Legambiente: business da 10,4 miliardi

L’Ecomafia non conosce lockdown: nel 2020 segno più per i reati ambientali (con meno controlli)

Nella classifica regionale, Campania, Sicilia, Puglia sono risultate le regioni più colpite da illeciti ambientali. Al quarto posto lo scorso anno è salito il Lazio con 3.082 reati, con un incremento del 14,5% sul 2019, superando così la Calabria

di Andrea Carli

Nel 2020 in Italia 35mila reati ambientali, a ritmo 4 ogni ora

4' di lettura

L’Ecomafia in Italia non conosce lockdown. Secondo il rapporto Ecomafia 2021, realizzato da Legambiente, nel 2020 sono stati 34.867 i reati ambientali accertati (+0,6% rispetto al 2019), alla media di oltre 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Il valore complessivo del fatturato illegale, stimato da Legambiente è di 10,4 miliardi di euro (-0,9 sul 2019), mentre aumenta quello sugli investimenti a rischio nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, dagli appalti alla gestione dei rifiuti urbani, che ha toccato quota 11,2 miliardi di euro.

Gli abbattimenti degli abusi edilizi, sono al palo: dal 2004 al 2021 sono state emesse 57.250 ordinanze di demolizione, ma ne sono state eseguite solo il 32,9%, con significative differenze tra Nord e Sud. La Puglia ha il record negativo con il 4%.

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L’ILLEGALITÀ AMBIENTALE
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Più persone denunciate, meno verifiche

Nel 2020, l’anno più difficile per quanto riguarda la gestione dei contagi Covid-19, sono aumentate le persone denunciate: 33.620 (+12% rispetto al 2019), le ordinanze di custodia cautelare eseguite 329 (+14,2%), i sequestri effettuati 11.427 (+25,4%), ma è diminuito il numero complessivo dei controlli passati da 1.694.093 del 2019 a 1.415.907 del 2020, con una flessione del 17% rispetto al 2019.

Il 46,6% dei reati in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria

Sempre alta l'incidenza dei reati ambientali accertati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (ossia Sicilia, Campania, Puglia e Calabria), esattamente 16.262, il 46,6% del totale nazionale, con 134 arresti, nel 2019 erano stati “soltanto” 86. L’ammontare del mercato illegale è stato di 10,4 miliardi di euro (- 0,9% sul 2019). In crescita gli investimenti a rischio: 11,2 miliardi di euro (+2,6 sul 2019).

Lazio al quarto posto, davanti alla Calabria

Nella classifica regionale, Campania, Sicilia, Puglia sono risultate le regioni più colpite da illeciti ambientali. Al quarto posto lo scorso anno è salito il Lazio con 3.082 reati, con un incremento del 14,5% sul 2019, superando così la Calabria. La Lombardia si è confermata la regione con il maggior numeri di arresti. Preoccupante anche il numero dei comuni commissariati per ecomafia sino a oggi, ben 32, dei quali 11 sono stati sciolti nei primi nove mesi del 2021.

Il numero più alto di procedimenti ha riguardato l’inquinamento ambientale

A confermare la pressione sostanzialmente inalterata dell'eco-criminalità in Italia è anche l'applicazione dei delitti contro l'ambiente, introdotti nel Codice penale dalla legge 68 del 2015: 883 i procedimenti aperti (in leggera flessione rispetto al 2019, quando erano stati 894), con 2.314 soggetti denunciati e 824 arresti. E il numero più alto di procedimenti, 477, ha riguardato il delitto di inquinamento ambientale.

Sensibilità crescente verso i crimini ambientali da parte dell’ordinamento giudiziario

Nota positiva, stando al report: il numero crescente di Procure che hanno risposto all'appello del ministero per monitorare l'applicazione della legge 68: è stato superato l'88% degli uffici competenti (l'anno precedente l'80%), la percentuale più alta di sempre, segno evidente di una sensibilità crescente verso i crimini ambientali anche all'interno dell'ordinamento giudiziario.

