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L’assegno universale per i figli under 21 partirà con una «misura ponte»

L’obiettivo è dare subito un chiaro segnale alle famiglie e spendere i 3 miliardi stanziati per il 2021, prendendo tempo per risolvere le questioni aperte

di Michela Finizio

(adragan - stock.adobe.com)

3' di lettura

Una «misura ponte» nel 2021 per porre le basi dell’assegno unico e universale, la riforma delle misure di sostegno per le famiglie che andrà a regime da gennaio 2022. È questa la soluzione tecnica a cui stanno lavorando gli uffici del Governo per attuare la legge delega 46/2021, approvata in via definitiva lo scorso 30 marzo dal Parlamento.

L’obiettivo è mettere ordine alle diverse forme di aiuto approvate nel corso degli anni. Tra queste le detrazioni fiscali per i figli a carico, gli assegni al nucleo familiare (Anf), quelli per le famiglie numerose e le misure di sostegno alla genitorialità più recenti, come il bonus bebé e il premio alla nascita. Ci sono 12 mesi di tempo per approvare i decreti attuativi, ma la volontà politica di partire già dal 1° di luglio era stata sancita dallo stanziamento di 3 miliardi di euro con l’ultima legge di Bilancio per l’avvio dell’assegno nel 2021.

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Ora i tempi sono troppo stretti e la ministra per la Famiglia Elena Bonetti ha confermato che a luglio partirà solo una versione provvisoria della nuova misura, in attesa di poter mettere a punto meglio i decreti attuativi, superando alcuni nodi critici, tra cui l’integrazione con il reddito di cittadinanza o la definizione delle soglie Isee. «In questa prima fase - ha detto Bonetti - ci siamo orientati a mantenere le detrazioni che le famiglie hanno fino alla fine del 2021. Nessuno ci perderà e si aggiungerà in questa prima fase un assegno calibrato in base al reddito. Una fase transitoria che però deve già avere la dimensione della misura definitiva che da gennaio riassorbirà con tutte le detrazioni fiscali».

Così prenderà avvio la riforma a luglio, quando a scadere saranno solo gli attuali Anf attualmente indirizzati ai lavoratori dipendenti. Con tutta probabilità, a quel punto non si dovrà come ogni anno rinnovare la domanda all’Inps. Ma entrerà in scena un nuovo assegno, “prototipo” di quello universale che arriverà da gennaio del 2022, di importo ridotto ma rivolto a tutti, anche ai lavoratori autonomi oggi esclusi dagli Anf, così come ai soggetti incapienti ai fini Irpef che non hanno reddito sufficiente per fruire delle detrazioni fiscali. Anticipando in questo modo le «dimensioni della misura definitiva», come definite nella legge delega in cui si parla, appunto, di assegno «universale» per tutti i figli a carico minori di 21 anni e «progressivo».

L’obiettivo è dare subito un chiaro segnale alle famiglie e spendere i 3 miliardi stanziati per il 2021, prendendo tempo invece per risolvere le questioni più spinose. Il disegno complessivo, inserito tra le «riforme di accompagnamento al Pnrr» del Governo Draghi, vale oltre 20 miliardi l’anno tra riordino di misure esistenti e risorse aggiuntive stanziate con le ultime leggi di Bilancio. Ma le risorse potrebbero non bastare per accontentare tutti: dalle prime simulazioni (elaborate da Istat, gruppo di ricerca Arel, fondazione E. Gorrieri e Alleanza per l’Infanzia e Cisl) emerge sempre il rischio che qualche famiglia venga penalizzata dal passaggio.

In attesa di capire se, reperendo nel frattempo nuove risorse, sia possibile garantire a tutti dal 2022 un assegno più elevato rispetto alle misure attuali, resta da valutare l’impatto del passaggio all’Isee come parametro per modulare il contributo: attualmente le misure sono per lo più ancorate al reddito imponibile mentre l’indicatore Isee viene calcolato tenendo conto anche del patrimonio immobiliare e mobiliare del nucleo, applicando una scala di equivalenza in base al numero di componenti, diventando per ovvi motivi più elevato quando sono entrambe i genitori a lavorare. «La legge delega - ha detto la ministra Bonetti - non impone l’uso dell’Isee. Stiamo facendo delle simulazioni, non c’è una decisione, ma l’orientamento è di non inibire il secondo percettore di reddito».

L’assegno unico sarà al centro degli Stati generali per della natalità il 14 maggio a Roma a cui parteciperanno Papa Francesco e il premier Mario Draghi. «In un momento di investimenti sul futuro e in un’Italia da troppo tempo a nascite zero, chi ha figli deve veder migliorare la propria condizione di vita», afferma il presidente del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, auspicando che nella misura vengano messe tutte le risorse necessarie.

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