La strategia

L’azienda nata in uno scantinato punta a crescere del 15 per cento

Il fatturato è passato dai 10mila euro del primo anno ai 600mila euro di oggi

di Carlo Andrea Finotto

Il fatturato è passato dai 10mila euro del primo anno ai 600mila euro di oggi


2' di lettura

Se le coincidenze hanno un senso, allora il futuro della Ideart di Villeneuve, vicino ad Aosta, non può che essere roseo.

Quando Stefano Fontanelle ha deciso di mettersi in proprio lo spazio per il primo macchinario l’ha ricavato nei locali sotto casa adibiti fino a quel momento a tavernetta.

Non proprio un garage, insomma, ma le analogie con storie aziendali ben più celebri ci sono e potrebbero essere perlomeno di buon auspicio. Certo, non siamo nell’epoca pionieristica dei computer e Villeneuve non è esattamente la Silicon Valley, ma l’intraprendenza non manca neppure da queste parti.

«L’azienda ora ha una quindicina di anni - racconta Fontanelle - e grazie a dio per ora non ha mai subito crisi o difficoltà. A parte le vicende legate all’attuale epidemia da coronavirus».

Ma andiamo con ordine.

Stefano Fontanelle, che oggi ha 43 anni, ha iniziato a lavorare in un’azienda valdostana molto nota nel mondo dell’alpinismo e degli sport da montagna: la Grivel. «Mi hanno cresciuto a livello professionale - ricorda - sono partito da operaio e poi con il tempo mi sono occupato della gestione di un reparto e infine mi sono occupato di grafica».

È stato quest’ultimo passaggio a creare il cosiddetto “colpo di fulmine”. «Quel tipo di attività mi ha appassionato» ammette. Nell’ambito del suo lavoro Fontanelle ha a che fare con un laboratorio di grafica, l’attività lo affascina e decide di fare il grande passo: lascia la Grivel e si mette in proprio puntando sulla stampa per il settore tessile.

«Sono partito da solo e il primo anno ho lavorato nello scantinato sotto casa: per fortuna la taverna era molto ampia - sorride -. Poi il gruppo di lavoro si è via via ampliato: prima un collaboratore, poi un altro e ora siamo in sei persone».

Gli inizi non sono stati facili: «Il primo fatturato era di circa 10mila euro», ma gradualmente le cose sono migliorate. Ideart realizza stampe su prodotti tessili: abbigliamento sportivo e da lavoro. Collabora con vari eventi specifici che si svolgono regolarmente in Valle d’Aosta, come il Tour du Rutor, il Trofeo Mezzalama o tappe della Coppa del mondo di sci ed esegue lavorazioni per alcune aziende che fanno capo al Gruppo servizi associati, big che opera sul fronte della sicurezza in varie parti d’Italia: dal tunnel del Monte Bianco a porti, aeroporti, cantieri.

«Ogni anno realizziamo complessivamente circa 60mila stampe – dice Stefano Fontanelle – il fatturato è salito a 600mila euro, realizzato per oltre il 90% in Italia ma con qualche commessa in Francia e Svizzera. Senza coronavirus quest’anno era prevista una crescita del 15% e una ulteriore assunzione. Sono ottimista, spero di centrare ugualmente tutti e due gli obiettivi».

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