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L’artigianalità Dolce&Gabbana è (anche) all’interno delle casse

di Giulia Crivelli


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A sinistra: Oltre 400 diamanti di altissima qualità rivestono la cassa, il quadrante, la corona e la chiusura deployante, incassati in maniera invisibile. Il bracciale è in alligatore nero. A destra: Questo modello maschile della linea Manifattura italiana è in oro rosa 18 carati, nella cassa sono incastonati 10 lapislazzuli e un diamante nero. Il bracciale è in alligatore blu

2' di lettura

Motivo d’orgoglio di tutte le maison di alta orologeria, i movimenti sviluppati internamente sono destinati ai modelli più pregiati e sono il simbolo della (raggiunta) maestria e allo stesso tempo della volontà di investire nelle proprie capacità e nell’artigianalità. Un percorso che non prevede scorciatoie ed è per questo che spesso i marchi della moda a del lusso specializzati in pret-à-porter che decidono di aggiungere orologi e gioielli alla loro offerta siglano licenze o accordi con gruppi specializzati.

Diversa la strada scelta da Domenico Dolce e Stefano Gabbana: negli ultimi anni hanno costruito un reparto e laboratori interni per orologi e gioielli, che segue – sotto la loro guida stilistica – non solo gli orologi e i gioielli che si trovano nelle boutique Dolce&Gabbana, ma anche la creazione di pezzi unici, presentati, nelle ultime stagioni, in occasione delle sfilate di alta moda donna e alata sartoria uomo. In dicembre, a Milano, ad attirare maggiormente l’attenzione è stata l’alta gioielleria, mentre a Basilea, in marzo, protagonisti sono stati gli orologi.

Il traguardo del movimento proprio infatti è raggiunto: Dolce&Gabbana ha presentato la linea Manifattura italiana, con orologi che si ispirano alle città d’arte del nostro Paese, e l’orologio-gioiello Invisible Setting. In entrambi i casi la cassa contiene il movimento DG 01.01, frutto di un lungo lavoro artigiano e assemblato a mano dai maestri orologiai di Ginevra. Ad ogni “signor movimento” si accompagna una “signora complicazione”: per il DG 01.01 si chiama DG 01.02 e ha un apposito congegno demoltiplicatore della ruota ore, che consente una divisione del quadrante in 24 ore. La complicazione si rifà alla cosiddetta hora italica, un metodo di calcolo del tempo diffusosi a partire dal Trecento ed è un sistema può essere ancora osservato nell’orologio meccanico conservato nella controfacciata del Duomo di Firenze e nella Torre dell’orologio in piazza San Marco, a Venezia. Ai modelli dedicati alle due città si aggiungono quelli ispirati da Palermo, Milano, Napoli e Roma. I sei modelli sono prodotti in un’edizione limitata di dieci esemplari e ogni pezzo ha il numero inciso a mano sul fondello dell’orologio.Il diametro della cassa è adatto sia a polsi femminili sia maschili.

Più classicamente da donna è il modello Invisible Setting: prende il nome dalla tecnica usata per incastonare le pietre (400 diamanti e alcuni rubini), che permette la disposizione delle gemme senza l’utilizzo di castoni o griffe visibili.

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