dal calcio allo sci

L’Atalanta locomotiva del riscatto nell’anno più buio per Bergamo

I primati che portano la provincia sul podio 2020 non si fermano alla «Dea», ma riguardano anche il ciclismo e gli sport invernali

di Giacomo Bagnasco

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L’Atalanta del presidente Percassi ha acquistato lo stadio dal Comune e l’ha ristrutturato (Ansa)

I primati che portano la provincia sul podio 2020 non si fermano alla «Dea», ma riguardano anche il ciclismo e gli sport invernali


3' di lettura

Il territorio che ha simboleggiato l’enorme sofferenza del Nord Italia vede un fattore di ripresa anche nello sport. Proprio in un anno tanto buio Bergamo riesce a raggiungere il risultato migliore di sempre nella classifica generale dell’Indice di sportività: un secondo posto che la consacra leader della Lombardia, la regione più colpita dal Covid-19, davanti a Lecco che si piazza ottava.

Già in settima posizione nell’Indice 2019, deve in buona parte l’ulteriore passo avanti ai nuovi exploit dell’Atalanta, terza in Serie A nonché unica squadra del calcio italiano a raggiungere nel 2020 i quarti di finale di Champions League. Un team che sotto la guida del tecnico Gian Piero Gasperini esprime un gioco scintillante. E una società molto solida, che ottiene l’incremento dei risultati sul campo mantenendo i conti più che in ordine, ha il miglior settore giovanile del Paese (non a caso ha vinto gli ultimi due campionati italiani Primavera) e con un investimento di quasi 60 milioni di euro è ora proprietaria dello stadio cittadino. Dopo averlo acquistato dal Comune, il club nerazzurro ha sostanzialmente ricostruito l’impianto, che da questa stagione potrà ospitare i match di Champions. Il 14 ottobre - poi - vi si giocherà Italia-Olanda, valida per la Nations Cup.

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La provincia di Bergamo è prima per il calcio professionistico (che ha una peso notevole ai fini dell’Indice di PtsClas) e settima nel calcio dilettantistico, dove si può permettere di schierare ben 18 squadre tra il campionato di Serie D e quello di Eccellenza: elementi decisivi per arrivare davanti a tutte nella classifica di settore dedicata agli sport di squadra. E se il pallone rappresenta una eccellenza, al podio di Bergamo contribuiscono tante realtà.

Sono meno di un quinto del totale gli indicatori di base con un piazzamento nella seconda metà della classifica. Inoltre ci sono altre significative collocazioni nella Top ten.

Dopo l’affermazione alla voce “clou” dello sport di squadra, ecco la terza posizione in quella che viene pesata come la disciplina individuale più importante, vale a dire il ciclismo. Da rilevare, tra le altre cose, la presenza del Team Colpack Ballan, miglior sodalizio dilettantistico italiano l’anno scorso, una base amatoriale molto estesa e le alte capacità organizzative, con diverse manifestazioni di richiamo. Come la Granfondo internazionale che porta il nome del più grande ciclista espresso da questa terra: Felice Gimondi.

Un’altra soddisfazione arriva dal tasso di praticabilità, calcolato sul numero di sport che si possono fare all’interno delle singole province: il nono posto su scala nazionale - dando quasi per scontato che in testa ci sono le grandi aree urbane di Milano, Roma, Napoli e Torino - è segno di una diffusione capillare.

Passato e presente, poi, dimostrano una notevole tradizione negli sport invernali, che vantano un movimento decisamente consistente e conquistano il settimo posto. Rappresentanti ad altissimo livello della Bergamasca sono Sofia Goggia e Michela Moioli, campionesse olimpiche in carica rispettivamente di discesa libera e snowboard cross. Fenomeni sulla neve e testimonial brillantissime della candidatura vincente dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Una manifestazione nella quale la provincia di Bergamo non è direttamente coinvolta, ma da cui potrà indubbiamente ricevere vantaggi.

Resta da considerare l’influenza degli stop allo sport legati al Covid. Bergamo è, in negativo, la settima provincia per blocchi dell’attività delle scuole sportive - dedicate a bambini e ragazzi - e delle imprese che si dedicano alla gestione di impianti (come piscine e palestre). Negli altri parametri “emergenziali” costruiti ai fini dell’Indice di sportività non ha sostanzialmente evidenziato problemi maggiori della media nazionale. Ma questa è, purtroppo, una consolazione da poco a fronte della tragedia attraversata.

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