Torino

L’arte di quattro “regine” a confronto

La mostra “Reinas” raccoglie le opere di quattro tra le più importanti artiste sarde Maria Lai, Zaza Calzia, Rosanna Rossi e Lalla Lussu

di Stefano Biolchini

2' di lettura

Nel Sulcis Iglesiente, Sardegna del sud, all'interno di un parco di oltre tredici ettari, dimorano più di settecento ulivi secolari affidati alle cure delle famiglie del paese; tra di essi campeggia uno degli ulivi più antichi d'Europa chiamato “Sa Reina”: La Regina. Con oltre 16 metri di circonferenza del tronco, le sue chiome verdissime, i rami nodosi, sfida il tempo, le stagioni, la storia. Madre, guardiana coraggiosa, difende il territorio e quel poco che resta dell'antico sconfinato dominio.

Complici le sue eroine, Eleonora d’Arborea prima di tutte, e la forza indomita e caparbia delle sue donne, basti il nome di Grazia Deledda a rappresentarle, la Sardegna è spesso un racconto al femminile, che affonda le sue radici nella Preistoria per giungere,con un bagaglio inestimabile di saperi antichi, alle soglie del nostro tempo.

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Prima dee, poi regine, poi artiste il viaggio prosegue, cambiano le armi ma il principio di resilienza resta immutato, quasi fosse geneticamente trasmesso.

“Reinas”, curata da Efisio Carbone

La bella mostra “Reinas”, curata da Efisio Carbone, al Museo Ettore Fico di Torino, prorogata fino al 20 giungo, raccoglie le opere di quattro tra le più importanti artiste di Sardegna, dagli anni ‘70 ai giorni nostri.Parliamo di quattro piccole antologiche dedicate a Maria Lai, Zaza Calzia, Rosanna Rossi e Lalla Lussu, interconnesse tra loro a sottolineare punti di contatto e diversità di ricerca.

Il percorso è tracciato da altrettante parole chiave che vogliono suggerire il tema caratterizzante dei nuclei selezionati lungo una narrazione che è anche scoperta, sorpresa, riflessione. Ecco quindi l'ago di Maria Lai sfilato da un muro cucito per “legare collegare” insieme i quattro temi della Parola, del Ritmo, del Colore e del Segno come capitoli selezionati da un unico libro.

Immergendoci nella spiritualità di Lai, nell'ironia giocosa di Calzia, nei colori solari di Lussu, nel rigore estetico di Rossi si scoprono inusitate esperienze di ricerca, con i rimandi tra passato e presente che si fanno più chiari, meno disturbati da rumori bianchi.

Attraverso quattro tra le artiste più note del panorama sardo s'intende individuare un percorso comune che restituisce la capacità di trattare elementi peculiari della storia, della cultura, della natura del territorio sardo per restituirli alla collettività elaborati in linguaggi contemporanei aventi la straordinaria capacità di varcare geograficamente i confini “regionali” per divenire patrimonio collettivo internazionale.

“Reinas”, al Museo Ettore Fico di Torino, curata da Efisio Carbone, è prorogata fino al 20 giugno

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