pagamenti digitali

L’authority bancaria Ue: meno contagi se si alza la soglia del contactless da 25 a 50 euro

Superata la soglia del miliardo di transazioni personali svolte con cata di credito. L’Eba propone di raddoppiare il tetto al pagamento digitale senza Pin

di Davide Colombo

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(ZoonarFrank Roeder)

Superata la soglia del miliardo di transazioni personali svolte con cata di credito. L’Eba propone di raddoppiare il tetto al pagamento digitale senza Pin


3' di lettura

Meno contatti, meno contagi. È il mantra delle raccomandazioni governative per l’uscita dall’emergenza sanitaria. Indicazioni che si declinano anche per le operazioni di pagamento al dettaglio: usare meno contante e privilegiare gli strumenti elettronici, recitano le linee guida del Comitato tecnico scientifico. E non è da escludere che lo shock pandemico riesca a incidere su una radicata abitudine degli italiani, popolo tra i più affezionati nell’Eurozona a monete e banconote, ancora utilizzate per oltre l’80% delle transazioni e non meno del 65% dei valori scambiati.

Avanzano le transazioni elettroniche

Lo strumento alternativo più usato - anzi, che si vorrebbe più usare, stando alle indagini sul tema - sono le carte di pagamento, mentre è ancora poco diffusa la tecnologia contactless. Venerdì scorso Bankitalia ha fotografato nelle sue ultime statistiche semestrali sui sistemi di pagamento un nuovo progresso nella diffusione e nell’utilizzo di questi strumenti di credito, che nel 2019 hanno per la prima volta sfondato il miliardo di transazioni personali, per un valore di oltre 71 miliardi di euro (+9,2% rispetto al 2018). Un passo significativo se si considera che l’anno scorso le carte di credito personali attive erano 14,2 milioni (+5% sull’anno prima), mentre quelle di debito erano 57,1 milioni e 28,9 milioni le prepagate.

Il peso dei bonifici

Le carte, nel loro insieme, hanno superato il 55% dei flussi di pagamento alternativi al contante (era il 40% nel 2011). Anche se, guardando agli importi, la parte del leone la fanno i bonifici, che nel 2019 hanno superato una soglia psicologica: più di 401 milioni di operazioni nell’ultimo trimestre, per un valore di oltre 1,8 trilioni di euro.

Sono numeri significativi, ma la strada da fare per avvicinarsi all’alba della cashless society è ancora molto lunga. I bonifici, per esempio, sono ancora difficili da effettuare nei punti vendita al dettaglio e gli intermediari più in crescita (Paypal e Satispay, per esempio) sono sistemi closed loop (chi paga e chi incassa devono avere un conto con queste piattaforme).

Raccomandazioni e rischi

Dalle serie storiche delle Indagini sui bilanci delle famiglie di Bankitalia si apprende che nel 2016 (ultimo dato utile) i pensionati in possesso di almeno una card erano il 67% (dieci anni prima arrivavano appena al 40%), contro l’86% dei non pensionati. Nel 1993 la distanza tra pensionati e non-pensionati con una carta di pagamento era del 30%, nel 2016 è scesa al 20%. Tanto è vero che i non pensionati che nel 2016 hanno fatto la spesa pagando in contante erano il 37%, contro il 43% dei pensionati.

Ora la pandemia potrebbe cambiare il corso delle cose. Qualche settimana fa l’Eba ha diffuso una raccomandazione per gli intermediari: elevare da 25 a 50 euro la soglia per i pagamenti contactless con le card. Si vedrà come i comportamenti di consumo e pagamento si muoveranno nelle prossime settimane e mesi. Ma senza demonizzare chi vuole continuare a usare banconote e monete.

I rischi sanitari del contante sotto controllo

I rischi, come ha scritto a fine aprile l’esponente italiano del board Bce, Fabio Panetta , sono ampiamente sotto controllo. In un testo pubblicato su diversi quotidiani europei Panetta ha spiegato che, per conferire sicurezza al trattamento del contante, la Bce è in stretto contatto con primari laboratori per esaminare la permanenza del coronavirus su diverse -superfici. «E le analisi condotte - ha concluso - indicano che il virus può sopravvivere su una superficie di acciaio inossidabile (quali le maniglie delle porte) da circa 10 a 100 volte più a lungo che sulla carta di cotone delle banconote. Altre analisi indicano che il virus si trasmette più facilmente da una superficie liscia come la plastica piuttosto che attraverso un materiale poroso come quello delle banconote. Nel complesso, il contante non sembra porre rischi di trasmissione del virus significativi rispetto ad altri tipi di materiali con cui si è normalmente in contatto».

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