la ragazza della garbatella

L’avanzata di Giorgia Meloni, che non si rassegna al voto solo nel 2023

Esulta per aver vinto in una regione «roccaforte della sinistra», anche se è cocente la delusione per la sconfitta di Fitto in Puglia, che però, dice, non è stata «ad armi pari»

di Nicoletta Cottone

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Esulta per aver vinto in una regione «roccaforte della sinistra», anche se è cocente la delusione per la sconfitta di Fitto in Puglia, che però, dice, non è stata «ad armi pari»


3' di lettura

Giorgia Meloni, romana cresciuta alla Garbatella, esulta per aver strappato le Marche alla sinistra, per aver vinto «in una regione roccaforte della sinistra». Un mantra che ripete in tutte le interviste. La vittoria di Francesco Acquaroli (Fdi) nelle Marche la compensa per la delusione della sconfitta di Raffaele Fitto in Puglia, dove la sinistra si è ricompattata per riconfermare Michele Emiliano, che aveva raccolto l’eredità di Nichi Vendola al vertice della Regione. É corsa ad Ancona a festeggiare il trionfo di Acquaroli, per seguire il primo discorso da palazzo Leopardi del neo governatore della regione Marche, primo di centrodestra in 50 anni di storia marchigiana a sedere sullo scranno più alto. «Il dato delle Marche è straordinario», ha detto, esaltando il programma del neo governatore che punta su infrastrutture, sanità, ricostruzione post sisma e lavoro. Pur raggiante per la conquista delle Marche, come le ha riconosciuto il 'Guardian', è prudente.

Rivendica le vittorie nelle suppletive

Nelle interviste è un fiume in piena: rivendica di essere a capo dell’unico partito cresciuto in tutte le regioni al voto. Ricorda a tutti che il centrodestra governa in 15 regioni su 20, rivendica le due vittorie del centrodestra nelle suppletive al Senato, dove è stato eletto un rappresentante di Fdi ed è stato strappato un seggio del M5s alla maggioranza. Una lettura dei risultati identica a quella ripetuta dal leader della Lega Matteo Salvini, oscurato dall’exploit di Zaia. «Emerge - dice al microfono di Bruno Vespa a Porta a porta - che i 4 governatori uscenti godevano, dopo la fase Covid, di un vantaggio competitivo. C’è stato il principio, stringiamoci attorno alla bandiera».

In Puglia sfida non ad armi pari

Attacca il governo, dice di essere «preoccupata dai metodi usati dai miei avversari, ci hanno accusato di tutto». E in Puglia? «In Puglia non c’è stata una competizione ad armi pari: c’è stato un governo nazionale che va in giro nelle regioni a dire che i soldi del Recovery fund arriveranno solo se i cittadini voteranno bene. Conte c’ha fatto le interviste. Poi ho denunciato metodi intollerabili messi in campo da Emiliano e il Pd: se avessimo fatto noi un evento con la stabilizzazione di precari, saremmo stati portati via dalla celere». E il M5S? «É diventato una lista civetta», afferma la presidente di Fratelli d'Italia.

Vuole andare al voto prima del 2023

«Non mi sono rassegnata che non si voti prima del 2023. L’Italia si è largamente schierata per il centrodestra. Solo il 5% di chi ha votato per il sì, ha votato per i Cinque Stelle. Il no è una reazione contro i 5S. Il partito di maggioranza relativo è sparito, è una lista civetta», dice a Vespa. Parla degli alleati: «I partiti competono e competono sempre, ma ho spiegato cento volte che non mi interessa crescere a scapito dei miei alleati. Non voglio andare al governo a tutti i costi. Ho le idee chiare. Siccome siamo molto scomodi, quando andremo al governo avremo una sola possibilità di dimostrare chi siamo, non conviene andare in una posizione precaria, servono numeri importanti, maggioranza solida e visione chiara». Non si va al governo «cercando di farci la guerra tra di noi, senza capire che saremo già pieni di nemici». In più occasioni ha detto di non escludere una corsa bis in Campidoglio, dove quattro anni fa arrivò terza dietro a Raggi e Giachetti. Anche se il sogno nel cassetto resta quello di essere prima donna a palazzo Chigi.

Proporzionale vergognoso salva inciucio

Poi si parla di legge elettorale. «L’accordo di maggioranza per il proporzionale è vergognoso, lo non posso che denuciarlo, è una legge salva inciucio, che ha come unico obiettivo tenere insieme tutto e il contrario di tutto per salvarsi la poltrona. Tutte le democrazie vivono sulla base di maggioritario e alternanza».

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