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L’autonomia regionale torna alla ribalta

Dalle imprese e Regioni del Nord riparte il pressing affinché sia tema prioritario del nuovo Governo

di Flavia Carletti

(franco ricci - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’autonomia regionale torna alla ribalta. Il tema non è nuovo e, sia in campagna elettorale sia dopo il voto del 25 settembre scorso, è tornato sul tavolo. Dal consiglio federale della Lega è arrivata la richiesta di portare la questione al primo consiglio dei ministri del prossimo governo di centro-destra e prima delle elezioni Giorgia Meloni, in una intervista, ne ha parlato, spiegando che è nel programma condiviso con gli alleati. Il tema è sentito anche da diverse Regioni e dal tessuto imprenditoriale di quei territori economicamente più importanti (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte), che chiede risposte immediate per far fronte alla difficile congiuntura caratterizzata dal caro energia e materie prime, i cui prezzi risentono delle tensioni internazionali. Dalla Lombardia, ad esempio, Cna e Confartigianato, a margine della presentazione degli ultimi dati congiunturali di Unioncamere, hanno sollevato nuovamente la questione autonomia auspicando che il dibattito sulla sua attuazione diventi priorità per il prossimo governo.

Guidesi: con autonomia risposte più immediate

Anche l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, durante un incontro organizzato da Confindustria, ha affrontato la questione, dichiarando «che sarebbe stato più semplice attivare le misure per contrastare il caro energia, se le Regioni avessero avuto la competenza specifica in materia e risorse economiche adeguate». Un esempio è rappresentato dalle comunità energetiche "bloccate" in Lombardia per mancanza dei decreti attuativi del Governo, anche a fronte di una legge regionale approvata ormai alcuni mesi fa dall'intero consiglio regionale. Per le Regioni, avere autonomia significa poter dare risposte immediate e allo stesso tempo maggiore responsabilità da parte delle istituzioni. Si guarda anche a quelle regioni europee che hanno autonomia fiscale e una maggiore disponibilità di spesa e di investimenti per le loro imprese: l’autonomia fiscale può essere l’occasione per dare maggiori sostegni al mondo economico in caso di necessità e di liberare risorse e potenzialità inespresse. Questa situazione secondo l'assessore Guidesi «può essere definita come una sorta di concorrenza sleale per le nostre imprese, una situazione non più tollerabile soprattutto in un momento così delicato». Per questo l’auspicio di Guidesi è che «le regioni più produttive d’Europa si scambino i propri valori aggiunti nelle stesse condizioni fiscali e di competenze territoriali. L’autonomia per la Lombardia vuol dire equità in Europa».

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