Il business accertato

L’attività illecita corre sul web: i ricavi da 12 a 118 milioni

Più analisi evidenziano la scalate della criminalità nel comparto in crisi

di Ivan Cimmarusti

(Ikon Images / AGF)

2' di lettura

Le organizzazioni criminali si sono impadronite del vuoto lasciato dalla chiusura delle agenzie di scommesse, sale bingo, slot machine e video lottery. Tanto che gli accertamenti delle forze dell’ordine hanno riscontrato - sulla base di indagini giudiziarie - un aumento del giro d’affari dei giochi illeciti online, passato da 12 milioni di euro del 2019 a 118 milioni del 2020, con una crescita dell’879%. Il rischio, però, è che il business delle scommesse clandestine sul web sia molto più ampio rispetto a quello dimostrato: si stima che circa 50 miliardi di euro possano finire nell’illegalità.

TUTTI I NUMERI DELLA CRISI

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Il «sistema» mafioso si dimostra, ancora una volta, versatile e in grado di infiltrarsi nell’economia pulita ma in profonda crisi per gli effetti finanziari del Covid-19. L’indagine parlamentare del XX Comitato antimafia, presieduto dal deputato Pd Paolo Lattanzio, ricostruisce questo meccanismo, con un capitolo tutto dedicato a giochi e scommesse. Report e analisi investigative hanno permesso di tracciare la strategia criminale sull’onda della crisi economica in atto. Sono i dati aggregati di Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia, direzioni distrettuali antimafia e agenzia delle Dogane e Monopoli a restituire una fotografia nitida dei movimenti delle cosche sul business del gioco illecito.

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Stando alle conclusioni del XX Comitato, infatti, «il settore dei giochi in concessione delle scommesse e degli apparecchi da intrattenimento è stato fortemente impattato dalle conseguenze della diffusione del virus, subendo una sostanziale interruzione dell’attività, con drammatiche ripercussioni di natura economico-finanziaria». Il calo del comparto legale è stato indirettamente registrato anche dall’Uif di Bankitalia, che ha rilevato un crollo di Sos (segnalazioni per operazioni sospette) del comparto giochi pari a -11% rispetto al 2019, mentre il fronte online ha segnato un inaspettato +67 per cento.

D’altronde già ad aprile 2020, l’allora capo della Polizia Franco Gabrielli, in un documento dell’Interpol, aveva rappresentato come gli effetti del Covid-19 stessero consentendo alla criminalità organizzata di crescere e svilupparsi massicciamente nel comparto del gioco: «La chiusura delle sale giochi e l’interruzione delle scommesse sportive e dei giochi gestiti dai Monopoli dello Stato», scrisse, «nell’anno potrebbero aumentare il ricorso al gioco d’azzardo illegale online così come la pirateria, con l’utilizzo di dispositivi illegali per avere accesso a contenuti multimediali offerti a pagamento da operatori privati».

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