tendenze

L’auto resiste con l’integrazione

La transizione digitale e la crisi delle vendite avevano già accelerato il processo di consolidamento del settore nel mondo: la pandemia darà un’ulteriore spinta anche in Italia

di Simonluca Pini

default onloading pic
Automobiliespostein un concessionario. L’aggregazione delle aziende ha consentito al settore di resistere alla crisi (GettyImages)

La transizione digitale e la crisi delle vendite avevano già accelerato il processo di consolidamento del settore nel mondo: la pandemia darà un’ulteriore spinta anche in Italia


3' di lettura

Accelerazione sulla transizione digitale e una spinta decisa verso l’integrazione tra aziende di dimensioni medie, per creare gruppi in grado di governare il mercato con una maggiore massa critica fatta di economie di scala e sinergie.

Ecco i principali driver del cambiamento in atto nel mondo dei concessionari di auto che affrontano una revisione dei modelli di business iniziata da tempo ma che la pandemia del coronavirus ha fatto accelerare per forza di cose. Ed è un cambio di paradigma che avviene oltre tutto sotto la spinta di due poli, ovvero l’elettrificazione e il passaggio epocale dall’acquisto al possesso con l’automobilista che si sta sempre di più “disaffezionando” dalla propria auto e la vede come uno strumento per spostarsi dal punto A al punto B ottimizzando al massimo risorse e costi.

Loading...

Il Covid-19 ha messo in evidenza per la necessità di digitalizzazione da parte delle aziende, diventata una vera e propria “conditio sine qua non” per sopravvivere in un mercato sempre più complesso. Nonostante un certo ritardo rispetto ad altri settori, termini come aggregazione e digitalizzazione erano già vocaboli comuni nel mondo delle vendite di automobili anche pre-pandemia.

Gruppi come Autotorino rappresentano l’eccellenza del settore a partire dai numeri ottenuti lo scorso anno. Con un di fatturato di 1.23 milioni di euro e di oltre 51.500 vetture vendute (di cui 29.100 nuove e 22.400 usate) il Gruppo guidato da Plinio Vanini ha chiuso il 2019 il titolo di primo dealer automotive in Italia con 52 sedi in 5 regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Veneto.

A livello globale tra le eccellenze spicca il gruppo Penske Automotive, presente anche in Italia, capace di fatturare nel 2019 ben 22.8 miliardi di dollari. Questi numeri indicano in che modo l’aggregazione sia fondamentale nel campo della vendita dell’automobile, perché in questo modo costi a partire dall’amministrazione, dal marketing o dalla gestione del personale vengono centralizzati.

Naturalmente gruppi di questo tipo hanno una forte presenza sul web, pronto a diventare una delle porte di accesso principale all’acquisto o al noleggio di vetture nuove. Prima di scoprire i numeri generati dall’e-commerce di auto di prima immatricolazione, è importante sottolineare il fatto che sempre più marchi offrano la possibilità di acquistare l’auto direttamente su internet, anche nel caso di supercar come nel recente caso di Porsche in Italia.

L’e-commerce di auto nuove in Europa, che attualmente rappresenta meno dell’1% delle transazioni totali, entro il 2025 potrebbe arrivare al 6-8% per raggiungere il 25/40% entro il 2035. Una crescita più rapida rispetto a quella degli Stati Uniti, dove si passerebbe dall’1% attuale al 5-7% in 5 anni e poi al 21-33% in 15 anni, perché nel vecchio continente una porzione maggiore del mercato avviene già su ordinazione e le leggi sul franchising dei concessionari sono relativamente più flessibili. Diventa ancora più veloce in Cina, dove le autovetture vendute online sono già il 2% del totale, con la possibilità di arrivare all’8-10% entro il 2025 e al 32-43% entro il 2035.

Sono le stime di BCG contenute nello studio “Will consumers finally be able to buy new cars online?” che ha analizzato le prospettive dell’eCommerce nel settore auto nell’attuale situazione di mercato. Infatti la pandemia da Covid-19 ha spinto molte persone a scegliere di utilizzare l’automobile invece mezzi pubblici. Secondo una recente indagine BCG, l’8% dei consumatori europei a seguito della pandemia ha intenzione di acquistare un’auto, quota che arriva al 16% negli Stati Uniti e al 60% in Cina.

Ma molti consumatori restano ancora diffidenti nell’entrare in concessionaria per affrontare di persona la visione e la trattativa dell’auto. Per risolvere questa paura molti autosaloni si sono organizzati con rigidi protocolli di sanificazione degli ambienti. Tutta queste serie di dati e numeri sottolineano l’importanza, per non dire la necessità, di avere una forte presenza digitale e una struttura aziendale in grado di rispondere alle sfide attuali e attese nei prossimi anni.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti