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L’avatar che serve alla moda: così il digitale porta l’esperienza dal negozio a casa

Al quarto summit di Pitti Immagine sulle trasformazioni digitali le esperienze dei brand del lusso e delle start up, ma anche l’allarme sulla frenata degli investimenti causa Covid

di Silvia Pieraccini

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Al quarto summit di Pitti Immagine sulle trasformazioni digitali le esperienze dei brand del lusso e delle start up, ma anche l’allarme sulla frenata degli investimenti causa Covid


2' di lettura

Il Covid-19 accelera la trasformazione del retail in una direzione che è ormai chiara, definita, incontrovertibile: l'integrazione tra i clienti online, sempre più numerosi, e il punto vendita fisico, nel tentativo di trasportare a casa l'esperienza d'acquisto vissuta in negozio.
Ruotano intorno a questo obiettivo le tecnologie che start up e brand del lusso stanno sviluppando, e che sono state al centro della quarta edizione del summit e-P, il più importante appuntamento italiano sull'innovazione digitale nella moda organizzato da Pitti Immagine e svoltosi il 21 ottobre, in streaming, con la partecipazione di esperti e protagonisti del settore.

Capi da indossare sullo schermo, consigli via chat

Il camerino dei negozi sta diventando virtuale, grazie a software che consentono al cliente di creare un avatar che prova gli abiti del brand e sperimenta colori, modelli, tessuti. Già oggi si possono comprare anche capi virtuali (ci sono già start up che fanno questo), da indossare solo sullo schermo per condividere le foto sui social media. I consigli d'acquisto e l'assistenza ai clienti online arriveranno sempre più spesso via chat e videochiamate, come già fanno oggi i grandi marchi che stanno cercando di sviluppare ambienti accoglienti, simili a quelli degli show room, da mostrare sullo schermo per dare umanità ai servizi gestiti da remoto. «Il futuro sembra sempre più digitale ma per questo dobbiamo restare sempre più umani», ha spiegato Vasilis Dimitropoulos, vice presidente Client services di Gucci rivelando che i consulenti di vendita del brand scrivono un biglietto a mano che accompagna i regali inviati ai clienti online.

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Blogger virtuali e ordini dei buyer mirati

Tra le tendenze, che in Cina sono da tempo una realtà, ci sono i blogger virtuali capaci di orientare le scelte d'acquisto dei consumatori; il tracciamento del comportamento dei clienti, per aiutare i brand a produrre in modo più razionale e i buyer a fare acquisti “mirati”; e la collaborazione sempre più stretta tra fashion e gaming, considerato che nel mondo ci sono milioni di appassionati di videogiochi e che il 46% sono donne: l'impiego di giochi per attirare consumatori diventa dunque uno strumento di marketing su cui sono attesi nuovi investimenti.

Tecnologie e moda: il Covid 19 frena degli investimenti

Sugli investimenti in tecnologie applicate alla moda (fashtech), il trend di crescita che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni si è arrestato con la pandemia, soprattutto a causa del crollo dei “mega rounds” (gli accordi di finanziamento di start up superiori a 100 milioni di dollari). «Si è passati da 1,98 miliardi di dollari del 2019 ai 462 milioni di dollari di quest'anno – ha spiegato Giusy Cannone, chief executive officer di Fashion Technology Accelerator -: la categoria che finora ha attratto i maggiori investimenti è il b2c, seguita dal mercato “seconda mano”, che non si è arrestato neppure durante l'emergenza sanitaria. Quest'anno gli investimenti si concentreranno proprio su second hand e sulla sostenibilità».Lo scenario rimane difficile a causa della pandemia. «L'innovazione è la risposta in questi momenti difficili – ha affermato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – la nostra dipendenza dalla tecnologia in questi mesi l'ha reso molto chiaro. Anche il 2021 sarà un anno in cui la tecnologia avrà un ruolo molto forte, più forte di sempre».

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