ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCommercio internazionale

L’Australia cancella la Belt&Road ed esce dal target dei futuri investimenti cinesi

L’Accademia delle scienze sociali di Pechino fa precipitare Canberra nella lista delle prossime mete sui mercati esteri

di Rita Fatiguso

Australia blocca accordi Belt and Road, Cina furiosa

2' di lettura

A un anno dall’inizio delle frizioni tra Canberra e Pechino, l’Australia ha cancellato gli accordi sulla BRI, la Belt& Road Initiative, attivati nello Stato di Victoria con la NDRC, la Commissione per le riforme cinesi, e ora la CASS, l’Accademia delle scienze sociali cinesi, rivela che l’Australia è scesa dal 12esimo al 15esimo posto nella classifica dei 114 Paesi stilata ogni anno. Scendono anche gli USA, a dimostrazione del fatto che il deterioramento delle relazioni incide sulle motivazioni all’investimento.

Australia primo Paese a uscire dalla BRI

La CASS è regina nell’indicare al ministero del Commercio le destinazioni più appetibili per gli investimenti stranieri. La lista dei 114 Paesi monitorati è, di solito, motivo di interesse per capire chi sale e chi scende in classifica.

Loading...

Non è soltanto per “colpa” del peggioramento delle relazioni bilaterali.

L’Australia ha perso tre posizioni il che rende ancora più emblematica la decisione di Canberra, capitale del primo Paese al mondo a cancellare un accordo sulla BRI.

Non solo. Lo Stato di Victoria ha anche cancellato due Memorandum siglati con Siria e Iran, ma sono quelli con la Cina ad essere più gravi dal punto di vista delle conseguenze economiche.

Pechino chiede di ritornare sui propri passi

La richiesta di ripensare alla mossa fatta è arrivata dal ministero degli Esteri attraverso il portavoce Wang Wenbin, che ha chiesto a Canberra di tornare sui suoi passi, mentre l’ambasciata cinese dalla capitale australiana ha fatto sapere che la scelta non sarà favorevole a una ripresa delle relazioni commerciali, fortemente penalizzate.

Le relazioni commerciali, del resto, rispondono a logiche non sempre comprensibili. E le “vendette” a volte mancano l’obiettivo.

Le importazioni americane di cotone dallo Xinjiang finite in black list per le accuse a Pechino di utilizzare lavoro forzato mosse tra gli altri da Usa, Europa, Regno Unito sono raddoppiate nei primi tre mesi del 2021, nonostante le misure adottate .

Il ministero del Commercio ha registrato un aumento del 113% dall’anno precedente nei primi tre mesi del 2021, pari a 64.4 milioni di dollari.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti