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L’automazione industriale? Ora la gestione viene fatta via smartphone

Una piattaforma di programmazione per monitorare a distanza un intero impianto produttivo con un’interfaccia intuitiva

di Gianni Rusconi

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Una piattaforma di programmazione per monitorare a distanza un intero impianto produttivo con un’interfaccia intuitiva


3' di lettura

«Un cambio completo di paradigma nell'ambito dell'automazione industriale». Non usa mezzi termini Franco Valgoi, Industrial automation director di Bosch Rexroth Italia per presentare ctrlX Automation, la nuova piattaforma di programmazione messa in campo dalla società tedesca per rispondere alle nuove dinamiche che caratterizzano questo settore.

Una soluzione, dicono i diretti interessati, che nasce per rispondere alle mutate esigenze di aziende e utenti, di chi programma e di progetta, e che fa della flessibilità e della semplicità di utilizzo il suo dichiarato punto di forza. Non servono cioè approfondite conoscenze dei linguaggi di programmazione, perché per creare applicazioni ed eseguirle a bordo di una macchina entra in gioco la user experience di uno smartphone, attraverso una web app caratterizzata da un'interfaccia grafica particolarmente intuitiva con cui monitorare a distanza un impianto o un intero plant produttivo.

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Questa, almeno, è la convinzione di Bosch Rexroth, e non è certo un caso che Valgoi parli di grande innovazione rifacendosi al lancio del primo iPhone ad opera di Steve Jobs, datato gennaio 20007.

Un ambiente aperto basato su Linux

CtrlX Automation, a differenza dei prodotti made in Cupertino, è una piattaforma di sviluppo aperta, un ecosistema che sfrutta sistemi open source ed è interoperabile con diversi linguaggi di programmazione, da Java a Python passando per Microsoft Visual Studio e C++.

Non è un ambiente operativo chiuso, insomma, e come già detto punta tutto sulla user experience e su tecnologie web based per velocizzare lo sviluppo delle applicazioni, abbracciando il mondo dei servizi Iot in real time e quello dell'intelligenza artificiale e del machine learning. La logica di questa soluzione, pensata per operare in ambienti di rete 5G e con tutti i sistemi It esistenti (anche in cloud), presuppone inoltre l'integrazione del software a livello di workflow, rendendo il processo di progettazione completamente digitale.

L'altro fattore strategico, conclude Valgoi, sono le persone, sempre più “digital native” e interconnesse.Dal punto di vista tecnico, ctrlX Automation combina elementi hardware - una Cpu multicore a 64 bit) e un'architettura software (dove risiede la vera innovazione - basata su Linux che rende compatibile sia l'utilizzo di software proprietari che di terze parti.

Un apposito data layer ad accesso autenticato, inoltre, gestisce lo scambio di informazioni tra le applicazioni (magazzino, produzione e via dicendo) e ne assicura la totale compatibilità verso la piattaforma.

La semplicità d'uso è altresì confermata dalla possibilità di configurare e simulare le applicazioni realizzate sulla piattaforma direttamene in app, senza scrivere nuovo codice.

L'esempio pratico? Un rendering 3D di una macchina robotica può essere facilmente gestito interagendo con il software attraverso comandi vocali. Il sistema di controllo include inoltre un ambiente di simulazione in cui le funzioni inserite possono essere testate virtualmente e quindi applicate al sistema stesso.

Personalizzare le macchine tramite app

Una delle principali prerogative di ctrlX Automation, secondo gli esperti di Bosch, è quella di accorciare i tempi di controllo dei dispositivi industriali in maniera esponenziale, proprio in virtù della possibilità di integrare nuove funzionalità nella macchina con la stessa facilità e velocità con cui si installa una app sul proprio smartphone.

E se l'operazione in questione è quella di integrare la fotocamera in un programma Plc di un sistema di automazione, programmandone l'interfaccia e inoltrando i dati in una forma leggibile, ecco che i vantaggi operativi diventano un qualcosa di tangibile. Un altro vantaggio non di poco conto rispetto a piattaforme di controllo già esistenti, sempre secondo Bosch, è quello di offrire maggiore potenza di calcolo (fino a 8 milioni di accessi potenziali al secondo) occupando la medesima quantità di spazio, garantendo di conseguenza ai costruttori delle macchine l'opportunità di integrare, combinare e aggiornare all'interno della macchina stessa funzioni che in passato dovevano essere installate su elementi hardware aggiuntivi.

Ogni app, in altre parole, costituisce un contenitore software separato, e questo consente di installare esclusivamente le applicazioni richieste e di adattare la macchina alle esigenze specifiche dell'azienda utente, in pochi e immediati passaggi.

L'asso nella manica che Bosch mette sul tavolo per giocare la partita della trasformazione digitale in campo industriale è in definitiva una piattaforma che promette tempi di progettazione più rapidi e massima flessibilità a livello operativo per gli sviluppatori di applicazioni, stimando fra il 30 e il 50% la percentuale di incremento dell'efficienza tecnica.

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