1940-1994) , Senza titolo (Uno nove sette otto)

Christie's vende i due terzi dei lotti; Boetti sempre richiesto, molto presente la scultura mentre mancano i lotti milionari e i collezionisti americani


3' di lettura

L'asta televisiva trasmessa da Christie's Milano la sera del 4 novembre si è svolta nella splendida cornice di Palazzo Clerici ma in assenza del pubblico, la sera prima della chiusura della Lombardia a causa dell'emergenza Covid. La scelta era caduta su questa data dopo aver rinviato il tradizionale appuntamento di aprile durante la fiera Miart , per sfruttare la contemporaneità con la vicina fiera Artissima a Torino, anch'essa vittima del Covid, e quindi non vi è stata la solita presenza estera, in particolare americana, e la sua mancanza si è fatta sentire.
Nonostante tutto, la casa d'aste ha venduto 32 dei 46 lotti battuti, con un solo ritiro preasta, un lavoro di Scheggi, per un ricavo complessivo che sfiora i 5 milioni di euro, ottenuto senza alcun lotto milionario, opere in larga parte finiti in mani italiane. Il ricavo è dimezzato rispetto alle medie degli anni scorsi, ma rappresenta un miglioramento significativo rispetto al catalogo battuto a Londra il 22 ottobre.

L'arte italiana battuta a Milano

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I prezzi rimangono elevati ma il mercato è selettivo e i lavori che solitamente suscitavano interesse da parte dei collezionisti americani hanno faticato o non sono stati venduti affatto, come il dittico di Scarpitta ‘Croce di San Martino' del periodo del debutto newyorkese dell'artista, stimato 500-700mila €.

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Boetti, Schifano e Fontana

Rimane in gran forma il mercato di Boetti, con due lavori entrambi contesi fino a superare le stime alte: si tratta di un arazzo di grandi dimensioni che risale ai primi periodi di esecuzione, prodotto dalle mani delle donne afgane nel 1978, che è passato di mano a 620mila € con le commissioni, e un quadrato in ghisa dipinta di verde formato da lettere che leggono l'anno d'esecuzione 1970, lungamente conteso fino a raggiungere 237mila €, da una stima di 80-120mila. Aggiudicato sotto la stima bassa per 644mila € con commissioni un dittico di Schifano del 1964 ‘Paesaggio Anemico I' di oltre due metri di lato, mentre hanno confermato le stime due altri lavori su tre in catalogo del maestro del Pop in chiave romana. L'asta proponeva una grande varietà di lavori di pittura a partire dagli anni figurativi come Morandi e Campigli per passare alla Pop Art e all'Arte Povera, quest'ultima sotto rappresentata rispetto agli ultimi anni e con un lavoro di Kounellis invenduto (stima 100-150mila €). Non vi è stata la solita prevalenza degli Spazialisti, presenti come sempre con Fontana, la cui offerta prevalentemente però è stata focalizzata sulle opere tridimensionali, con ben due invenduti su tre per quanto riguarda i quadri. Meritano attenzione Maria Lai (1919-2013) con «Senza titolo» del 1978, stoffa, filo, lana e legno registrata presso l'Archivio Maria Lai, Lanusei, n. AA080/20, che è salilto a 106.250 € dalla stima tra 60-70.000 euro, mentre si è fermato sulla stima alta un lavoro di Carla Accardi (1924-2014) «Frammenti» del 1957, a 112.500 € (stima 70.000 - 100.000 €), invece «Segni neri», una vernice su sicofoil eseguita nel 1967-76 l’ha superata a 125.000 € (stima 70.000 - 100.000 €).

La scultura

Questo ambito solitamente è meno presente ma ottiene buoni risultati, spinto dalle opere di Fontana. Una grande Ellisse di legno dipinto violaceo è stata aggiudicata alla stima bassa a 312mila €, mentre un Concetto spaziale di terracotta del 1954 ha raddoppiato la stima a 250mila €. È stata aggiudicata dopo un solo rilancio alla stima bassa di 300mila € (375mila con le commissioni) una ceramica complessa di Leoncillo, mentre una struttura in metallo ‘Contrappunto Piano' di un altro grande amico di Fontana, Fausto Melotti, è passata di mano a 137mila euro. Non è mancata però qualche ombra, con due dei tre lavori ‘anatomici' di Paolini rimasti invenduti. A chiudere questo anno difficile per l'arte italiana sarà un'asta online proposta da Sotheby's per la fine mese.


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