Art lending

L’arte real asset a garanzia di prestiti in momenti di crisi

Gli attori sul mercato non mancano, fanno leva sulle diverse asset class dei collectible. Intervista a Freya Stewart, ceo Art Finance di The Fine Art Group

di Maria Adelaide Marchesoni

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Gli attori sul mercato non mancano, fanno leva sulle diverse asset class dei collectible. Intervista a Freya Stewart, ceo Art Finance di The Fine Art Group


3' di lettura

Ottenere un prestito in modo veloce nel Regno Unito e negli Stati Uniti è possibile se possiedi un asset, come un'opera d'arte, da offrire a garanzia. Questi prestiti, con sottostante l'arte, sono ancora più richiesti nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo oggi a livello globale cercando di contrastare il nemico invisibile Covid-19. Gli attori sul mercato non mancano e fanno leva sulle diverse asset class rappresentate da collectible di lusso – dalle opere d'arte alle auto d'epoca, dagli orologi ai gioielli – consentendo ai clienti di ottenere liquidità con velocità, privacy e, in alcuni casi, senza avviare un'indagine sul merito del credito che coinvolge tutto il patrimonio come avviene quando ci si rivolge alle banche tradizionali.
Per Freya Stewart , ceo Art Finance di Fine Art Group , la società fondata nel 2001 da Philip Hoffman, il segmento dell'art lending sta crescendo più velocemente che mai. «Dalla seconda metà del 2019 l'attività è stata molto più intensa e abbiamo eseguito una serie di prestiti di 'A grade' con importanti collezionisti». In questo periodo di incertezza legato al Coronavirus: «anche se le esigenze di liquidità non sono immediate, alcuni clienti vogliono assicurarsi di avere capitali prontamente disponibili». Le attività commerciali, le gallerie e i dealer stanno infatti pianificando alcune operazioni per assicurarsi di essere sufficientemente capitalizzati per affrontare un periodo con un business potenzialmente in calo. «L'art lending è in grado di fornire finanziamenti in modo abbastanza veloce che sono indirizzati ad acquisire collezione, per sottoscrivere Ipo, per finanziamenti bridge a fronte di fabbisogni di liquidità momentanea non solo a collezionisti ma anche ad art advisor e family office» dichiara Stewart che prosegue sottolineando che «l'attuale situazione economica a seguito del Coronavirus ha già dato luogo a una maggior richiesta di informazioni da parte dei collezionisti che cercano di sbloccare liquidità con il loro patrimonio artistico. Con le cancellazioni delle fiere e delle aste, alcuni clienti stanno anche considerando di ricorre al finanziamento piuttosto che alla vendita nei prossimi mesi e fino a quando non tornerà la fiducia». Per Fine Art Group i tassi sono rimasti allo stesso livello dell'anno scorso – nell'ordine della singola cifra pari al 6-8% – e «sono considerati altamente competitivi, motivo per cui collaboriamo con molte banche private per fornire un servizio laddove queste non possono». Le migliori garanzie da sfruttare per Stewart rimangono blue-chip del Contemporaneo, Moderno, Impressionista e, infine, i gioielli.

Il consolidamento
Il 2019 è stato un anno di consolidamento per l'art lending. La piattaforma digitale per il wealth management Yieldstreet ha acquistato Athena Art Finance da The Carlyle Group per circa 170 milioni di dollari, un importo notevolmente inferiore ai 280 milioni di dollari inizialmente investiti in Athena quando la società è stata fondata nel 2015 da Olivier Sarkozy, fratellastro dell'ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Borro Private Finance , attiva dal 2008 nel Regno Unito e negli Stati Uniti, dopo aver inaspettatamente interrotto le sue operazioni di prestiti con collaterale beni di lusso è entrata a far parte di Luxury Asset Capital® , tra i principali attori nei finanziamenti alternativi. Insieme le due realtà hanno conferito 450 milioni di dollari in prestiti a più di 15.000 individui e imprese, con un'alta percentuale di coloro che hanno sottoscritto più di un prestito.

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