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L’Eba saluta Londra. Da giugno l’authority si sposta a Parigi

di Simone Filippetti


2' di lettura

A Canary Wharf, la ex zona del porto fluviale di Londra negli anni 80 convertita nel quartier generale delle banche mondiali e centro finanziario della capitale britannica, c’è un gran via vai nel grattacielo che affaccia su One Canada Square, la piazza principe del distretto finanziario. Qui, ancora per solo una settimana, ci sono gli uffici dell’Eba, la potente e importante authority bancaria europea: tutto è pronto per l’addio alla Gran Bretagna. L’ente che riunisce tutte le autorità di vigilanza bancaria dell’Unione europea non aspetterà che Theresa May lasci o rimanga a Downing Street o che la palude del Parlamento di Westminster decida se, quando e come uscire dall’Unione Europea: il 31 maggio sarà l’ultimo giorno di attività a Canary Wharf. La sera gli uffici di Londra saranno chiusi, per sempre.

A Londra il turnover di uffici, tra aperture e chiusure, è sempre altissimo: e forse nessuno farà caso a quello che succederà a Canary Wharf. Se non fosse che quello dell’Eba non è un trasloco come un altro: è la prima istituzione finanziaria ad abbandonare Londra, tre anni esatti dopo il clamoroso referendum del 2016. La settimana successiva, il 3 giugno, l’Eba riaprirà i battenti, ma a Parigi.

L’addio alla City è in qualche modo opera di un italiano: alla guida dell’organismo sovranazionale è stato fino al marzo scorso Andrea Enria che ha lasciato il testimone, per i prossimi 5 anni, allo spagnolo Jose Manuel Campa.

Nata come parte dell’Esfs, il fondo europeo di stabilità finanziaria, in coordinamento con altri organizzazione regolatorie come l’Esma, l’Eba aveva aperto i battenti a Londra a Capodanno del 2011 sulle ceneri del precedente Cebs, dopo la grande crisi del 2008 che ha spazzato via Lehman Brothers e rischiato di distruggere l'intera economia globale. Ora dopo 8 anni, circa 200 dipendenti si sposteranno sul continente: le nazionalità sono miste e tutte le famiglie hanno già trovato casa e scuola per i figli (grazie anche all’aiuto dell’Eba).

Parigi ha battuto la concorrenza di Dublino, Francoforte, Madrid e Amsterdam: la capitale olandese si è però consolata con l’assegnazione dell’agenzia del farmaco (battendo, tra mille polemiche, la candidatura di Milano), l’altro ente europeo che ha abbandonato Londra, proprio un anno fa.

Quella dell’Eba è solo l’inizio di una serie di addii, o ridimensionamenti, a Londra: il colosso bancario cinese Hsbc, ma con passaporto anche britannico, sposterà 1000 posti di lavoro lungo la Senna; la multinazionale americana Bofa-Merrill Lynch altre 400 persone. Sono per ora trasferimenti minimali di personale (HSBC conta 39mila persone nel Regno Unito): nessuna grande banca abbandonerà Londra. Per l’organismo Ue, invece, si tratta di una vera e propria chiusura totale, ma non poteva essere altrimenti. È il primo vero contraccolpo della Brexit sul mondo della finanza a Londra, che perde un piccolo pezzo di primato come hub finanziario.

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