Ambiente sotto attacco

La fotografia che viene fuori dall’indagine è dunque quella di un ambiente sotto attacco: nel 2020 in Italia è stato codice rosso per boschi e fauna. Sono stati 4.233 i reati relativi agli incendi boschivi (+8,1% rispetto al 2019). 8.193 gli illeciti contro gli animali, poco meno di uno ogni ora. Da soli, i reati contro la fauna hanno rappresentato il 23,5% del totale dei reati ambientali, con 6.792 persone denunciate, oltre 18 al giorno, 5.327 sequestri effettuati e 33 arresti. Numeri sicuramente in difetto - sottolinea l’indagine - rispetto alla realtà, sia per l'esiguità dei controlli effettivi (principalmente nelle aree interne e naturali), sia, soprattutto, per la scarsa efficacia del sistema sanzionatorio, ancora privo di delitti adeguati alla gravità dei fatti.

In calo reati relativi a ciclo dei rifiuti e del cemento

La flessione più significativa dei reati, probabilmente riconducibile ai periodi di chiusura di molte attività produttive durante i lockdown, è quella relativa al ciclo dei rifiuti, che in termini di illeciti accertati ha registrato un -12,7% rispetto al 2019, ma più arresti (+15,2%). Reati in leggera flessione anche nel ciclo del cemento (-0,8%), con una crescita, però, delle persone denunciate (13.083, con un +23,1% rispetto al 2019).

Archeomafie, calano del 18% i furti

Nell’ambito delle archeomafie, il report registra un aumento dei controlli (11.801, una media di 32 al giorno, con una crescita, rispetto all'anno precedente, del 32%) e una diminuzione dei furti (-18%), delle persone denunciate e degli arresti. Il Lazio, con il 14,7% del totale nazionale, è la regione dove si registra il maggior numero di furti, seguita da Puglia (11,6%), Toscana (10,6%) e Campania, con il 9%.

Agromafia, più infrazioni nell’import di prodotti alimentari

Infine, il capitolo agromafia: in un anno caratterizzato dalla diminuzione dei controlli (-10,8%), che ha sicuramente inciso, vista la tipologia delle attività da svolgere sul campo, sulla riduzione dei reati e degli illeciti amministrativi (-37%) fa da contraltare il primo posto per numero di infrazioni accertate relativo alle importazioni di prodotti alimentari, ben 8.786, seguito da quello sui prodotti ittici in generale (6.844 reati commessi), che è anche quello dove è stato svolto il maggior numero di controlli, con oltre 106mila ispezioni. Nel corso del 2020, infine, sono stati 293 i reati di caporalato accertati, ossia 0,80 al giorno, sabato e domenica compresi, 254 le denunce penali e amministrative presentate e 43 gli arresti.

Le proposte

Nell’indagine l'associazione ambientalista avanzai 10 proposte. Chiede, in particolare, di inserire, come primo provvedimento utile, i delitti ambientali previsti dal titolo VI-bis del Codice penale e il delitto di incendio boschivo tra quelli per cui non scatta l’improcedibilità; approvare delle leggi contro agromafie e saccheggio del patrimonio culturale, archeologico e artistico e introduzione nel Codice penale dei delitti contro gli animali; ripristinare, se necessario con una modifica legislativa, la corretta attuazione da parte delle prefetture di quanto previsto dall'articolo 10-bis della legge 120/2020, che ne stabilisce il potere sostitutivo in tutti i casi, anche antecedenti all'approvazione della norma, di mancata esecuzione da parte dei comuni delle ordinanze di demolizione di immobili abusivi; inasprire le sanzioni previste contro i traffici illegali di rifiuti; emanare i decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la protezione per l'ambiente; garantire l'accesso gratuito alla giustizia da parte delle associazioni, come Legambiente, iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore e impegnate di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria in qualsiasi grado di giudizio nel perseguimento dei propri fini statutari.

L’ILLEGALITÀ AMBIENTALE IN ITALIA
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