CAORLE

L’arte riaccende Ca’ Corniani, la tenuta torna a nuova vita

La strutture viene restituita alla comunità: Andreas Kipar autore del progetto

di Mi.Ca.


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Una delle opere di Alberto Garutti realizzate per Ca' Corniani

2' di lettura

Agli ingressi tre opere dell’artista Alberto Garutti, nelle cantine una mostra fotografica curata da Alinari e, tutt’intorno, 32 chilometri di piste ciclo-pedonali. Ca’ Corniani, la storica tenuta di Genagricola a Caorle, rinasce a nuova vita e viene restituita alla comunità grazie a un progetto di valorizzazione paesaggistica firmato dall’architetto Andreas Kipar. La riqualificazione dei 1.770 ettari della tenuta rientra in un più ampio processo di sviluppo della holding agroalimentare di Generali, che combina tecniche agricole all’avanguardia con azioni mirate alla valorizzazione del territorio in chiave multifunzionale. «Questo progetto - ha detto Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola e Cfo Generali Country Italia - rende oggi Ca’ Corniani il simbolo di una campagna rinnovata, in grado di offrire benefici per la collettività e di attrarre anche i milioni di turisti che visitano le nostre spiagge, con lo sviluppo di nuove infrastrutture paesaggistiche e con la valorizzazione culturale, naturalistica e funzionale dell’intera proprietà».

Il piano è partito nel 2017. Oltre alla pista ciclopedonale, i principali interventi paesaggistici hanno portato alla realizzazione di tre ettari di nuovi boschetti, di sette chilometri di filari arborei e di cinque chilometri di strisce di impollinazione per incentivare la riproduzione delle api, con fioriture scalari per tutto il periodo primaverile-estivo. La parte più artistica, invece, è incentrata sulle opere dell’artista Alberto Garutti vincitore del concorso internazionale per interpretare “Le tre soglie” di accesso alla tenuta. Tre opere che raccontano con approccio innovativo la vocazione fortemente agricola e produttiva del luogo: un grande tetto dorato per un antico casale abbandonato, una scritta a led che si illumina a ogni fulmine che cade in Italia e delle sculture ritratto dei cani e dei cavalli che vivono in uno dei poderi. Gli edifici di maggior valore storico e simbolico della tenuta –la cantina di vinificazione e l’idrovora – sono stati oggetto di un importante restauro conservativo e oggi ospitano installazioni multimediali.

Il binomio arte e agricoltura e l’apertura alla comunità rientrano nella filosofia di Valore Cultura, il programma di Generali Italia nato nel 2016 con l’obiettivo di rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio. La riqualificazione di Cà Corniani rientra nel più ampio processo di sviluppo di Genagricola, la holding agroalimentare di Generali Italia che, con 23 aziende sparse per il Paese - per un totale di 8mila ettari - ha scelto di ricorrere alle più moderne tecnologie per la coltivazione delle proprie tenute: dalle stazioni agro meteorologiche ai sistemi predittivi a supporto delle decisioni, dalle immagini satellitari di mappatura alle macchine a guida autonoma.

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