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L’auto del futuro nasce in Bovisa

Al via il simulatore di guida hi-tech da 5 milioni. Ricerca, test di componenti, didattica innovativa tra i target. Ruolo chiave per le imprese.

di Luca Orlando

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(Lab Immagine Design POLIMI)

3' di lettura

«No, l’università a distanza non basta. E per convincere gli studenti a venire con noi sono due le strade: più qualità e grandi laboratori».

Ferruccio Resta, non ha dubbi. Se altri atenei all’estero stanno valutando o hanno già deciso di proseguire nelle formule “dad” anche dopo l'emergenza, il rettore del Politecnico di Milano ritiene invece indispensabile il confronto, la sperimentazione diretta, l'interazione tra studenti e docenti. E in questa strategia di lungo termine si inserisce l'ultimo investimento dell'ateneo, un maxi-laboratorio dedicato al mondo dell'auto che poggia sul modello più innovativo di simulatore di guida oggi esistente sul mercato.

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Impegno non banale, uno sforzo da cinque milioni di euro, che vede Regione Lombardia contribuire con due milioni, per realizzare un impianto al servizio della didattica così come del mondo delle imprese. Lo strumento, installato nel polo della Bovisa del Politecnico di Milano, proprio a fianco del Competence center Made, permette di sviluppare diversi filoni di ricerca.

Servirà per la progettazione e costruzione di nuovi veicoli ecologici, per lo sviluppo di componenti con impiego innovativo di materiali, per le applicazioni relative alla dinamica del veicolo, l'ottimizzazione dei consumi, per verificare il funzionamento di sistemi di sicurezza attiva, per le applicazioni di guida autonoma.

L'impianto è infatti in grado di simulare attraverso algoritmi matematici l'interazione del veicolo con l'ambiente circostante, simulando all'interno dell'abitacolo esattamente le stesse sensazioni che il conducente sperimenterebbe in un percorso reale su strada. Per un componentista del settore, ad esempio, sarà così possibile inserire nel sistema la propria innovazione (un freno, un ammortizzatore, un sistema di bilanciamento veicolo), verificando in tempo reale la reazione della vettura a fronte delle modifiche, accelerando in questo modo il time to market correggendo in corsa il prototipo alla luce dei dati acquisiti.

L’auto del futuro nasce in Bovisa

Tra i propri obiettivi, il simulatore ha infatti anche quello di creare un polo al servizio delle aziende automotive del cluster regionale lombardo, il quarto a livello europeo, oltre che di sviluppare una didattica innovativa, attrarre cervelli, partecipare a grant europei con un’arma in più.

«Le infrastrutture sperimentali e i laboratori d'avanguardia sono elementi essenziali per la ricerca internazionale e lo sviluppo con le imprese - aggiunge Resta - e attraverso questa installazione il Politecnico di Milano si confronta con alcune delle maggiori realtà a livello internazionale, contribuendo a rendere l'area di Bovisa un ecosistema dell'innovazione in chiave europea. Questa è la dimensione alla quale punta l'Ateneo per affrontare le grandi sfide dei prossimi anni, prima fra tutte quella della mobilità».

Decisivo il contributo della Regione, che finanzia i due quinti dell’intero progetto, condividendo gli obiettivi più ampi di sviluppo di questa attività .

«Con questo accordo - commenta Fabrizio Sala, assessore all'Istruzione, Ricerca, Innovazione, Università e Semplificazione di Regione Lombardia - vogliamo mettere ricerca e innovazione al servizio della mobilità sostenibile e supportare concretamente la filiera lombarda dell'automotive. La decisione di investire su questa infrastruttura è nata da una precisa analisi di contesto: l'80% del valore dei veicoli dipende dalla componentistica, cioè dalle tecnologie applicate dalle aziende che producono le diverse parti delle vetture, un settore che in Lombardia è molto sviluppato con oltre 1000 aziende nella filiera meccanica, plastica ed elettronica per l'automotive. Per questo i simulatori sono indispensabili per la progettazione e produzione di veicoli tecnologicamente avanzati e offrono grandissimi vantaggi sia al mondo economico che al mondo accademico e averne uno, tra i più avanzati al mondo, proprio in Lombardia rappresenta una grossa opportunità».

L'abitacolo è mobile e il conducente - grazie ai movimenti del simulatore e ai sistemi attivi integrati, sedile e cinture – è sottoposto esattamente alle stesse forze a cui sarebbe sottoposto nella realtà, in conseguenza delle accelerazioni che il veicolo sviluppa per seguire il percorso impostato alla velocità desiderata.Il sistema simulatore è quindi in grado di integrare e di rendere apprezzabile al guidatore come funzionano i diversi componenti meccanici, elettrici, pneumatici, idraulici, elettronici ed informatici che determinano le prestazioni del veicolo, e anche la sua connettività ambientale nelle varie condizioni operative.Il simulatore presenta anche un innovativo sistema di movimentazione basato sull'utilizzo di cavi, che consente di ottenere un campo di movimento più esteso, esponendo il guidatore ad accelerazioni più alte e per un tempo maggiore.

Tra le possibilità offerte dallo strumento vi è quella di dimostrare in ambiente sicuro e in modo concreto le potenzialità delle proprie innovazioni, prima di averle realizzate; di sperimentare e perfezionare tutti i sistemi avanzati di guida assistita o autonoma; di verificare l'interazione fra utenti della strada e infrastrutture, ad esempio la sensoristica per il traffico, prima che queste ultime siano costruite; di sviluppare studi sulla sicurezza della guida, per esempio per disabili e anziani, e più in generale sull'interazione tra utenti deboli, veicoli e infrastrutture.

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