Made in Italy

L’auto sportiva conquista il mare

di Silvia Pieraccini

Linee storiche in chiave contemporanea.

3' di lettura

Tecnologie che si contaminano, design che si fondono. Per la prima volta un marchio di auto sportive tra i più prestigiosi e riconoscibili al mondo come Lamborghini collabora con un grande cantiere navale di maxiyacht come The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara (marchi Tecnomar, Admiral, Nca) per sperimentare una nuova categoria di prodotto made in Italy.

Dall’alleanza tra i due brand è nato uno yacht a motore lungo poco più di 19 metri – si chiama Tecnomar for Lamborghini 63 – in fibra di carbonio tipica delle vetture di Sant’Agata Bolognese, leggero e veloce: rientra nel range delle imbarcazioni ultraleggere con peso massimo di 24 tonnellate e raggiunge i 60 nodi di velocità grazie ai due motori MAN V12-2000HP che ne fanno la barca più performante della flotta Tecnomar (formata da 289 yacht fino a 50 metri prodotti dal 1987 a oggi).

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Il primo esemplare del motoscafo Lamborghini è stato varato in giugno e consegnato nelle settimane scorse a un armatore campano. Gli ordini stanno lievitando. L’idea alla base del progetto è riproporre sul mare le emozioni che si provano guidando la supercar.

Tecnomar for Lamborghini 63 è ispirato alla Lamborghini Siàn FKP 37, la supersportiva ibrida realizzata in soli 63 esemplari. Ma il numero 63 è stato scelto anche perché è l’anno di fondazione di Automobili Lamborghini e l’anno di nascita di Giovanni Costantino, fondatore e amministratore delegato di Tisg; 63 sono i nodi di velocità che raggiunge lo yacht e 63 sono i piedi di lunghezza della barca. Un numero ricorrente, dunque, che garantisce originalità al progetto.

La barca ha una linea supersportiva, fuori dagli schemi della nautica, e attinge alle iconiche vetture Lamborghini: scafo e sovrastruttura rilanciano in chiave contemporanea le storiche linee create da Marcello Gandini per le Miura e Countach degli anni ‘60 e ‘70; l’hard top si ispira ai modelli roadster di Lamborghini; le luci di prua sono un omaggio alla concept car Terzo Millennio e alla Lamborghini Sián FKP 37. Gli interni utilizzano materiali performanti e riproducono elementi iconici di Lamborghini come gli esagoni, le linee pulite, le Y; la plancia di comando interpreta in chiave nautica l’abitacolo automobilistico, in cui tutti i sistemi di navigazione e monitoraggio sono integrati. I dettagli in fibra di carbonio, l’utilizzo del carbon skin, i sedili supersportivi e il timone-volante col bottone start&stop, lo stesso che avvia il motore delle Lamborghini, contribuiscono a integrare i dna dei due marchi.

Per Tisg, cantiere che produce yacht oltre i 100 metri e svolge attività di refit, si tratta di una tappa strategica nello sviluppo e nel posizionamento di mercato, dopo la quotazione a Piazza Affari dello scorso giugno.

In poco più di otto anni il patron Giovanni Costantino ha rivoluzionato, non solo dal punto di vista produttivo, il cantiere di Marina di Carrara, acquistato da Invitalia – allora si chiama Nuovi Cantieri Apuania e costruiva traghetti per Grimaldi e Fs – a fine 2012, quando già possedeva Tecnomar e Admiral. Oggi il cantiere sulla riviera apuana – che conta su 100mila metri quadrati di superficie e ha il bacino di carenaggio privato più grande del Mediterraneo, capace di accogliere yacht fino a 200 metri con 2.500 metri di banchina – assomiglia a un resort di lusso, con lounge-bar, palestra, centro benessere, area relax per gli equipaggi, academy, sale riunioni disseminate di opere d’arte contemporanea.

Tisg ha chiuso un bilancio 2020 brillante: +16,1% il fatturato, arrivato a 116,4 milioni di euro, e +49,8% il margine operativo lordo (ebitda), salito a 14,5 milioni con un’incidenza sui ricavi pari al 12,5%. Il risultato netto è stato di 6,2 milioni di euro (rispetto ai 430mila euro del 2019). Il valore dei contratti in essere (yacht non ancora consegnati alla clientela al netto dei ricavi già iscritti nel conto economico al 31 dicembre 2020) ammontava nel marzo scorso a 432 milioni di euro, 3,7 volte i ricavi totali; gli yacht in produzione, maxi e mega, erano 19.

«Nel 2020 i nuovi contratti hanno fatto crescere l’order book a 605 milioni di euro – spiega Costantino, ex manager Natuzzi -. Nonostante la pandemia abbiamo assunto 96 dipendenti e ottenuto ottimi risultati a conferma della solidità del nostro modello di business». Un business che vuol crescere grazie anche a nuove collaborazioni.

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