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L’autunno caldo dei trasporti Da Milano a Lecco, tariffe più care

di Sara Monaci

 Nel capoluogo meneghino aumenterà il biglietto ma verranno tutelati abbonamenti e fasce fragili della popolazione, per cui non dovrebbero esserci variazioni

3' di lettura

E alla fine l’aumento del biglietto dei mezzi pubblici milanesi ci sarà. Congelato subito dopo una polemica sorta tra Comune di Milano e Regione Lombardia durante il mese di agosto - durante il quale prima l’incremento è stato votato dall’Agenzia per il trasporto, poi è stato oggetto di un rimpallo di responsabilità fra istituzioni -, sarà con tutta probabilità varato entro la fine dell’anno, già a novembre forse. Verranno tutelati gli abbonamenti e le fasce fragili della popolazione, per i quali non dovrebbero esserci variazioni, mentre il singolo titolo di viaggio passerà dagli attuali 2 ai 2,20 euro.

Chi aumenta il biglietto

Milano non è la sola ad aver introdotto l’aumento, giustificato dall’adeguamento all’inflazione rilevata dall’Istat. A Bergamo l’aumento porta il biglietto da 1,3 euro a 1,5 euro (il 10% in più). Il prezzo qui era rimasto fermo per 8 anni, così l’Agenzia per il trasporto territoriale ha calcolato sia l’inflazione che i mancati aumenti degli anni precedenti.

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Incremento dell’8,65% previsto anche per il trasporto a Mantova. In autunno cresce anche la tariffa a Cremona, con un adeguamento dell’8,6% sul prezzo degli autobus e del 4% per i treni. In arrivo l’aumento anche a Como, Lecco e Varese. Brescia sta valutando la stessa direzione, per portare il prezzo a 1,5 euro, dopo 9 anni di tariffa invariata. Probabile per tutti i comuni la scelta di non modificare gli abbonamenti, ma di concentrare gli aumenti prevalemente sui biglietti singoli, considerati a carico di passeggeri occasionali o provenienti da fuori città.

Per quanto riguarda tutto il territorio lombardo, gli utenti delle ferrovie regionali Trenord dovranno adeguarsi ad un aumento generalizzato su tutta la rete.

La stima economica

L’effetto economico dell’aumento Istat è di circa 38 milioni per tutta la Lombardia. Secondo una stima indicativa a Milano si aggira tra i 15 e i 17 milioni annuali.

L’aumento nasce da una delibera regionale del 4 luglio 2022 che testualmente dice: «stabilire che le Agenzie per il Tpl e i Comuni adottino i rispettivi atti di competenza per la definizione dell’adeguamento delle tariffe 2022 da applicare ai sistemi tariffari...»; «limitatamente alle Agenzie per il Tpl, definiscano i nuovi livelli tariffari...».

Inoltre lo scorso 3 agosto Anav e Asstra (le associazioni che riuniscono e rappresentano il trasporto pubblico) hanno scritto alle agenzie per chiedere l’adeguamento delle tariffe, sottolineando di essere pronte a tutelare i loro diritti.

Lo stesso 3 agosto si è svolta quindi l’assemblea dell’Agenzia di Monza e Brianza, Lodi e Pavia durante la quale i soci hanno fornito al presidente gli indirizzi per l’applicazione degli adeguamenti previsti dalla Regione, indicando la necessità di mantenere invariati gli abbonamenti e di intervenire solo sui titoli occasionali.

Ovviamente nessuno ha voluto intestarsi nelle settimane successive l’incremento tariffario. Da una parte la Regione sottolinea che gli incrementi dei biglietti possono essere anche ripianati dai Comuni, che non necessariamente devono scaricare sugli utenti la necessità delle società di tpl di avere maggiori incassi; il Comune ha sottolineato invece che non c’erano altre scelte, di fronte ad un imperativo regionale e ad una sollecitazione così forte delle associazioni.

Il punto è che il trasporto pubblico ha un costo sempre più elevato, specialmente a Milano, dove in prospettiva ci sarà da gestire una metropolitana in più tra il 2023 e il 2024 (la linea 4). I rischi di squilibrio finanziario sono inoltre cresciuti dopo la pandemia, che ha ridotto di almeno il 15% i passeggeri giornalieri in modo definitivo, visto che lo smart working è una scelta ormai diffusa e probabilmente irreversibile. In più, i fondi regionali potrebbero ridursi quest’anno, passando dai 267 milioni e 430 mila euro del 2019 ai 262 milioni e 750mila euro del 2022 (si tratta di una stima perché le risorse arrivano a fine anno).

«Milano è il più importante bacino del trasposto pubblico della Lombardia per numero di utenti, qualità del servizio offerto, volumi di spostamenti e potenziale sviluppo futuro del trasporto pubblico - dice l’assessore alla Mobilità di Milano Arianna Censi - Un servizio utilizzato non solo dai milanesi ma anche da tutti coloro che vengono a Milano per lavoro, studio e anche svago dai comuni limitrofi e anche dalle altre province. Dobbiamo però sfatare un mito: questo sistema non è autosufficiente. Milano ogni anno spende circa 845 milioni per il tpl. Calcolando i trasferimenti e i proventi del biglietto, rimane un disavanzo di circa 260,6 milioni che l’amministrazione copre con fondi propri». Questo il riassunto della situazione.

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