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L’azzardo 5G che ha svoltato la ricerca di Tlc e manifattura

Dopo l’aggiudicazione delle frequenze, Vodafone ha fatto dell’Italia l’avanguardia dello sviluppo della rete e delle connessioni : attivi 38 progetti sui 41 previsti dal piano. Collaborazioni con mondo accademico e clienti fondamentali per indirizzare i progetti

di Andrea Biondi

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Dopo l’aggiudicazione delle frequenze, Vodafone ha fatto dell’Italia l’avanguardia dello sviluppo della rete e delle connessioni : attivi 38 progetti sui 41 previsti dal piano. Collaborazioni con mondo accademico e clienti fondamentali per indirizzare i progetti


4' di lettura

Droni manovrati a distanza di chilometri e senza il controllo visivo del pilota; intervento di chirurgia da remoto; prove su strada con auto connesse in grado di fermarsi da sole in caso di pericolo o di gestire al meglio i fenomeni di aquaplaning; piattaforma di Mixed Reality realizzata con Politecnico di Milano, Huawei e Qualcomm per migliorare l’apprendimento e renderlo immersivo grazie a dispositivi indossabili.

Eccola, in questi flash, la rappresentazione del 5G targato Vodafone: esempio della punta più avanzata della ricerca di questa come di altre compagnie telefoniche.

Lo spartiacque va posizionato a ottobre 2018. È quella la data della conclusione dell’asta gestita dal ministero dello Sviluppo economico per l’assegnazione delle frequenze necessarie per il 5G che ha significato, per lo Stato, un toccasana da 6,55 miliardi di euro. Spalmati negli anni fino al 2022 ma tant’è. Per uno Stato che sorride (o ride) visto che l’ipotesi di incasso non andava oltre i 2,5 miliardi di euro, c’è chi ovviamente ha quantomeno lanciato il cuore oltre l’ostacolo.

Vodafone, come Tim, è in questo caso la compagnia telefonica che ha deciso di investire di più. Una scommessa, ma che la compagnia guidata in Italia da Aldo Bisio ha deciso di giocare consapevole che da lì passeranno le opportunità di business dei prossimi anni, in un mercato calante come quello delle telecomunicazioni in cui negli anni si sono sacrificati ricavi sull’altare di una scellerata guerra al ribasso dei prezzi, ma che ha anche dovuto fare i conti con l’attacco (riuscito) al fortino di attività pregiate come quelle degli sms da parte di Whatsapp e di altre piattaforme di messagistica.

Difficile capire quel che sta accadendo nel mondo delle tlc senza questa contestualizzazione. Anche perché sono movimenti ancora poco visibili al mondo consumer, ma in cui il rapporto fra operatori e partners – che si tratti di università, centri di ricerca o anche aziende – è diventato così stretto da risultare imprescindibile per arrivare al risultato finale: applicazioni su rete wireless che possono godere di performance anche superiori al fisso in termini di velocità (10 Gigabit al secondo), di una ragguardevole capacità di trasmissione di dati e di un tempo di latenza (il divario fra input e risposta) in millisecondi.

L’arrivo del 5G ha rappresentato una svolta nel modo di fare ricerca e anche di approcciarsi alle sperimentazioni. È qui che ora si stanno concentrando gli sforzi sul fronte ricerca da parte della compagnia telefonica. Con una particolarità. Vodafone è una multinazionale. E l’essere l’Italia, per una volta, tra le nazioni di testa del 5G sta facendo sì che il nostro Paese sia, anche a livello di gruppo, considerato un’avanguardia della sperimentazione.

Forza del 5G che Vodafone sta testando nell’ambito della sperimentazione che si sta svolgendo sotto l’egida del Mise e che vede la telco impegnata proprio nell’area di Milano. Non che finora le tlc non siano stato terreno di sperimentazione. Anzi. Gli investimenti del settore si sono tenuti al 22% dei ricavi sia nel 2017 sia nel 2018. Ma quello che era un impegno su tech, su emissioni, sui performance delle reti, ha subito un salto quantico con il 5G. Il tutto con un’accelerazione, evidentemente, anche del lavoro fatto con Università e centri di ricerca con cui Vodafone porta avanti comunque da tempo un lavoro sia in Italia sia all’estero.

Con il Politecnico di Milano, che è partner strategico della sperimentazione 5G a Milano ed è impegnato direttamente il circa il 50% degli use case, Vodafone ha una collaborazione pluriennale scientifica con il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria (Deib) focalizzata sulla definizione di Kpi evoluti funzionali al dimensionamento della rete 4G e all’uso dei big data per l’analisi statistica del traffico funzionale al dimensionamento della rete e alla caratterizzazione di modelli di crescita del traffico.

Con l’Università Federico II di Napoli Vodafone ha una convenzione quadro di collaborazione scientifica con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione (Dieti). Metodologie per la misurazione del campo elettromagnetico generato da sistemi 4G e 5G e antenne “massive Mimo”; metodologie per l’analisi dei dati relativi ai parametri fisici della rete di accesso radio 4G e metodologie per l’analisi di dati di rete e di traffico finalizzate alla definizione di indicatori prestazionali sintetici per reti 4G e 5G sono alla base del lavoro comune che Vodafone e il Dieti stanno portando avanti.

Con l’Università Bocconi di Milano Vodafone ha poi in essere una cattedra che studia l’utilizzo delle tecniche più avanzate e scientificamente solide per analizzare grandi quantità di dati ed estrarne informazione: machine learning e data science.

Questo in Italia. Ma come detto la natura multinazionale di Vodafone si evidenzia in partnership anche all’estero con cattedre e centri di ricerca ad hoc: con la tedesca Technische Universität Dresden tedesca, con l’inglese Surrey University, con la Carnegie Mellon University of Pittsburgh, in Pennsylvania.

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