Scenari

L’attacco Amazon & Co alla banca tradizionale

di Mauro Del Corno

(REUTERS)

3' di lettura


Continuano le schermaglie tra banche tradizionali e nuovi possibili protagonisti nel mondo dei servizi finanziari. A cominciare da colossi del web come Amazon, Apple, Facebook o Google che possono sfruttare l'immensa mole di informazioni sui milioni di clienti che si affidano ai loro servizi. Ad aprire un nuovo fronte negli Usa è stato Keith Noreika, responsabile del OCC (Office of the Comptroller of teh Currency) che assegna le autorizzazioni bancarie.

Autorizzazioni a maglie large. Di recente Noreika ha infatti prospettato la possibilità di una revisione della vigente normativa bancaria che preveda una separazione più blanda tra attività commerciali e bancaria. La posizione di Noreika, in carica dallo scorso maggio, si inquadra in un approccio di deregolamentazione caldeggiato dall'amministrazione Trump. L'autorità gemella, la FDIC che assicura i depositi bancari, è guidata da Martin Gruenberg, nominato da Barack Obama ormai prossimo alla scadenza. Una futura convergenza delle due autorità verso un approccio più permissivo aprirebbe ampi spazi di manovra per nuovi soggetti.
Il ruolo di Amazon, Apple e Facebook. Da tempo Amazon, Apple e Facebook “flirtano” con il mondo del credito e della finanza sebbene nessuno dei big del web abbia mai esplicitamente manifestato l'intenzione di dar vita ad una banca vera e propria. Tuttavia già oggi Facebook gestisce trasferimenti di denaro attraverso la sua applicazione di messaggistica “messanger” e i potenziali sviluppi trovano più limiti nella regolamentazione che nell'immaginazione. C'è ad esempio chi ipotizza finanziamenti erogati raccogliendo soldi tra gli “amici” che un iscritto può vantare sulla piattaforma. Apple ha messo a punto il sistema PayCash che consente ai possessori di iPhones di inviare denaro contante e che può essere utilizzata immediatamente in negozi che accettano questo tipo di pagamento. Amazon ha da tempo avviato un programma di finanziamento alle Pmi che offrono prodotti sulla sua piattaforma e ha dato vita, insieme a Jp Morgan, ad una carta di credito che offre particolari benefici ai suoi clienti “prime”.
La replica delle banche Usa. Pronta la replica dell'Independent Community Bankers of America che riunsice circa 5000 piccole e medie banche statunitensi. Il presidente Paul Merski ha spiegato «mescolare operazioni bancarie e tradizionali è una cattiva idea e ci opporremo assolutamente a questa eventualità». La commistione tra attività bancarie e commerciali è stata sinora vietata negli Stati Uniti. Ciò che le banche tradizionali temono non è tanto l'idea che soggetti che oggi svolgano altre attività possano un giorno costituirsi come banche ma la possibilità che venga predisposta una licenza “ad hoc” per queste situazioni con obblighi meno stringenti. Il senso è chiunque può fare attività bancaria purché abbia i requisiti necessari e sia sottoposto alla medesima regolamentazione.
Tim Sloan di Wells Fargo getta acqua sul fuoco: «Non penso che Apple o Amazon desiderino diventare una banca, ha affermato, vogliono semplicemente usare servizi finanziari innovativi per facilitare le operazioni dei loro clienti». Facebook ha ufficialmente negato di avere per ora in progetto lo sviluppo di una struttura bancaria. No comment invece da parte di Amazon. In agguato non ci sono però solo i big della Silicon Valley. Il gigante della grande distribuzione Walmart (che ha da poco stretto un accordo con google per sviluppare il canale di vendite on line) ha abbandonato il progetto di una propria banca ma continua a gestire nei suoi punti vendita servizi di trasferimenti di denaro o finanziamento di carte di credito . E dal numero uno del gruppo bancario della Nord Carolina BB&T Kelly King ha precisato: «se Wal-Mart vuole essere anche una banca va bene purché sia sottoposta alle stesse nostre regole».

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