Esposito: « mai subito alcuna pressione»

L’audio del magistrato Amedeo Franco: «Processo a Berlusconi fu un plotone di esecuzione». È bufera politica


Forza Italia chiede una commissione di inchiesta. Renzi: fare chiarezza su contenuto audio

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Il leader di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (foto Reuters)


Forza Italia chiede una commissione di inchiesta. Renzi: fare chiarezza su contenuto audio


3' di lettura

Il processo Mediaset nei confronti di Silvio Berlusconi per frode fiscale fu «un plotone d’esecuzione». A dirlo il relatore in Cassazione, il magistrato Amedeo Franco, in una registrazione riportata dalla trasmissione Quarta Repubblica. A distanza di ore il giudice Antonio Esposito, ex presidente della sezione di corte di Cassazione che nel 2013 emise la sentenza nel procedimento Mediaset per evasione fiscale, ha chiarito di non aver mai «in alcun modo, subito pressioni né dall’alto né da qualsiasi altra direzione». In una nota Esposito ha aggiunto che «non subì mai pressioni dalla Procura della Repubblica di Milano con la quale mai ebbe contatto alcuno».

Sullo sfondo le parole di Franco, che hanno infiammato la polemica a livello politico, con Forza Italia a chiedere una commissione di inchiesta e il leader di Italia Viva Matteo Renzi a sottolineare l’esigenza di fare chiarezza sull’audio.

L’audio di Franco

«Berlusconi deve essere condannato a priori perché è un mascalzone! Questa è la realtà... A mio parere è stato trattato ingiustamente e ha subito una grave ingiustizia... L’impressione che tutta questa vicenda sia stata guidata dall’alto», affermò Franco nel 2013 in un incontro, dopo la sentenza di condanna, con Berlusconi e alcuni testimoni, uno dei quali registrò la conversazione.

«In effetti hanno fatto una porcheria perché che senso ha mandarla alla sezione feriale? Voglio per sgravarmi la coscienza, perché mi porto questo peso del... ci continuo a pensare. Non mi libero... Io gli stavo dicendo che la sentenza faceva schifo». «Sussiste una malafede del presidente del Collegio, sicuramente», dichiarò Franco riferendo voci secondo le quali il magistrato Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione che emise la sentenza di condanna nell’agosto 2013, sarebbe stato “pressato” per il fatto che il figlio, anch’egli magistrato, era indagato dalla Procura di Milano per «essere stato beccato con droga a casa di...». Sempre secondo Franco, «i pregiudizi per forza che ci stavano... si potesse fare... si potesse scegliere... si potesse... si poteva cercare di evitare che andasse a finire in mano a questo plotone di esecuzione, come è capitato, perché di peggio non poteva capitare».

Tajani: ora commissione d'inchiesta

«La democrazia nel nostro Paese è stata ferita: ora chiediamo l’istituzione di una Commissione d’inchiesta su quanto è accaduto a Berlusconi ma anche su tutto il cattivo funzionamento della giustizia penale, a partire da Togliatti quando inserì giudici che venivano dal Pci, prima che dallo Stato». Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, in una conferenza stampa convocata al Senato alla luce delle rivelazioni sulla condanna ai danni dell’ex premier.

Fi espone cartelloni in Aula Camera

La protesta si è accesa anche alla Camera. Nel pomeriggio, all’inizio della seduta, i deputati di Forza Italia hanno issato in aula due cartelloni. «Verità per Berlusconi» e «Giustizia per Berlusconi» le scritte. Il vicepresidente di turno ha sospeso brevemente la seduta. La capogruppo Gelmini ha ricordato la registrazione fatta ascoltare ieri sera a “Quarta Repubblica” e la sentenza del Tribunale civile che «ha picconato la sentenza» della Cassazione di condanna di Berlusconi. «Non si è trattato di una sentenza ma di una esecuzione politica per mano giudiziaria - ha continuato Gelmini -, un tentativo palese di manipolare la vita politica italiana. Un organo dello Stato ha tentato di abbattere un leader politico e non solo Forza Italia ma ogni democratico dovrebbe chedere piena luce, perché questi fatti riguardano la democrazia, riguardano quest’Aula». «Chi nel 2013 votò per l’espulsione dal Parlamento - ha aggiunto - dovrebbe fare ammenda e chiedere scusa». Gelmini ha quindi annunciato la presentazione di una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione di inchiesta sull’uso politico della giustizia negli ultimi 25 anni. «Chiediamo che sotto quella pdl ci siano le firme di tutti i gruppi» ha concluso Gelmini.

Giachetti: firmo pdl su Commissione inchiesta

Roberto Giachetti firmerà “a titolo prsonale” la proposta di legge di Forza Italia. Lo ha annunciato in aula lo stesso Giachetti durante il suo ricordo di Alfredo Biondi.

Renzi: fare chiarezza su contenuto audio

Sulla vicenda è intervenuto anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi. «Un magistrato della Cassazione che ha firmato quella sentenza espone dubbi molto forti sulla fondatezza giuridica di quella decisione - ha scritto nell’e-news -. Non so dove sia la verità ma so che un Paese serio su una vicenda del genere - legata a un ex Presidente del Consiglio - non può far finta di nulla. Non ho mai appoggiato i Governi Berlusconi e Berlusconi non ha mai votato la fiducia al Governo Renzi (a differenza di altri governi anche di centrosinistra): quindi, per me Berlusconi è un avversario politico. Ma, proprio per questo, è doveroso fare chiarezza su ciò che esce dagli audio di quella trasmissione e nessuno può permettersi il lusso di far finta di niente».

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