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L’Avana apre alle imprese italiane: «Paghiamo in dollari e zero imposte»

Cuba punta moltissimo sulla collaborazione commerciale con l'Italia, il suo secondo partner commerciale in Europa: per questo ha modificato il quadro normativo per allargare le opportunità di investimento

di Stefano Elli

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4' di lettura

Una riforma fiscale vantaggiosa per chi vuole investire e un meccanismo di pagamenti in dollari che attenua il rischio valutario per gli investitori internazionali. Con queste due importanti novità Cuba accoglie in questi giorni il Congresso Mondiale della Confederazione Italiani nel Mondo presieduta da Angelo Sollazzo, con la partecipazione di 300 delegati tra parlamentari, sindaci e imprenditori.

Tutt'altro che una presenza simbolica, visto che a Cuba lavorano stabilmente 47 succursali di imprese e società italiane, tra cui spiccano il gruppo Inalca di Luigi Cremonini nell'alimentare, Farmavenda di Vittoria Comini, la Sistem Costruzioni di Emanuele Orsini nel legno, Daikiri di Claudio Cardini (che è anche presidente degli Imprenditori italiani per Cuba) e nel turismo, settore in cui un ruolo importante lo gioca Alpitour guidata da Gabriele Burgio. Molto attivo anche il Comitato Imprenditoriale Cuba-Italia istituito nel 2011 per rafforzare le relazioni economico-commerciali tra i due paesi e attualmente guidato da Elisabetta Pola.

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Quadro normativo che agevola le joint ventures

Mirta Granda Averhoff ha presentato le sue credenziali di ambasciatrice di Cuba in Italia il 22 febbraio scorso. Ha accettato, in occasione dell'evento, di fare il punto della situazione sui rapporti tra Cuba e Italia.

«Voglio subito dire - esordisce - che gli imprenditori italiani, e gli italiani tutti, sono i benvenuti a Cuba: anzi, con loro abbiamo uno speciale feeling che vogliamo rinnovare e accrescere nell'interesse reciproco. Da noi molto è cambiato nei rapporti con gli investitori stranieri, non solo le modalità di pagamento in dollari Usa». Anche l'impianto normativo sta mutando, tentando di smussare le barriere amministrative per attirare gli investimenti italiani. Alcune di queste misure sono già operative. «Per esempio la partecipazione azionaria di maggioranza cubana nel settore del turismo, delle biotecnologie e del commercio all'ingrosso è stata eliminata. Sono ora possibili joint ventures tra imprese straniere e cubane e hanno piena cittadinanza le società di proprietà interamente straniera. Per otto anni non vi sono imposte sugli utili. Successivamente, si pagherà un'aliquota fiscale solo del 15 per cento. Il primo anno di attività è esente dall'imposta sulle vendite e sui servizi. In seguito - chiarisce Averhoff - si pagherà l'1% per la prima è il 5% sulla seconda. Le modalità di investimento estero sono esenti dal pagamento delle imposte sulle vendite, sulle accise e sui servizi per i beni che costituiscono materie prime per la produzione industriale e per i beni e servizi destinati all'esportazione».

Economia dinamica, infrastrutture, forza lavoro qualificata

Ma gli obiettivi del governo cubano non sembrano destinati a fermarsi qui. «Puntiamo moltissimo sulla collaborazione commerciale con l'Italia perché voi avete i prodotti di cui abbiamo bisogno, a cominciare dall'agroindustria. Oggi siete il nostro secondo partner commerciale in Europa e il mio obiettivo è allargare la collaborazione, vorrei che diventaste il primo quando io avrò finito il mio mandato. Cuba è un mercato in crescita con una posizione geografica strategica per il commercio nella regione. Abbiamo infrastrutture di base in tutto il Paese, più di 20 aeroporti, collegamenti ferroviari e stradali in tutta l'isola, comunicazioni ed energia sul 95% del territorio, e abbiamo importanti piani di investimento e sviluppo basati anche su di una forza lavoro altamente qualificata e un alto livello di sicurezza pubblica e di indici di sviluppo umano». Esistono anche dei protocolli e delle piattaforme già definite e funzionanti per snellire le pratiche burocratiche e avviare progetti di finanziamento.

Portafoglio di Opportunità sempre più esteso

«Il Portafoglio di Opportunità per gli Investimenti Esteri a Cuba, presentato nel novembre 2021, include 678 progetti per un importo di 12 miliardi dollari e contiene 175 progetti in più rispetto al 2020-2021. Il Portafoglio presenta 60 progetti sostenuti dai governi locali, per la rilevanza che il Paese sta attribuendo allo sviluppo del territorio. Sono stati inclusi 30 progetti in cui il capitale da conferire non supera il mezzo milione di dollari statunitensi.

Inoltre - prosegue Averhoff– È stato istituito lo Sportello Unico per il Commercio Estero di Cuba (VUCE), una piattaforma elettronica che permette di svolgere le procedure e gestire i permessi relativi alle attività di import ed export. L'obiettivo – spiega – è quello di facilitare la gestione del commercio estero per gli imprenditori cubani e stranieri. È uno strumento importante per agevolare l'iter amministrativo del commercio estero di beni e servizi.

Sportello unico per gli investimenti stranieri

Un altro valido supporto - continua Averhoff - è lo Sportello Unico per gli Investimenti Stranieri a Cuba (VUINEX), che non solo fornisce un servizio elettronico agli investitori stranieri totalmente gratuito, che consente di accelerare e facilitare tutte le procedure, i permessi, le licenze e le autorizzazioni, ma è al contempo un luogo in cui sono rappresentati gli enti e le autorità di riferimento. È un incentivo indiretto agli investimenti esteri che consente di semplificare le procedure, abbreviare i tempi di approvazione e ricevere consulenza e follow-up in tutte le fasi del business. Abbiamo bisogno di macchine, di apparecchiature, di prodotti alimentari (sia da importare sia da produrre sull'isola secondo i metodi dell'agricoltura avanzata e sostenibile), prodotti chimici, elettrici ed elettronici. E poi automobili, mobili e costruzioni in legno, particolarmente adatte al nostro ecosistema. Abbiamo bisogno di molto altro e conto sulla Confindustria per attivare un tavolo di lavoro e aggiornare tempestivamente le imprese sulle opportunità che il mio paese offre. Il mio è un appello alle imprese e agli imprenditori italiani: possiamo fare un grande lavoro insieme, chiedete a chi già lavora con Cuba da molti anni se e soprattutto quanto è soddisfatto, e non solo dei risultati ottenuti».

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