ISTAT

L’auto affonda l’industria: produzione giù dello 0,2% a giugno, dell’1,2% sull’anno

Auto (-17,7%) e tessile-abbigliamento i comparti peggiori

di Luca Orlando


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2' di lettura

Confronto congiunturale oppure annuo. Prendendo in esame il singolo mese, il trimestre oppure sei mesi. La sostanza non cambia: comunque li si giri, i dati Istat sulla produzione industriale presentano solo segni meno.

Nessun crollo, perché rispetto al mese precedente il calo è appena dello 0,2%, che sale all’1,2% nel confronto annuo. Ma la conferma di un progressivo indebolimento, trasversale a più settori, che non pare segnalare inversioni di rotta a breve.

Tenendo conto di un progresso del 3,4% della produzione di energia, il bilancio della manifattura per la verità peggiora ancora, presentando un calo mensile dello 0,4%, dell’1,7% in rapporto a giugno 2018.

Con l’eccezione di farmaceutica ed alimentari non vi sono segnali positivi tra i settori, dove spicca il crollo di oltre sette punti per tessile-abbigliamento e mezzi di trasporto, trascinati in basso ancora una volta dal settore auto.

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Peggiora anche il quadro dei macchinari, che a giugno cedono tre punti, portando la frenata del primo semestre a -1,2%.

Stop agli investimenti in macchinari che danneggia l’economia anche spezzando il circolo virtuoso avviato nel 2017 grazie al rilancio dell’attività di un ampio indotto di componentisti e sub-fornitori, a loro volta impegnati ad assumere ed investire per affrontare la domanda aggiuntiva.

Indotto che peraltro è penalizzato anche da un altro evento negativo, la caduta della produzione di auto, giù del 17,7% a giugno. Problema non limitato a chi rifornisce Fca, perché altrove il quadro non è affatto migliore. In Germania l’output di auto a giugno crolla del 24% , peggio dell’intero semestre (-12%), che vede “svanire” 340mila vetture. Così come in calo del 15% sono le immatricolazioni 2019 in Cina. Prendendo in esame due aree “connesse” con l’industria dell’auto, il primo trimestre in rosso dal 2013 per l’intera produzione lombarda oppure dell’industria vicentina (per colpa soprattutto della meccanica), rappresentano spie evidenti dell’impatto pervasivo di questo quadro sulla nostra manifattura.

La debolezza della manifattura (che rispetto al trimestre precedente tra aprile e giugno arretra dello 0,7%) era peraltro già stata ben rappresentata dall’ultima rilevazione sul prodotto interno lordo, che vede per l’Italia nel secondo trimestre una crescita zero sia in rapporto al periodo precedente che al corrispondente del 2018.

Il bilancio del primo semestre è quindi negativo: un calo dello 0,8% per la produzione industriale che sale a -1,2% per le sole attività manifatturiere.

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