L’ITALIA CHE RIPARTE

L’Asia traina la risalita del made in Italy

A giugno sui mercati extra-Ue rimbalzo del 14,9%. Su base annua (-15,6%) si riduce il gap. Bene Cina e Giappone, giù Usa, India e America Latina

di Luca Orlando

2' di lettura

Meglio rispetto a maggio, ed è già qualcosa. Non che un calo annuo del 15,6% possa definirsi “normale”. E tuttavia, se guardiamo al passato recente, al quasi dimezzamento dei valori del mese di aprile, gli ultimi dati Istat segnalano almeno una tendenza chiara: il peggio è passato.

A giugno 2020 per l’export extra-Ue si stima un marcato aumento congiunturale, pari al 14,9%. Forte incremento su base mensile legato soprattutto agli aumenti delle vendite di beni di consumo durevoli (+43,3%), a seguire i beni strumentali (+24,9%) e beni intermedi (+11,1%).  Nel secondo trimestre 2020, nonostante la crescita a maggio e a giugno, la dinamica congiunturale dell'export è comunque ampiamente negativa (-28,1%), per il forte calo registrato ad aprile, sintesi di flessioni che interessano tutti i raggruppamenti principali di industrie.

Loading...

Su base annua la flessione è ancora marcata (-15,6%) ma in decisa e progressiva attenuazione (-31,5% a maggio; -44,0% ad aprile).

Risultato, inoltre, penalizzato dal crollo dei valori dell’energia, che sono nel mese più che dimezzati.


In termini geografici un primo dato interessante riguarda la Cina, dove i volumi (-3,3%) sono praticamente tornati ai livelli 2019. Riparte (+4,7%) anche la Svizzera, segnalando probabilmente (i dati settoriali non sono disponibili) un ritorno alla crescita per farmaceutica e pelletteria (Berna è hub di transito tipico per questi prodotti) , così come in crescita di oltre otto punti è il Giappone.

Se Cina e Giappone, paesi in cui Covid è sotto controllo, sostengono il made in Italy, l’effetto opposto si verifica per paesi che hanno ricevuto più in là nel tempo l’impatto più devastante. Come Stati Uniti (-22,4%), India (-33,1%) o America Latina (-32,7%).

Record Italia per export vino nonostante Covid-19

A frenare su base annua a giugno sono anche le importazioni (-17%, mentre rispetto a maggio c’è un +20%, grazie alla spinta di energia, beni durevoli e strumentali) e così la stima del saldo commerciale del mese è pari a +4.436 milioni (era +4.994 milioni a giugno 2019).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti