I controlli

L’azienda mette in campo gli investigatori contro gli abusi

La Cassazione a più riprese ha confermato che il datore di lavoro può legittimamente far seguire da un investigatore privato il dipendente che si mette in malattia per accertare che la stessa sia vera

di Marcello Floris e Valentina Pomares

(ImageSource / AGF)

1' di lettura

Può accadere che il datore di lavoro sia indotto a sospettare che la malattia del dipendente sia simulata. Si pensi, ad esempio, al caso in cui quest’ultimo richieda di usufruire di periodi di malattia a ridosso del weekend o in prossimità di ferie o permessi. In questi casi, in linea generale, l’articolo 5 della legge 300/1970 vieta al datore di lavoro di svolgere accertamenti su infermità e infortunio del dipendente, con facoltà di controllo delle assenze solo tramite gli istituti previdenziali competenti.

L’insussistenza della malattia

La Cassazione a più riprese ha confermato che il datore di lavoro può legittimamente far seguire da un investigatore privato il dipendente che si mette in malattia per accertare che la stessa sia vera. La ragione risiede nel fatto che, in caso di dubbio, l’utilizzo di un’agenzia investigativa è volto ad accertare circostanze di fatto che dimostrano l’insussistenza della malattia e l’inidoneità di quest’ultima a determinare uno stato di incapacità in grado di giustificare l’assenza. Non è una verifica di carattere sanitario ma un accertamento di circostanze di fatto che consentono di contestare le risultanze dei certificati medici prodotti dal lavoratore.

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti